Maajid Nawaz, anglo-pachistano, è nato a Southend, nell’Essex. Musulmano, è co-fondatore e presidente di Quilliam, un’associazione che promuove l’integrazione e il rispetto per i diritti umani e combatte gli estremismi, incoraggiando una riforma dell’Islam. Laureato in Arabo e Legge con una specializzazione in Teoria Politica, parla inglese, arabo e urdu. Personaggio celebre nel Regno Unito, è editorialista per il “Daily Beast”, scrive per testate come il “London Times”, il “New York Times” e il “Wall Street Journal” e conduce una trasmissione sulla radio londinese LBC.
Inglese di origini pakistane, a soli sedici anni Maajid sceglie la strada del fondamentalismo. Esasperato dalle angherie razziste subite fin da bambino e soggiogato dalla propaganda islamista, entra a far parte di un gruppo rivoluzionario e diventa lui stesso reclutatore. Finché a ventiquattro anni, arrivato in Egitto, viene arrestato e rinchiuso nel penitenziario di Tora, nei pressi del Cairo, famigerato per l’uso della tortura. Vi rimarrà quattro anni. Ma è proprio durante l’esperienza estrema della prigionia che Maajid mette in discussione le proprie convinzioni e infine, liberato grazie ad Amnesty International, si fa portavoce di un messaggio antitetico, di pace e libertà.
Il suo viaggio dalle radici del male alla coscienza democratica e civile è il paradigma di un’evoluzione possibile e necessaria, un inno alla potenza della ragione, capace di ribaltare non solo una singola esistenza, ma il destino dei popoli.
Questo libro è il racconto di un viaggio di redenzione ‒ dall’innocenza, al fanatismo, al fondamentalismo e oltre, fino all’appassionata difesa dei diritti umani e di tutto ciò che essi possono significare. È la prova che cambiare è davvero possibile.
Kate Allen, Amnesty International