Hafid Bouazza intervistato sul romanzo PARAVION a “Bookmania”

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Un romanzo che è anche un viaggio sensoriale, in un paese immaginario, fatato. Un luogo dove la natura, gli odori e i colori, hanno un che di magico, sono senza tempo.

Erika Zini – Nel tuo libro fai un grande lavoro sulle parole: possiamo “vedere”, “annusare”, “sentire”, “assaporare” (addirittura ci sembra di “toccare”) ciò che descrivi. Rendi la storia viva. Come hai lavorato su questi elementi? Erano importanti, per te, per comunicare le sensazioni?

HB – E’ solo il modo in cui scrivo e quindi il modo in cui vivo la vita. Intensamente sensoriale. Prima di iniziare, devo sperimentare il mondo che sto per creare in ogni dettaglio; in particolare l’odore è più difficile da descrivere ma è senza dubbio il più essenziale per l’uomo. Un bambino dapprima riconoce sua madre dall’olfatto, non dalla vista, che potrebbe essere il re dei sensi, ma sarebbe uno storpio senza tutti gli altri.

 

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