Rassegna stampa

  • Mirt Komel intervistato su ARCANESTORIE, il blog di Alessandro Mezzena Lona
    L’autore sloveno di Nova Gorica quando scrive un romanzo sa creare molto bene la propria traiettoria letteraria. Per capirlo, basta leggere il suo libro di debutto Il tocco del pianista, tradotto in italiano da Patrizia Raveggi, che non poteva non conquistare un editore coraggioso come Carbonio [...] un romanzo dall’indubbia modernità, che ricorda, al tempo stesso, i grandi capolavori del decadentismo. À rebours di Joris Karl Huysmans sopra tutti.
  • LA CHIOCCIOLA SUL PENDIO recensito su “La Lettura”- Corriere della Sera
    Scrive Marco Ostoni: "Il romanzo, dalla pungente carica eversiva nei confronti del sistema sovietico (e per questo bloccato dalla censura), conserva un'attualità straordinaria a dispetto della mutata situazione socio-politica e si presta a una lettura che va ben oltre le coordinate geografiche entro cui è stato ideato."
  • IL TOCCO DEL PIANISTA di Mirt Komel su “il manifesto” a cura di Alessandra Pigliaru
    "Il tocco può salvarci perché, nonostante le apparenze, il problema dei nostri giorni è proprio quello del tocco, dal quale ci siamo o siamo stati alienati. È per questo che la questione ha anche un senso politico, perché tange ciò che è comune a tutti noi, cioè la comunità stessa: se non possiamo essere in contatto – in contatto vero, non digitale, fittizio – uno con l’altro allora non siamo più una comunità ma un’aggregazione di atomi..."
  • “MEGLIO NON ESSERE MAI NATI. Il dolore di venire al mondo” su “Vanity Fair”
    "Anti natalisti, quelli che non avrebbero voluto nascere." Articolo di Monica Coviello...
  • LA CHIOCCIOLA SUL PENDIO dei fratelli Strugackij recensito su “Thriller Nord”
    Così Leonardo Di Lascia: "Un capolavoro della fantascienza che nasconde dei sensi della vita molto profondi, un grande commento su come ci stiamo evolvendo. L’evoluzione, in tutte le sue forme con vantaggi e svantaggi, L’evoluzione della natura, l’evoluzione dell’uomo, le guerre di potere e la voglia di sopruso. [...] Un testo sociale, che non è solo per gli amanti del genere fantascientifico ma per tutti coloro che amano la letteratura. Un romanzo da cinque stelle!"
  • SPECIALE MIRT KOMEL E IL SUO IL TOCCO DEL PIANISTA su “Convenzionali”
    Scrive il giornalista culturale e blogger Gabriele Ottaviani: "una vicenda dai mille livelli di lettura e dalle molteplici chiavi d’interpretazione, anche per il gran numero di riferimenti di cui è intrisa. La storia vibrante e non priva d’acutissima ironia di un giovane pianista, Gabriel, che .... continua a leggere >
  • IL TOCCO DEL PIANISTA consigliato in ANTEPRIMA da “WINDOUT” storico magazine di cultura rock e jazz
    Scrive Giuseppe Maggioli: "Un libro concettuale con macchie di fantasia quello di Mirt Komel, scrittore della nouvelle vague letteraria slovena. Le nevrosi del quotidiano applicate alla musica."...continua a leggere >
  • DANILOV IL VIOLISTA recensito nella Rubrica Glaza di ZEST – Letteratura Sostenibile
    Scrive Davide Morganti: "Romanzo potente e satirico, irriverente e fantasioso [...] tutto è sussulto, sconquasso, travolgimento, non c’è un attimo di tregua, sembra di essere dentro un vulcano o un tifone, che sia amicizia, demonio, inganno, ricerca; una bizzarria che si scatena forsennata, rivelando il lato umano del male che non è mai sempre e solo male. [...] continua a leggere >
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson recensito su “L’Indice dei Libri del Mese”
    Scrive l'anglista Roberta Ferrari: "[...] emerge una dimensione “politica” assente dall’originale (il Conte progetta qui di sovvertire l’ordine dell’Occidente), che s’intreccia a un altrettanto insistente richiamo alla sfera erotica. Potere e lussuria sono dunque le cifre del Dracula islandese, protagonista di una storia intessuta, tra l’altro, di riferimenti alla mitologia norrena, che il curatore de Roos segnala nelle sue preziose note al testo. [...]
  • LA CHIOCCIOLA SUL PENDIO su “Bookmania” di Di.Tv
    La giornalista culturale ed esperta di editoria Erika Zini parla della genesi e della contestualizzazione storica di questo capolavoro del realismo fantastico e della fantascienza sovietici dei fratelli Strugackij, finalmente disponibile nella sua versione integrale e tradotto dall'originale russo ... guarda il video >
  • PANOPTICON di Jenni Fagan recensito su “L’Indice dei Libri del Mese”
    Scrive l'anglista Gioia Angeletti: "Non stupisce l’apprezzamento espresso su quest’opera prima di Fagan dal connazionale Irvine Welsh, celebre autore di Trainspotting: per entrambi, rappresentare le zone più ombrose, le esperienze più conturbanti dell’individuo significa stracciare ogni velo che edulcori la reazione del lettore e adottare un linguaggio in grado di tradurre la violenza, la disperazione, pur senza permettere a quest’ultima di lacerare ogni speranza di redenzione. [...]
  • SPECCHIO DELLE MIE BRAME recensito su “BooksSpecial”
    Scrive Marco Denti: «Partendo da una riflessione stimolata dallo slogan pubblicitario “perché tu vali” (un messaggio molto subdolo), Simon Blackburn esplora, nelle intenzioni ufficiali, “pregi e difetti del narcisismo”, per poi lasciarsi trasportare dalla curiosità e dall’istinto verso considerazioni che vanno ben oltre la specificità introdotta da titolo e sottotitolo. In effetti, il riflesso dello specchio è un ... continua a leggere qui>
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW recensito su Mangialibri
    Scrive Paola Biribanti: « "Il test del marshmallow" ha contribuito ad avviare una significativa ondata di ricerche sull’autocontrollo. [...] Scritto e tradotto in maniera accattivante e trattando una tematica vicina praticamente a tutti, il libro fornisce resoconti dettagliatissimi sugli esperimenti svolti dal Mischel nel corso della sua carriera.»
  • LA CHIOCCIOLA SUL PENDIO recensito su “La Bottega del Barbieri”
    Scrive Daniele Barbieri: "Nell’età d’oro della fantascienza anglo-americana girava l’idea che la fantascienza sovietica (e dell’Est Europa) fosse ottimista, banalotta e di regime. Certo esisteva anche quella ma basta aver letto i fratelli Strugackij o il polacco Lem per capire che la fantascienza “venuta dal freddo” era di grandissima qualità e spesso serviva ad aggirare la censura (come del resto accade nelle “democra-ture di mercato” o nelle teocrazie dette islamiche)....continua a leggere >
  • LA CHIOCCIOLA SUL PENDIO consigliato sul blog “Convenzionali”
    Scrive Gabriele Ottaviani sul romanzo dei fratelli Strugackij: "distopico, elegante, raffinato, caleidoscopico, un vero e proprio, con buona pace di chi sostiene che la prossima definizione sia ormai una mera iperbole svuotata di senso, capolavoro della seconda metà del ventesimo secolo che travalica i generi e che amalgama con maestria la filosofia alla fantascienza, che del resto è già di per sé una sperimentazione delle potenzialità del pensiero [...] e dell’azione."
  • LA CHIOCCIOLA SUL PENDIO consigliato dal sito PDE
    La grande fantascienza, umanista e filosofica, ha il potere di guardare il presente e immaginare il futuro. E, ovviamente, ha il compito di metterci in guarda e farci riflettere. Su che cosa? Su noi stessi, sulla natura umana, sulle strutture politiche e sociali, sui pericoli di un progresso che è spesso confuso con lo sfruttamento. Sull’Antropocene, in sostanza, che è poi l’epoca in cui viviamo. E Arkadij e Boris Strugackij [...], sono certamente tra i più grandi esponenti di questo tipo di fantascienza.
  • SPECCHIO DELLE MIE BRAME recensito su “Satisfiction”
    Scrive il filosofo Stefano Scrima: "Quello di Blackburn è dunque un saggio sul narcisismo, un libro pregevole per il rigoroso tentativo di riportare su carta un fenomeno così complesso senza cadere in semplificazioni e inappellabili condanne. Perché come ogni aspetto del nostro vivere quotidiano anche il narcisismo presenta, come recita il sottotitolo, 'pregi e difetti'."
  • SPECCHIO DELLE MIE BRAME recensito su “tutto libri” de “LA STAMPA”
    Scrive il filosofo Marco Filoni sul libro di Simon Blackburn: "Con un registro autoironico, capace di passare dai classici del pensiero ai selfie e al disprezzabile narcisismo di molti personaggi pubblici, Blackburn riesce nel tentativo di orientare, di fornire le basi per la costruzione di quella bussola morale che il nostro tempo sembra aver smarrito."
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI di David Benatar su “Liberazioni – Rivista di critica antispecista”
    Le analisi di Alberto Giovanni Biuso e Claudio Kulesko da leggere scaricando il pdf  (n. 38 - autunno 2019)
  • PISCIO SULL’ACQUA recensito sul mensile “Rumore”
    Così Claudia Bonadonna: "Associazioni mentali libere, geometrie narrative impossibili, salti temporali come fossimo in un sogno parecchio movimentato [...] Straniante e irresistibile, Rachel B. Glaser mette in scena una discesa agli inferi nel subinconscio collettivo che illumina tutti i fantasmi, tutte le paure, tutta la magica, mostruosa confusione del nostro tempo..."
  • MARIE GRUBBE sulla rubrica Bookmania di Di.Tv
    Erika Zini consiglia il romanzo di Jens Peter Jacobsen, la storia di una donna del Seicento moderna come, se non di più, una donna dei nostri tempi
  • SPECCHIO DELLE MIE BRAME segnalato su “La Lettura” del “Corriere della Sera”
    Così Blackburn intervistato da Beatrice Magni: "È importante per il rispetto di noi stessi essere in qualche misura parte della felicità altrui, non solo come causa di essa, ma nel senso più importante che quello che facciamo, o la nostra presenza, sia la fonte del piacere. In questo senso lo stesso narcisismo può avere una funzione positiva."
  • SPECCHIO DELLE MIE BRAME di Simon Blackburn recensito sul quotidiano “Libero”
    Il bello della vanità. Scrive Gianluca Veneziani: "Ai tempi in cui impazzano i selfie e la visione del mondo sembra essersi ridotta alla propria immagine riflessa nello schermo è giusto interrogarsi sulla perdita della realtà a vantaggio del culto dell’Io e sulla profonda solitudine che si nasconde dietro questa celebrazione del Sé... continua a leggere >
  • SPECCHIO DELLE MIE BRAME di Simon Blackburn recensito sul blog “Filosofemme”
    Così Silvia Grasso: "L’infelicità sfigura, così come la competizione e l’egoismo cieco rendono irriconoscibili. Ritrovare il proprio sguardo significa riconoscersi nelle proprie imperfezioni, nelle proprie verità scomode, ed essere pronti ad accogliere se stessi è l’unico modo per poter accogliere anche l’altro. Anche Narciso, in fondo, nel famoso mito raccontato da Ovidio, arriva a riconoscersi seppur tardi. È una questione di tempo e di urgenza: riconoscersi vuol dire salvare la nostra società e salvare se stessi prima che sia troppo tardi."
  • LO SCAMBIO IMPERFETTO di K. C. Constantine recensito sul blog “C-Side Writer”
    Scrive Marco Ischia: "Un’indagine complessa, un’indagine che si basa sulle informazioni, sulle soffiate, sui delatori. E quando si ha a che fare con gente che racconta le cose, bisogna essere abili a comprendere se le cose raccontate corrispondo alla verità o sono solo una parte di verità condita di particolari che possono depistare anche il migliore degli investigatori. Ma Balzic è un duro, un poliziotto integerrimo, che questa volta però se la prende forse troppo a cuore."
  • SPECCHIO DELLE MIE BRAME recensito su “tysm – Philosophy and Social Criticism”
    Francesco Paolella va al cuore delle densissime implicazioni politiche del ragionamento di Simon Blackburn in un magnifico contributo critico intitolato "Tutti sul piedistallo"... continua a leggere >
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson su “Duecento pagine”
    Genesi del libro e analisi comparata con l'opera-Canone compongono questo corposo articolo del blogger Gioacchino Di Maio, che così scrive... continua a leggere >
  • SPECCHIO DELLE MIE BRAME sulla rubrica Bookmania di Di.Tv
    Erika Zini consiglia il saggio del filosofo Simon Blackburn, un testo avvolgente e godibile come un romanzo, ricco di intuizioni profonde come quella che guardarsi allo specchio possa essere anche indice di lodevole coraggio e grande sincerità verso se stessi.
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI recensito sulla rivista “La Civiltà Cattolica”
    Così Paolo Cattarini, bioeticista e docente di Bioetica Clinica all'Università degli Studi dell'Insubria: "Benatar afferma che ogni desiderio soddisfatto apre la strada a un nuovo desiderio, cosicché lo stato di frustrazione permane e questa deprivazione non renderebbe certo migliore la vita..... continua a leggere >
  • MARIE GRUBBE recensito sul quotidiano “Cronache di Caserta”
    "Così Maria Laura Labriola: "Scrivere per Jens Peter Jacobsen vuol dire ascoltare la natura e riarrotolare quel nastro di impulsi e passioni proprio di una donna che vibra e cresce sbocciando all'unisono con il paesaggio circostante.... continua a leggere >
  • La raccolta PISCIO SULL’ACQUA recensito sulla rivista culturale “Altri Animali”
    Scrive Roberto Galofaro: "Nei racconti di Glaser c’è sempre, sottotraccia, qualcosa di perturbante, qualcosa che affiora da una coscienza dell’irrisolto o dell’irrisolvibile enigma del vivere [...]
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Stoker e Ásmundsson recensito su “Club Ghost”
    Così Luca Bonatesta: "un romanzo godibile, ammaliante e suggestivo non solo per i fan sfegatati di Dracula, ma anche per chi vuole leggere un romanzo fantastico finora rimasto inedito e molto diverso dal Dracula originale.
  • Bruno Berni parla di MARIE GRUBBE di J.P. Jacobsen con Erika Zini nel programma “Bookmania” di Ciao Radio
    Tradurre un classico in un mondo che si evolve allontanandosi dall'epoca in cui esso è stato concepito, eppure restandovi fedele, è la sfida più entusiasmante per un traduttore. Lo è in modo particolare se si affronta un testo come quello di Marie Grubbe, ambientato nel 1600 ma scritto alla fine del 1800.
  • PISCIO SULL’ACQUA recensito su “Satisfiction”
    Scrive Esther Fantuzzi: "Non è da tutti scrivere un libro in cui il narratore stesso è un libro, come non è da tutti parlare di pisciare, perdere liquidi corporei, morire in modi patetici e comportarsi per la maggior parte del tempo in maniera estremamente imbarazzante. In questo sta la forza di Piscio sull’acqua di Rachel B. Glaser, psichedelico e avveniristico, a tratti psicotico.
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson recensito su “Contorni di Noir”
    "la scelta del registro è stata senz’ altro il dilemma principale nell’ affrontare il testo – trovare un equilibrio tra un linguaggio moderno e accessibile e il «sapore» vittoriano di fondo, presente anche (sebbene in misura minore rispetto al Dracula classico) nella versione islandese.[..] ci siamo sentiti parte di una sorta di work in progress che dura ormai da più di un secolo."un secolo."
  • LO SCAMBIO IMPERFETTO di K. C. Constantine recensito su “Satisfiction”
    Scrive Ester Fantuzzi: "Non è da tutti scrivere un libro in cui il narratore stesso è un libro, come non è da tutti parlare di pisciare, perdere liquidi corporei, morire in modi patetici e comportarsi per la maggior parte del tempo in maniera estremamente imbarazzante. In questo sta la forza di Piscio sull’acqua di Rachel B. Glaser, psichedelico e avveniristico, a tratti psicotico.
  • PERFECT RIGOR recensito su “L’Ordine”, il supplemento culturale de “La Provincia di Como”
    Così lo scrittore Flavio Santi sul libro di Masha Gessen: «Un viaggio nella storia della matematica russa della Guerra Fredda, in cui politica, propaganda e gelosie personali si intrecciano in modo indissolubile (con il cuore di tenebra di un oscuro maschilismo e antisemitismo).»
  • IL MISTERO DELL’ORTO DI ROCKSBURG di K.C. Constantine recensito su “Artspecialday”
    Scrive Vieri Peroncini: «Leggiamo, e ci vediamo scorrere un film davanti agli occhi: un thriller di caratura superiore, nel quale il delitto, come avviene nei grandi scrittori, non è neppure l’aspetto più importante della narrazione, ma giusto il macguffin, il catalizzatore attorno al quale il narratore di spessore fa ruotare le sue considerazioni socioesistenziali. Il che, è esattamente quello che avviene ne Il mistero dell’orto di Rocksburg, ne Lo scambio imperfetto, e osiamo supporre negli altri quindici titoli che compongono la saga di Rockburg e del capo della polizia Mario Balzic."
  • SPECCHIO DELLE MIE BRAME di Simon Blackburn recensito su “Lankenauta”
    Così Luca Menichetti: «non bisogna farsi ingannare dagli algoritmi di google che ha catalogato Mirror, mirror come “libro di autoaiuto”. [...] . Specchio delle mie brame. Pregi e difetti del narcisismo – questo il titolo italiano del libro finalmente edito in Italia dalla Carbonio – rappresenta semmai un attento percorso storico e comparativo che investe diversi campi della conoscenza umana: innanzitutto la filosofia; e poi anche la psicologia, la sociologia, la letteratura, l’arte, la mitologia e la religione. Uno sguardo indagatore che per fortuna rifugge semplificazioni, supponenza, pedanteria e che soprattutto intende il “narcisismo” legato strettamente “ai complessi fenomeni che circondano il sé e il rispetto di sé, offrendo intuizioni profonde su concetti come orgoglio, ambizione, vanità, autenticità”. [...] Viene quindi da pensare che [...] l’Italia potrà proporre tantissimo materiale umano per integrare un libro che, al termine del suo percorso di ricerca,  giustamente cita alcune parole di Adam Smith riguardo la nostra tendenza ad ammirare i ricchi o potenti invece delle persone virtuose e utili: “La grande e più universale causa di corruzione dei nostri sentimenti morali” (pp.198).»
  • SPECIAL “SPECCHIO DELLE MIE BRAME” sulla rivista “L’Indiscreto”
    Francesco D'Isa ha intervistato Simon Blackburn, autore di "un interessante e sfaccettato percorso attraverso una delle chiavi di volta del nostro mondo sociale e intellettuale: il narcisismo". In un'epoca in cui il must è quello dell'esemplificazione del pensiero, offerto già interpretato e pronto all'uso, il filosofo inglese afferma: "Odio sentirmi dire che 'divulgo la filosofia', se questo implica mutilarla. La mia ambizione è quella di accostare le persone alla filosofia, non di fingere che la filosofia sia una cosa semplice. Abbiamo a che fare con domande difficili e importanti, e non voglio che le loro difficoltà o la loro importanza vadano perse."
  • SPECCHIO DELLE MIE BRAME di Simon Blackburn recensito sul blog “Convenzionali”
    Così Gabriele Ottaviani: "L’importante è apparire, la sostanza è per i perdenti, questo sembra essere il messaggio che passa, meno si vale e più si va avanti, più si millanta imbevendo di vuoto lo spazio meglio è. [...] Dunque bisogna amarsi, essere un po’ epigoni di Narciso, specchiarsi e vedersi belli, ma senza esagerare: che pertanto, approfondendo, la vanità non sia solo qualcosa di negativo? [...] Chiarissimo, mai didascalico, cattedratico, supponente: una delizia. Da non perdere."
  • I FRATELLI TSARNAEV di Masha Gessen recensito sul blog “Graziana Giròvaga”
    "un’opera davvero impressionante di giornalismo analitico, in cui l’autrice, lei stessa immigrata russa, si mette in viaggio per una comprensione più profonda dei fratelli Tsarnaev e della loro famiglia allargata, che include viaggi nei luoghi da cui provengono. Un esempio di come un buon libro di saggistica può prendere un evento saturo di notizie e leggerlo in un modo diverso, sotto una luce diversa, e offrire un nuovo tipo di comprensione."
  • MARIE GRUBBE su “Il posto delle parole”
    Livio Partiti intervista Bruno Berni, curatore e traduttore del capolavoro di Jens Peter Jacobsen, testo stupefacentemente moderno per contenuti e struttura. Marie Grubbe è, infatti, sia il racconto di un esaltante processo di autocoscienza e di liberazione femminile in un '600 caratterizzato da rigidissime convenzioni sociali a svantaggio delle donne sia l'esempio mirabile di una scrittura lirica e naturalistica insieme, un mix poetico quanto mai inconsueto alla fine del XIX secolo. L'intervista è anche l'occasione per ascoltare la lettura dell'incipit di Marie Grubbe nell'originario idioma danese, lingua di inattesa musicalità e per capire di più su cosa significhi tradurre un testo scritto più di un secolo fa.
  • Il saggio “Specchio delle mie brame” sul Venerdì di Repubblica
    Scrive il filosofo Marco Filoni: "Ci siamo tutti immersi. Chi più e chi meno, chi sempre e chi di rado. Eppure quando la nostra immagine si riflette nello specchio scatta qualcosa. E, spesso, ci pavoneggiamo - come suggerisce l'immagine scelta per la copertina di Simon Blackburn, Specchio delle mie brame."
  • MARIE GRUBBE consigliato da Liana Messina sul settimanale “F”
    J. Peter Jacobsen racconta "un'eroina che [...] osa sfidare le convenzioni del suo tempo" per seguire "le ragioni del cuore e della passione".
  • PISCIO SULL’ACQUA recensito su “Pulp libri”
    Così Elisabetta Michielin: "Rachel Glaser introduce nei propri racconti l’elemento della narrazione stessa che interagisce con i personaggi, le storie, i luoghi comportandosi e agendo a sua volta come un personaggio vero e proprio, con propri gusti, pensieri e una propria personalità."
  • DANILOV, IL VIOLISTA recensito su “L’Indice dei libri del mese”
    La russista Giulia Baselica plaude l'arrivo, sugli scaffali italiani, del romanzo di Vladimir Orlov, la cui uscita in patria, negli anni '80 del 1900, "inaugurava un'epoca nuova, contrassegnata dalla divulgazione di grandi autori del Novecento sovietico a lungo oscurati dalla censura di Stato".
  • LA BELLEZZA di Aliya Whiteley sul blog “Letture pericolose”
    Così Federica Leonardi: "L'autrice tocca, in questo romanzo breve, alcuni temi caldi del dibattito contemporaneo, dalla violenza di genere all'omosessualità, dal razzismo alla transessualità. Lo fa attraverso una storia che ha il ritmo del sogno, di una lenta allucinazione che trascina a poco a poco il lettore tra le braccia fredde e spugnose della Bellezza."
  • I POTERI DELLE TENEBRE. DRACULA, IL MANOSCRITTO RITROVATO su “La Bottega del Giallo”
    Manuel Figliolini sottolinea come il capolavoro della letteratura gotica di Bram Stoker sia "un classico che nelle mani di Valdimar Ásmundsson diventa moderno".
  • PISCIO SULL’ACQUA su “Bookmania” (puntata del 26 luglio 2019)
    Così Erika Zini sulla raccolta di racconti di Rachel B. Glaser.
  • LO SCAMBIO IMPERFETTO recensito su “Bookshighway”
    Così Marco Denti: Lo scambio imperfetto è un’istantanea nitida e clamorosa del groviglio di do ut des che determinano gli ambiti in cui il potere (amministrativo e politico, giudiziario e criminale) si esprime in tutte le sue forme. [...] un noir sui generis, tanto anomalo quanto importante, e più che sull’azione si regge sui dialoghi che sono frustate per il ritmo, per i contenuti che impongono, per le emozioni che coinvolgono i singoli personaggi, tutti uniti dal fatto che “la maggior parte delle persone che non avevano mai avuto problemi nella loro vita reagivano ai guai, quando si presentavano, come se ne venissero travolti, persino spacciati. Non avevano mai imparato tutti i modi che c’erano per fallire, quindi pensavano che il loro primo fallimento fosse l’unico”.
  • Il quotidiano Il Foglio elogia la nascita di CARBONIO Editore
    Vanni Santoni, scrittore, critico e uomo di editoria, elogia il lavoro di Carbonio inquadrandolo nell'attuale panorama dell'editoria indipendente nostrana individuando efficacemente i vari fili rossi che legano i libri del catalogo, soffermandosi in particolare su "Estasi: istruzioni per l'uso, ovvero l'arte di perdere il controllo" di Jules Evans.
  • MARIE GRUBBE di Jens Peter Jacobsen sul “Venerdì” di “Repubblica”
    Francesca Marani consiglia il libro di “uno dei massimi scrittori della letteratura danese” di nuovo disponibili dopo cinquant’anni d’assenza sugli scaffali italiani.
  • I POTERI DELLE TENEBRE consigliato dal mensile “Leggere: tutti”
    Così Francesca Scaringella: “L’originalità del volume del ’900 sta non solo nell’aver tradotto il romanzo, ma anche nell’averlo adattato alla cultura islandese stessa, creando un affascinante apocrifo.”
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Stoker e Ásmundsson recensito sul mensile “Il Borghese”
    Così Errico Passaro: “Le comparazioni con altre edizioni (fra cui quella svedese) e le ricerche effettuate su bozze revisionate in fase di editing, sottotrame aggiunte, annotazioni a margine, dattiloscritti originari, appunti preparatori passati di mano in mano attraverso aste private, oltre che studi corredati di riferimenti biografici, lettere, interviste, contratti di edizione, portano gli esperti a ritenere che si tratti di una versione modificata del testo originario.”
  • Il quotidiano “Il Piccolo” consiglia I POTERI DELLE TENEBRE di Stoker e Ásmundsson
    “Fascino evergreen dei vampiri al confine tra amore e paura”: la segnalazione di Elisabetta De Dominis.
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Stoker e Ásmundsson consigliato dal quotidiano “La Provincia”
    Tanti anni fa, agli albori della letteratura “di massa”, poteva succedere di tutto. Poteva accadere, ad esempio, che uno scrittore islandese, Valdimar Ásmundsson, incaricato di tradurre un libro di grande successo, il Dracula di Bram Stoker, non si limitasse a trarne una bella versione della sua lingua…
  • I POTERI DELLE TENEBRE segnalato su “La Lettura” del “Corriere della Sera”
    La scoperta di una versione islandese di "Dracula" al centro di un clamoroso caso editoriale. La segnalazione di Marco Bruna e quella di Mirko Zilahy. Un'estate di letture e visioni nel segno di terrifico, in cui impazza Dracula, il ritornante per eccellenza. La segnalazione di Helmut Failoni.
  • I POTERI DELLE TENEBRE, la versione islandese del Dracula di Stoker recensito sul “manifesto”
    “Il pezzo forte”, scrive Andrea Colombo, “è un lungo saggio iniziale di de Roos. Non solo mette a fuoco la specificità e le peripezie della versione islandese di Dracula. Fa anche il punto sugli studi stokeriani, che rappresentano un’avventura romanzesca in sé: una specie di «caccia al vampiro», magari nascosto in una stalla in Pennsylvania, come quella dove fu ritrovato negli anni ’80 del XX secolo il manoscritto originale del romanzo, finitoci chissà come. Quel che sembra indiscutibile, alla luce degli appunti di Bram Stoker, è che il romanzo islandese sia una specie di «prima versione» del romanzo, poi modificata in corso d’opera”.
  • I POTERI DELLE TENEBRE su “La Gazzetta del Mezzogiorno”
    Scrive Manlio Triggiani: «Per decenni è stato considerato la traduzione in islandese di un classico della letteratura gotica, ma il 'Dracula' di Bram Stoker, nell’edizione pubblicata a Reykjavik un secolo fa, intitolata 'Makt Myrkranna', era una versione adulterata, o meglio liberamente adattata e trasformata dal curatore Valdimar Ásmundsson che lo pubblicò a puntate sul proprio settimanale, 'Fjallkonan' fra il 1900 e il 1901 e poi edito in volume con il titolo 'I poteri delle tenebre'.»
  • LO SCAMBIO IMPERFETTO di K.C. Constantine sul “Quotidiano del Sud”
    Conferma tutta la sua classe uno dei massimi esponenti dell'hardboiled americano.
  • LO SCAMBIO IMPERFETTO di K.C. Constantine sulla rivista online “NonSoloCinema”
    Così Ilaria Falcone: «Con una storia sbalorditiva – scritta negli anni 80 – tanto è attuale (verso la fine c’è un discorso vincente, realistico, universale e duro sulla politica e sulla legge) Constantine parla al lettore, lo immerge – e il lettore si lascia immergere – dentro parole, riflessioni spesso amare e, qui, in un caso di cronaca nerissima. La sua scrittura è un racconto instancabile e fluido, appassionante nella capacità di descrivere umori e sguardi, dare colore all’atmosfera e far intuire odori e sentimenti.»
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI di David Benatar su comedonchisciotte.org
    Così Bruno Sebastiani: «David Benatar è un filosofo e argomenta ampiamente le sue idee che, in estrema sintesi, ruotano intorno al concetto di bene e male: se non fossimo nati non avremmo sperimentato il male, né rimpiangeremmo di non aver sperimentato il bene, in quanto il non essere non esiste e quindi non possiede né pensiero né autocoscienza. Pochi altri pensatori, fortemente misantropi e pessimisti, hanno sostenuto tesi analoghe.»
  • MARIE GRUBBE di Jacobsen su Mangialibri
    Così Giulia Annibale: «Jens Peter Jacobsen [...] mezzo secolo prima del ben più noto 'L’amante di Lady Chatterley' (era il 1876) scrive della vita e degli amori di Marie, creando il ritratto di una donna caparbia, moderna e consapevole dei propri desideri, che non teme di abbandonare il proprio uomo quando questo si dimostra indegno della sua attenzione e del suo affetto, facendo mostra di quel vago cinismo che assale chi si rende conto di aver scambiato per amore una momentanea follia. L’unica relazione a sopravvivere è d’ispirazione schubertiana, un sentimento scoppiato nella natura e come essa sottoposto a regole più semplici, sensuali e radicali; una natura che per tutto il romanzo si fa specchio del cuore della protagonista, arricchendo di simboli e vivide immagini gli “interni” che Jacobsen consegna ai suoi lettori.»
  • Special Rachel Glaser e la raccolta di racconti “Piscio sull’acqua”
    Così Fabio Cerbone: «Rachel B. Glaser, giovane scrittrice originaria del New Jersey, approda alla letteratura dal mondo della grafica digitale e delle arti visive, e forse questo dato gioca un ruolo fondamentale nel disegnare la sua narrativa al limite del post-moderno. […] Non è semplice seguirla in questo labirinto di personaggi, di non-trame e sperimentazioni linguistiche radicali, ma esattamente tra il piacere delle parole e delle loro sfumature si possono svelare storie umanissime.» Dall'intervista con Rachel B. Glaser, a cura di Marco Denti: «MD - Secondo te, cosa rende grande una storia? | RBG - Per me, una grande storia è quella che sorprende e che ha frasi che si leggono più volte, solo meravigliandosi di ciò che viene detto.»
  • LA GABBIA DI VETRO recensito su “Barbadillo”
    Così Manlio Triggiani: «Mescolare bene mistero, omicidio, letteratura, psicologia, talvolta esoterismo in un unico testo non solo significa fare alta letteratura ma anche indicare una via di comprensione della realtà. A modo suo, Wilson era senz’altro un filosofo e La gabbia di vetro è un libro da apprezzare su più piani narrativi e descrittivi.»
  • LO SCAMBIO IMPERFETTO recensito su “Lankenauta” da Luca Menichetti
    Un hard boiled degno di un “cronista sociale” – così è stato definito K. C. Constantine. Dopo 'Il mistero dell’orto di Rocksburg', con questo nuovo episodio della serie con l’ispettore Mario Balzic “abbiamo netta la conferma che la fama dell’autore, autentico mito letterario d’oltreoceano, non è frutto di esagerazione”.
  • INVIDIA di Jurij Oleša su “ZEST – Letteratura Sostenibile”
    Così Davide Morganti: Invidia è un romanzo che «risente del dadafuturismo per cui le frasi e le azioni si sovrappongono, si spezzano per meglio rendere la confusione di un mondo, come quello comunista (e quello capitalista), incapace di cogliere le esigenze dei singoli. […] Oleša adopera un linguaggio forsennato, dal ritmo frenetico, […] è stato capace in poche pagine di segnare su carta un periodo che ha impastato nel sangue e nell’inchiostro idee, vizi e un’ansia mortale di voler cambiare il tempo senza saper aspettare la Storia; romanzo capace di deridere i megasistemi di una volta che hanno distrutto l'Europa (e parte dell'Asia) ma anche i macrosistemi di oggi, che in nome della democrazia impongono modelli di vita che somigliano più a brand aziendali che a idee.»
  • MARIE GRUBBE recensito su “Alias”-il manifesto
    Così il germanista Andrea Meregalli: «Ma il fulcro del romanzo è altrove, nell’interiorità dei personaggi, nello scavo psicologico dell’individuo: prendendo spunto dalla realtà storica, Jacobsen sonda l’animo della donna protagonista attraverso le sue relazioni con mariti e amanti, sottolineando il suo pieno diritto alla realizzazione di se stessa, anche nella sfera affettiva e erotica. Inizialmente esposta alle costrizioni e alle aspettative della società del tempo, che lei stessa fa propri, Marie aspira al matrimonio come via per affermarsi socialmente e liberarsi dell’autorità paterna; ma l’interesse del romanzo non sta nelle rivendicazioni sociali, né nell’ottica proto-femminista che andava affermandosi al centro del dibattito pubblico. Il senso della vicenda va piuttosto colto nel desiderio di Marie di agire attivamente senza aspettare che altri le attribuiscano un ruolo, varcando "la porta della vita" invece di "rimaner fuori ad ascoltare le note della festa, non invitata, non richiesta, come una serva storpia", nelle sue stesse parole.»
  • I POTERI DELLE TENEBRE. DRACULA, IL MANOSCRITTO RITROVATO su “Il posto delle parole”
    Lo straordinario mistero editoriale emerso dalla recente scoperta di una versione islandese del romanzo Dracula è oggetto di due densissime interviste che il giornalista Livio Partiti ha fatto a Matteo Curtoni – co-traduttore, con Maura Parolini, dell’edizione italiana – e a Franco Pezzini – studioso del Signore delle tenebre in tutte le sue sfaccettature e declinazioni artistiche, dalla letteratura al cinema, al teatro. Dracula è testo che esce dai margini del libro ben oltre le intenzioni di Stoker e oltre il personaggio stesso. Ne I poteri delle tenebre – traduzione letterale dell’originale Makt Myrkanna – il nome dell’autore Bram Stoker è affiancato a quello di Valdimar Ásmundsson,  modernissima figura di intellettuale nell’Islanda a cavallo di ‘800 e ‘900, editore, autore, giornalista, scouter culturale, traduttore. Ma quante licenze si è preso Ásmundsson rispetto al testo canonico del 1897? E che peso ispirativo assumono su Makt Myrkanna le numerose bozze preliminari del Dracula del 1897 che impegnarono Stoker per quasi otto anni? Da tali interrogativi prende vita una ricchissima ed entusiasmante vicenda traduttiva che ci dice della potente polisemia sia del personaggio Dracula, dai contorni tanto lugubri quanto modificabili, sia dell’opera Dracula, dalle mutevolissime prospettive narrative. Dunque il vampiro romantico e imprendibile del repressivo Vittorianesmo lascia il posto, nella versione norrena, a un Conte molto più umanizzato in balìa di insondate brame di potere e di inedite licenziosità verbali, una creatura che si muove in un feuilleton a tinte forti, ammiccanti qua e là al poliziesco. Un altro Dracula e un altro romanzo tutto da scoprire.
  • LO SCAMBIO IMPERFETTO recensito sul “manifesto”
    K.C. Constantine è il cantore della Rust Belt americana. Il suo ispettore Mario Balzic, in forza nell'immaginaria cittadina di Rocksburg (PA), si misura – scrive Guido Caldiron – con «il drammatico cambio di scenario sociale che ha trasformato questa parte delle regioni centro-orientali degli States nella cosiddetta Rust Belt, la "cintura della ruggine", dove le speranze e le vite di molti sembrano aver subito la stessa sorte delle acciaierie e delle ciminiere abbandonate che dominano il paesaggio. Sono le terre che hanno fatto almeno in parte la differenza a favore dell’elezione di Trump, ma nello sguardo di Balzic e della piccola comunità che ruota intorno alle sue indagini, non si respira mai il desiderio di rivalsa e il rancore che hanno ispirato quella scelta, quanto piuttosto una sorta di sguardo civile sulle vittime e i responsabili di ogni crimine che non annuncia vendette né promette redenzione.»
  • LA GABBIA DI VETRO recensito su “Carmilla”
    Scrive Franco Pezzini: «Un romanzo elegantissimo, che può felicemente spiazzare i lettori di oggi. Sia perché, abituati a Patricia Cornwell e all’effetto-autopsia TV da prima serata, trovano qui delitti spaventosi evocati quasi di sfuggita, senza mostrare una sola sequenza grandguignolesca. Sia perché la ricostruzione di un contesto alla luce della criminologia d’epoca e comunque delle teorie di Wilson (il binomio tra delitto & cultura, per dirne una, non sembra oggi tanto paradossale, ma all’epoca è una novità) riesce comunque a non risultare ingenuo. [...] Divertente e divertito, ricco di dialoghi godibilissimi, narrativamente ricco e dotato di un finale provocatorio che sarebbe un crimine spoilerare, La gabbia di vetro restituisce la delizia di un mondo ormai consegnato al baule dei ricordi e insieme qualche spunto di riflessione. Se la vita somiglia davvero a un poliziesco (e tante volte ne abbiamo il sospetto), è imperativo “tenere gli occhi aperti e continuare a fare due più due”.»
  • LO SCAMBIO IMPERFETTO recensito su “tutto Libri” de LA STAMPA
    Una recensione d'autore per un romanzo che sorvola sul genere crime. Così Alessandro ROBECCHI, scrittore, giornalista, tra i più brillanti noiristi italiani, sul romanzo di K.C. CONSTANTINE: "Potrebbe essere una lezione sul sistema giudiziario americano fatto di sconti, trattative, immunità. Ma siccome siamo in un noir, e in un noir d'autore, sapiente e letterario, si tratta di una vera dichiarazione di poetica: niente ammazzasette o Superman, o eroi solitari, ma un uomo che fa i conti con quello che ha. E quello che Balzic ha per le mani nell'immaginaria Rocksburg è un materiale umano sorprendente: personaggi scontornati magistralmente, scrittura limpida, dialoghi perfetti, allusioni, patti inconfessabili. Alla fine il giallo si scioglie, ma la giustizia... mah, la giustizia vai a sapere..."
  • FUMO NEGLI OCCHI di Caitlin Doughty recensito sul blog “La campana di vetro”
    Così Ramona D'alfonso: "la scelta di scrivere questo libro è stata influenzata dalla volontà di lasciarci ciò che [l'autrice] ha imparato: la capacità di comprendere la morte, di accettarla e di vederla come motore che muove le cose e non come un punto di arresto fatto solo di disperazione. Definire memoire questo libro è riduttivo. Fumo negli occhi è un’esperienza universale che consiglio a chiunque."
  • La raccolta di racconti PISCIO SULL’ACQUA recensita su “Artspecialday”
    Così Vieri Peroncini: "Buona parte del lavoro di critica, letteraria e non, consiste nello stabilire collegamenti, vuoi con altri autori (talora spacciati per fonti), vuoi con correnti letterarie. Certamente ciò non fornisce ricette precostituite e chiare, tanto che a volte è difficile dirimere il dubbio se sia più nobile aderire degnamente ad un modello illustre, ovvero scostarsi da ogni esperienza precedente e, con non poca alterigia, battere il sentiero meno frequentato. Per non parlare di tracciarne uno del tutto nuovo, inoltrandosi nel bosco armati di machete. Il che, in modo stupefacente, è proprio quello che fa Rachel B. Glaser [...].
  • PISCIO SULL’ACQUA recensito su “Thriller Nord”
    Così Marina Morassut: "Rachel B. Glaser [...] induce il lettore ad una lettura attiva, a sua volta partecipe ma al contempo quasi creatore di fili che partono dai racconti stessi e si innestano nelle esperienze di vita del fruitore, che si trasforma in una sinapsi vivente per collegare originali vicende  alla propria vita, dando fondo a quella liricità che giace nel profondo di ciascuno di noi e può essere portata alla luce, se stimolata da una voce insolita e coinvolgente."
  • LA GABBIA DI VETRO di Colin Wilson su “Fantasy Magazine”
    Così Emanuele Manco: "La letteratura non è solo struttura, ma anche suggestione, emozione, pensieri messi in movimento. Per questo La gabbia di vetro merita la lettura. Perché si tratta di un ottimo esempio di come i confini tra i generi siano una mera convenzione quando un autore ha i mezzi per riuscire a  scardinare le regole, non prima di averle studiate, metabolizzate, fatte proprie."
  • La raccolta PISCIO SULL’ACQUA recensita su “Il Giornale”
    Così Felice Modica: "Sono 13 i racconti della giovane scrittrice e artista americana Rachel B. Glaser, raccolti da Carbonio editore in Piscio sull'acqua (pagg. 151, euro 14,50). Passano dalla più esplicita violenza alla delicata poesia. Zeppi di citazioni colte, esprimono un talento visionario con scrittura di rara potenza, mostrando ancora una volta che la letteratura può stupirci."
  • La raccolta di racconti PISCIO SULL’ACQUA recensita su “Books Special”
    Così Marco Denti: [Glaser] ha una cifra tutta sua nello spostare i ruoli, dall’autore al narratore, dal personaggio principale al comprimario, arrivando persino a rendere protagonista il libro in sé, come succede in L’ombrello magico (“Quando non ci sono libri interessanti a tenermi occupato, leggo me stesso. Conosco a memoria ogni mia parola”) [...] i racconti di Rachel B. Glaser parlano ad alta voce: le repentine variazioni dell’ordine, della trama, dei punti di vista sono rapsodiche, inaspettate e impreviste...
  • PARADISE CITY recensito su “La Bottega del Giallo”
    Così Cristina Panepinto: "Il romanzo di Thomas racconta di un mondo borderline [...] Un universo corrotto, con regole fluide, fotografato in un momento di fermento per l’economia brasiliana, alle prese in rapida sequenza con l’allestimento dei Mondiali di Calcio (2014) e delle Olimpiadi (2016). Molto interessante è la personalità di Leme, con la sua dolorosa elaborazione del lutto e il suo vivere a metà tra i ricordi dell’amore perduto e la voglia di costruirsi un nuovo futuro. Attorno a lui, tanti altri personaggi interessanti: il fantasma sempre vivo di Renata, l'empatico collega Lisboa, la sensuale Antonia, l'ambigua professoressa Aline Alencar e il corrotto Mendes, tutti descritti con tratti attenti e sensibili."
  • Intervista a Rachel B. Glaser su “Nocturno” a cura di Stefano Tevini
    «Quando stavo scrivendo i racconti di Piscio sull’acqua ero interessata a come a volte lo stile sostituisce la trama. Ho capito che una buona costruzione della tensione che si risolve in una vittoria può rendere una storia avvincente più della  trama. Concetti come questo mi hanno aiutato a sperimentare e ho creato storie diverse da quelle che avevo letto fino ad allora. Ho continuato a ricordare a me stessa: “Posso fare tutto, ho la libertà totale!”»
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson su “Pulp Libri”
    Così il germanista Alessandro Fambrini: "Brividi distopici attraversano il lettore, che si trova a leggere una vicenda a lui nota, ma con personaggi in parte nuovi e diversi, con scene che si aggiungono e altre che mancano, con episodi che si accorciano o si dilatano, e che alla fine lasciano il senso di una strana discesa attraverso uno specchio simile a quello di Alice."
  • PISCIO SULL’ACQUA su “Lankenauta”
    Scrive Francesco Ricapito: «Credo che questo libro sia riuscito a sorprendermi, non tutti i racconti sono allo stesso livello, alcuni sono forse troppo onirici e difficili da comprendere, altri al contrario sono veramente magistrali e tra questi penso che il migliore sia proprio la “title track” per utilizzare un temine musicale, Piscio sull’acqua: otto pagine dove l’autrice ripercorre la storia del mondo con una sintassi spezzata, una frase alla volta, in un percorso che sembra una serie infinita di episodi insignificanti che però portano fino ai giorni nostri: “I primi uomini dipingono, piangono, meditabondi fissano il fuoco. Pisciano sull’erba. Pipì sulla terra. Indossano pellicce, fanno figli, catturano cani. Si innamorano dei cani.”.»
  • IL MISTERO DELL’ORTO DI ROCKSBURG recensito su “Thriller Nord”
    Così Giulia Manna: "L’autore ci dimostra come una semplice storia investigativa, durante la ricostruzione di una scomparsa e la caccia al suo assassino, possa guidare i nostri pensieri a soffermarsi su argomenti più delicati, come fattori socio culturali e di degrado che spesso sono all’origine della violenza."
  • DARK STAR recensito su “in Folio”
    Primo Levi diceva che non esiste miglior genere per parlare di politica che la fantascienza. Il romanzo di Oliver Langmead, Dark Star, pubblicato da Carbonio, gli sarebbe potuto piacere molto. [...] La prosa in versi è il ritmo che ci catapulta in un mondo diviso tra luci e ombre, giusto e sbagliato, inferno e paradiso. Da leggere ascoltando Aribag dei Radiohead.
  • I POTERI DELLE TENEBRE su “Lankenauta”
    Così Luca Menichetti a proposito del romanzo di Stoker-Ásmundsson: "un Dracula sorprendentemente alternativo, non certo il classico capolavoro gotico che conosciamo [...] Una versione alternativa, in tutto e per tutto nordica (rintracciabili allusioni alla mitologia norrena), meno condizionata dal puritanesimo vittoriano ed edoardiano, che, secondo la critica – malgrado si ricordi come Bram Stoker fosse fervido sostenitore della censura letteraria  – ha voluto dire un indugiare più scoperto su situazioni erotiche (si vedano i turbamenti di Harker di fronte l’inquietante ospite bionda del castello)".
  • PISCIO SULL’ACQUA su “Libri e Recensioni”
    Così Luisa Debenedetti: "La Glaser armeggia con la tradizione, usa materiale trovato e trasforma le storie applicandovi un personalissimo strato di stucco. In ogni storia, lei attinge qualcosa di profondo e risonante, cercando di non rendere semplicemente banali "gli strani", e mettere in scena per il lettore uno specchio che ricorda quello di Attraverso lo specchio di Lewis Carroll. E se nulla fosse dato per scontato? Come appare il mondo sottosopra?"
  • LO SCAMBIO IMPERFETTO consigliato da “Fantasy Magazine”
    Perché leggere la serie di Rocksburg di K.C. Constantine? Lo spiega in questo accurato articolo Emanuele Manco.
  • PISCIO SULL’ACQUA di Rachel B. Glaser recensito sul blog “Convenzionali”
    Così Gabriele Ottaviani: "Metaletterario, irriverente, antiretorico, potentissimo, intenso, avvolgente, geniale, disturbante, destabilizzante, profondo, denso, magnifico, magnetico, ricchissimo di livelli di lettura e chiavi di interpretazione, questo facondo e fecondo insieme di racconti – finalmente giunto in Italia – vergati da una mano coltissima, fresca, giovane, originale e capace con estrema raffinatezza di saper anche essere leggibile e alla portata di tutti [...] non è solo imperdibile per la sua piacevolezza, ma si pone davvero come un reale punto di riferimento, un modello, un apologo, un atto d’amore sublime e generoso nei confronti della letteratura."
  • LO SCAMBIO IMPERFETTO di K.C. Constantine su “Contorni di Noir”
    La segnalazione dell'uscita del nuovo caso della serie di Rocksburg.
  • MARIE GRUBBE recensito su “Satisfiction”
    Così Rossella Pretto: "In anticipo di cinquant’anni su L’amante di lady Chatterley; in anticipo sulle anticonformistiche scelte di Caroline Fitzgerald (l’amica di Henry James); in anticipo sulle vicende della connazionale Karen Blixen, Jens Peter Jacobsen (1847-1885) ci ha consegnato – in anticipo su tutto e tutti, dicevamo – la storia di Marie Grubbe, nobildonna del diciassettesimo secolo storicamente esistita che passò dal matrimonio con il figliastro del re a quello con il suo fattore, in pagine che hanno il dono di far balzare fuori dalle righe qualsiasi pur minima notazione. [...] accuratamente ritradotto e introdotto dallo studioso di letterature nordiche Bruno Berni) Marie Grubbe è davvero un gioiello di rara bellezza, e splendida è la sua protagonista, così vivace e inquieta, delicata e patetica, tanto vera che sembra di avercela per casa, una confidente per cui provare ammirazione e pena, avvertendo il tintinnio di un’affinità elettiva che incanta."
  • I POTERI DELLE TENEBRE consigliato da PDE
    "Un appassionante mistero filologico di cui vi abbiamo già parlato (qui l’articolo dedicato), perfetto per intrattenervi durante le sere d’estate. Coinvolge Bram Stoker, un Dracula diverso dal solito e uno zelante scrittore islandese di nome Valdimar Ásmundsson."
  • I POTERI DELLE TENEBRE. DRACULA, IL MANOSCRITTO RITROVATO di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson recensito su “Contorni di Noir”
    Così Michele Finelli: "Quale dovrebbe essere, quindi, un motivo per leggere questo libro? Innanzitutto per riappropriarsi di parte del mito, per vederlo in una nuova luce e per capire quanto la sua figura sia stata un vero e proprio shock culturale nella sua epoca. I suoi lettori di allora erano pii frequentatori della liturgia anglicana e profondi conoscitori della lettura biblica ed ecco che se la ritrovano in questo romanzo, ma virata al nero, senza alcun idea satanica, ma con il preciso intento di elaborare una saga contemporanea usando una simbologia nota – il testo religioso – affiancata da un’altra simbologia parimenti potente: quella del sangue. Per poter capire questi e tanti altri echi, ci vogliono gli autori che indagano, ma anche gli editori – come Carbonio – che mettono a nostra disposizione questi testi."
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson su “tutto LIBRI” de LA STAMPA
    Un caso letterario, filologico, editoriale forse solo al suo inizio. «Non è il Dracula canonico, ma una delle tante forme "primitive" assunte dal testo nel corso della lunga genesi, e che alla storia definitiva assomiglia soltanto» per cui, per la giusta, così Franco Pezzini, che ne racconta la genesi e ne evidenzia le differenze.
  • Il progetto di CARBONIO EDITORE raccontato nella trasmissione “La Strana Coppia” di Kristall Radio
    In una scoppiettante chiacchierata a 4, con i giornalisti e conduttori Chiara Bacci e Giorgio Oneta e lo scrittore Mirko Spelta, l'editore Fabio Laneri presenta il catalogo Carbonio. Il filo rosso della qualità avvolge le tre collane – Cielo Stellato, Zolle e Origine – assieme all'ambizione di pubblicare libri capaci di cogliere la sfida del tempo. Alcuni titoli sono già sulla buona strada per diventare piccoli – ma, perché no?, anche grandi o nuovi – classici, come per esempio il pamphlet Meglio non essere mai nati di David Benatar e la versione islandese di Dracula, I poteri delle tenebre di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson. Ma le sorprese non finiscono qui...
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson recensito su “Il Cittadino di Lodi” da Marco Denti
    «Prendendo spunto da una versione svedese, nel 1900 Valdimar Ásmundsson traduce (o meglio, interpreta) in islandese 'Dracula' e lo pubblica a puntate sul giornale che dirige rendendolo 'Makt Myrkranna' ovvero 'I poteri delle tenebre'». È l'inizio di un incredibile caso editoriale destinato a fare Storia.
  • LO SCAMBIO IMPERFETTO su “AgrPress”
    Torna sugli scaffali italiani un fuoriclasse del calibro di K. C. Constantine che avevamo già conosciuto l'anno scorso con Il mistero dell'orto di Rocksburg. Un altro caso denso di rebus per l'ispettore Mario Balzic.
  • SPECIAL JENNI FAGAN su “CrunchED”
    Paolo Perlini sottolinea la profonda attualità del romanzo PELLEGRINI DEL SOLE che affronta "due temi fondamentali, sempre più dibattuti" come l’ambiente e l'identità di genere. Di ambiente e diverso altro, si parla nell'intervista all'autrice che segue la recensione.
  • LA GABBIA DI VETRO di Colin Wilson letto dalla blogger “Graziana Giròvaga”
    "non esiste un vero e proprio detective, e forse alla fine non esiste neppure un colpevole ufficiale, ma questo però deve scoprirlo il lettore."
  • MARIE GRUBBE su “ZEST – Letteratura Sostenibile”
    Jens Peter Jacobsen è stato uno dei pochi scrittori scandinavi riconosciuto come maestro anche nel resto d'Europa. Nella sua ricca recensione, Emanuela Chiriacò entra nel merito della questione richiamando i numerosi scrittori che restarono soggiogati dalla poetica dell'autore danese e sul romanzo scrive: "La forza e la potenza letteraria di Marie Grubbe poggiano sulla passionalità del personaggio che, indipendentemente dalla vita di privazioni intime, non rinuncia alla sua romantica immaginazione. Il romanzo si fonda dunque più sull’introspezione che sull’azione e la capacità descrittiva di Jacobsen si avvale di una lingua nuova, dirompente che trasla gli elementi tradizionali e li modula per esprimere idee moderne di verità, umanità e natura, ponendo l’accento su aspetti unici e caratteristici che attingono all’osservazione della mente e dello spirito."
  • MARIE GRUBBE di Jens Peter Jacobsen su “LANKENAUTA”
    Un personaggio che anticipa i tempi raccontato con precisione naturalistica a cui si unisce una componente lirica e sognante. La recensione di Marina Monego.
  • I POTERI DELLE TENEBRE su Di.Tv
    La giornalista e blogger culturale Erika Zini torna a occuparsi del romanzo di Stoker e Ásmundsson questa volta nello spazio libri "Bookmania", nella puntata dei venerdì 28 giugno al minuto 14'11''. Erika ospita anche un pezzo dell'intervista-radiofonica fatta in precedenza ai traduttori Maura Parolini e Matteo Curtoni.
  • Matteo Curtoni e Maura Parolini parlano de “I poteri delle tenebre”. La versione islandese di Dracula del 1900-1901 con Erika Zini
    Intervista imperdibile e c'è solo l'imbarazzo della scelta su dove ascoltarla.
  • MARIE GRUBBE recensito su Pulp Libri
    Così il filologo germanista Alessandro Fambrini: Marie Grubbe torna adesso a disposizione del pubblico italiano in una nuova traduzione, a opera di Bruno Berni, che gli rende finalmente piena giustizia e ne restituisce le sfumature elaborate, i toni talvolta bruschi e anche volgari, talvolta barocchi, sempre sontuosi, di una lingua che Jacobsen cercò di modellare su quel diciottesimo secolo in cui il romanzo è ambientato. Un’operazione che fa onore alla casa editrice che l’ha intrapresa e che speriamo possa avere il successo che merita.
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW su “Vita & Salute”
    Nel denso dossier sull'autocontrollo di Paola Emilia Cicerone, non poteva mancare il contributo di Walter Mischel.
  • I POTERI DELLE TENEBRE recensito su “Artspecialday”
    Così Vieri Peroncini: "Una nuova frontiera del concetto di lost in translation: così, tra il serio ed il faceto, potremmo iniziare a parlare di un clamoroso caso letterario, che coincide anche e addirittura con una nuova versione di uno dei romanzi, gotici e tout court, più universalmente noti di tutti i tempi. Il capolavoro in questione è Dracula, di Bram Stoker; il secondo capolavoro invece è I poteri delle tenebre, di – in un certo senso – Valdimar Ásmundsson. [...] Possiamo ben dire che, come in un gioco di scatole cinesi, i misteri della storia di Dracula, in senso storico, si innestano su quello dell’elaborazione romanzesca di Stoker e a loro volta in quelli relativi alla rielaborazione di Ásmundsson. In I poteri delle tenebre c’è abbastanza per una lettura di studio, e anche per una sinottica con Dracula di Bram Stoker, per chi non fosse così ferrato da cogliere al volo le innumerevoli differenze tra le due opere."
  • ‘I poteri delle tenebre. DRACULA, il manoscritto ritrovato’ di Bram STOKER e Valdimar ÁSMUNDSSON sul quotidiano “Il Giornale”
    Nella sua splendida recensione, Luca Crovi, scrittore, giornalista, esperto finissimo di letteratura di genere che molto ha indagato sulla figura di Dracula, scrive: "La versione islandese del Dracula pubblicata da Carbonio Editore apre uno scenario incredibile di indagine, perché il testo presenta scene inedite con un montaggio diverso e persino personaggi fino a oggi sconosciuti".
  • INVIDIA: un estratto in anteprima sul portale ZEST Letteratura Sostenibile
    Con lo splendido romanzo di Jurij Oleša, il portale Zest inaugura la nuova rubrica "Glaza", dedicata alle letterature slave e di area Orientale, curata dallo scrittore Davide Morganti.
  • LO SCAMBIO IMPERFETTO di K.C. Constantine consigliato dal blog Convenzionali
    Così Gabriele Ottaviani: "Avvincente, hard boiled, intenso, trascinante, bellissimo."
  • I POTERI DELLE TENEBRE recensito sul portale “letteratura Horror”
    Così Massimiliano Ruzzante: "E' doveroso congratularsi con questa giovane casa editrice milanese, per il merito di pubblicare opere selezionate da tradizioni culturali diverse e soprattutto per il suo importante rilievo letterario, rispetto al quale il catalogo dell'editore raggiunge forse il suo apice con I poteri delle tenebre. L'opera potrebbe infatti essere considerata come un vero e proprio caso letterario, che sono certo farà discutere a lungo, per via dei suoi misteri e del suo fascino. Una preziosa chicca per tutti gli appassionati della figura immortale del più famoso vampiro nella storia della letteratura."
  • MARIE GRUBBE recensita su “Solo Libri”
    Così Patrizia Falsini: "Similmente a certe eroine di Ibsen (Hedda Gabler in particolare), Marie Grubbe si pone fuori dalle regole come una superdonna per le quali non valgono le convenzioni sociali. [...] Una lettura consigliata per ricordare un autore ingiustamente dimenticato."
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson recensito su “Book Special”
    Così Marco Denti: "[...] una saga letteraria ed editoriale [...]  affascinante quanto quella dei vampiri. [...] Un vaso di Pandora inesauribile, come se Dracula si fosse propagato per vie letterarie, piuttosto che sanguigne: per come è stato rivisto e costruito, I poteri delle tenebre non è una versione apocrifa (anzi, gode della complicità di Bram Stoker), ma piuttosto l’evoluzione della specie. È il romanzo, la sua esegesi e il suo viaggio nello spazio e nel tempo. Imperdibile."
  • I POTERI DELLE TENEBRE su “Satisfiction”
    Così Claudio Della Pietà: "Proprio così, l’originale Dracula è per così dire il capostipite di una famiglia di diverse, numerose e particolari versioni di quello che la maggior parte di noi fino ad oggi riteneva l’unico testo. Alcune versioni gli studiosi le conoscevano già, ma questa è davvero speciale, diversa, curiosa, affascinante come mai altre. Il libro che avrete fra le mani, spero, si rivelerà quindi un oggetto prezioso, ottimamente confezionato e strutturato in maniera tale da contenere un vero e proprio saggio prima del romanzo. La storia di Thomas Harker, protagonista insieme a Dracula, è infatti preceduta da sessantotto pagine di grandissimo interesse bibliofilo e di grande bellezza di contenuti. Al racconto del percorso di ricerca di Hans C. de Roos si unisce una accurata analisi di rimandi innumerevoli, collegamenti inimmaginabili che aprono mondi vastissimi, teatro di possibili ulteriori ricerche. La più interessante, dopo tutto ciò che ho letto (stavo dimenticando che anche l’apparato di note è davvero poderoso), è quella sulla ventilata relazione tra Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson, che si evince dall’analisi dei testi e non solo. Ma non è tutto. Il volume è arricchito di disegni, mappe, riproduzione di documenti originali. Un volume bellissimo, assolutamente da possedere e amare."
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson su “Milano Nera”
    Così Mirko Giacchetti: "Detto senza mezzi termini si tratta di un altro Dracula che per circa 86 anni è rimasto isolato dal resto del mondo e in alcuni casi ha anticipato alcune “novità” messe in scena negli adattamenti teatrali posteriori e viste nelle prime versioni cinematografiche."
  • I POTERI DELLE TENEBRE recensito sul blog “Convenzionali”
    Così Gabriele Ottaviani: "Calvino lo ha insegnato a tutti con una formula talmente fortunata da essere divenuta trita e ritrita, un classico è un libro che non finisce mai di dire quel che ha da dire, però qui siamo alla piena distopia, e nel bel mezzo di una vicenda che possiede pure una sua propria e formidabile ironia, esaltata in questa edizione dalla prefazione di Dacre Stoker, pronipote del succitato e celeberrimo Bram, dall’introduzione e dalle note del già nominato Hans Corneel de Roos e dalla postfazione John Edgar Browning, altro insigne studioso: un’esegesi dunque ad amplissimo spettro da non lasciarsi sfuggire."
  • La scrittrice Barbara Baraldi elegge I POTERI DELLE TENEBRE a libro del mese su “Segnalibro” del 03.06.2019
    Nella rubrica periodica dedicata ai libri di Radio Dimensione Musica, la scrittrice Barbara Baraldi – dialogando con Chiara Felici – consiglia il "Dracula" di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson. Una lettura imperdibile per l'estate alle porte, da leggere – per chi non si fosse ancora cimentato con la conoscenza letteraria del Vampiro per antonomasia – anche prima del "Dracula" canonico del solo Stoker, apprezzando così ancora meglio e in modo amplificato la malìa del Conte.
  • Maura Parolini e Matteo Curtoni parlano de I POTERI DELLE TENEBRE a Kristall Radio
    Incalzati da Chiara Bacci – autrice e conduttrice del programma "La Strana Coppia" e appassionata di letteratura horror –, i traduttori del romanzo di Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson raccontano la storia del Dracula islandese entrando in maniera avvincente nel merito della trama. Al centro non c'è più l'amore romantico, ma un Conte quanto mai assetato di potere più che di sangue.
  • Special COLIN WILSON su Pulp Libri
    Walter Catalano plaude alla "Italian Wilson Reinassance" da parte dell'editoria italiana indipendente e in questo ghiotto approfondimento si sofferma su 'Un dubbio necessario' e 'La gabbia di vetro'.
  • I POTERI DELLE TENEBRE su Gazzetta di Parma
    Felice Modica sottolinea come la versione islandese del Dracula stokeriano costituisca un vero e proprio caso editoriale, forse non ancora finito.
  • Fabio Laneri racconta a Erika Zini la casa editrice Carbonio e presenta la nuova collana “Origine”
    Portatori di idee originali e di uno sguardo inconsueto. Ogni titolo una scelta, ponderata e precisa, all'insegna della qualità.
  • SEI MALATTIE DELLO SPIRITO CONTEMPORANEO recensito su “L’Indiscreto”
    Così il filosofo Claudio Kulesko: "In Sei Malattie, è lo stesso Noica a inserirsi ‒ facendo profeticamente eco al necrologio di Cioran ‒ tra i ranghi degli “invecchiati precocemente”, gli horetitici, gli accumulatori di scelte sbagliate, avidi di fallimenti. E tuttavia, la fitta trama di disfacimento descritta nella sua opera postuma, possiede un indiscutibile valore esistenziale, in primo luogo in qualità di promemoria nei confronti di ogni tentazione di fuga (che si tratti di una fuga da se stessi o di un ben più rischioso tuffo nelle virtù impersonali della storia o della religione). L’eredità del filosofo romeno è una vera e propria guida all’attraversamento, un implicito incoraggiamento a domare o a condurre all’apice il proprio squilibrio, nel tentativo di ricavarne un’opera senza precedenti."
  • MARIE GRUBBE di Jens Peter JACOBSEN recensito sul quotidiano “Libero”
    Così Caterina Maniaci: "Marie appare una donna illusa e poi disillusa, che segue le pulsioni del cuore e dei sensi contemplando un interiore sogno di assolutezza. Visto che questo sogno non si realizza, allora meglio abbandonarsi ad una vita fatta di istinti, di desideri primari [...]. Questa esistenza anticonformista è narrata con lirismo, con introspezione e insieme con una grande capacità di descrizione della società del tempo".
  • MARIE GRUBBE segnalato da Robinson de “La Repubblica”
    La vita di una nobildonna danese del '600 diventò – un secolo dopo – il romanzo soavemente potente di Jens Peter Jacobsen, "tra i grandi della letteratura ottocentesca".
  • I POTERI DELLE TENEBRE consigliato su LA LETTURA del CORRIERE DELLA SERA
    Roberto Iasoni segnala la versione islandese di Dracula di Stoker e Ásmundsson.
  • DAVILOV IL VIOLISTA, “Un diavolo al contratto capace tutt’al più di risibili porcheriole”. Recensione su ALIAS – il manifesto (2 giugno 2019)
    Così la russista Valentina Parisi sul romanzo di Vladimir ORLOV: "Ribaltando la credenza che individuava nelle creature diaboliche nient’altro che «angeli ribelli», l’autore – nato a Mosca nel 1934 e scomparso cinque anni fa – crea la figura speculare di un demone riottoso e «incapace», cui l’obbligo professionale di odiare l’umanità provoca solo spaventosi mal dipancia. Quella di Orlov è una demonologia alla rovescia (non a caso, leggendo al contrario il nome Danilov si ottiene Volinad, in omaggio al diavolo Voland del Maestro e Margherita), una rilettura di tutto l’immaginario infernale russo e non, dove abbondano gli spunti satirici."
  • DANILOV, IL VIOLISTA di VLADIMIR ORLOV: recensito su “Mangialibri”
    Così Carla Colledan: "Questo Danilov, il violista (uscito nel 1980) risente pesantemente ma in maniera gradevolissima dell’influenza di alcuni grandi autori russi, da Bulgakov a Gogol: surreale il linguaggio, surreali le situazioni, surreale – al di là di quanto la sua situazione già non lo sia – è anche la figura stessa di Danilov [...].Un romanzo consigliato a chi ama i surrealisti russi, ma anche lo humour e l’ironia di un P. G. Wodehouse. Visionario più che fantastico, garantisce qualche giorno di divertimento leggero ma intelligente."
  • I POTERI DELLE TENEBRE, DRACULA, IL MANOSCRITTO RITROVATO, un caso editoriale ancora tutto da scoprire
    L'imperdibile intervista attorno all'altro Dracula della strana coppia anglo-islandese Bram STOKER Valdimar  ÁSMUNDSSON, di Stefano Tevini a Franco Pezzini, tra i più autorevoli draculisti italiani.
  • PANOPTICON consigliato su “IL BORGHESE”
    Errico Passaro nella sua rubrica non casualmente chiamata "I libri che leggerete", ossia libri di anticipazione, un passo avanti nella decifrazione del reale, annovera anche il romanzo di Jenni Fagan.
  • MARIE GRUBBE SU “LIBRI E RECENSIONI”
    Così Luisa Debenedetti: "Gran parte del fascino del libro risiede nella rappresentazione abile e meticolosa dei pensieri, delle emozioni e delle sollecitazioni inconsce di Marie Grubbe. Insieme con l'illustrazione precisa e dettagliata di scena, società e storia, è un bel romanzo in cui, a mio modesto parere, Jacobsen affronta anche un altro serio problema sociale: la violenza domestica che non era rara nel periodo storico in cui il romanzo è ambientato, e che, sfortunatamente ancora oggi, è una piaga non sanata."
  • IL TALENTO DEL CRIMINE recensito su “Mangialibri”
    Così Damiano De Tullio: "Jill Dawson [...]  mette in scena ben più di un semplice omaggio ad una autrice riconosciuta come fonte di ispirazione e di cui si dichiara ammiratrice sfegatata: Patricia Highsmith non diviene solo la protagonista di un racconto di suspense á la Patricia Highsmith; [...] viene tratteggiata con delicatezza e partecipazione la complessità dell’universo psicologico della scrittrice statunitense, segnato da sentimenti violenti, da una personalità dotata di una non comune capacità di intuizione e di immersione nei più oscuri recessi dell’animo umano [...]. Il registro narrativo alterna la prospettiva in prima ed in terza persona, seguendo a volte il caotico flusso di pensieri della protagonista, con passi in cui si perdono le linee di demarcazione tra fantasia e realtà, che generano un senso di avvincente disagio e straniamento nel lettore che ne resta ipnotizzato sino all’ultima pagina."
  • I POTERI DELLE TENEBRE su THRILLER NORD
    Così Fiorella Carta sul romanzo di Stoker e Ásmundsson: "È stimolante ritornare a queste letture e comunque trovare nuove sfumature. Permette a un amante della letteratura classica e nello specifico del genere gotico, di farsi delle domande e ampliare la ricerca. Dracula non è solo un personaggio,la ricerca, gli studi che coinvolgono il suo mondo sono vasti. Chissà che a breve nel calderone di queste ricerche non spunti fuori qualche altra novità.
  • MARIE GRUBBE di Jens Peter Jacobsen recensito sul blog “Convenzionali”
    Così Gabriele Ottaviani: "da una vicenda reale, per il tramite di una prosa elegante, articolata, limpida e affascinante, preziosa e intensa, la storia vera, preconizzatrice, coinvolgente, esaltante, appassionante e per certi versi senza dubbio rivoluzionaria di una nobildonna, la Marie Grubbe del titolo, caratterizzata fin nel dettaglio con perfezione fotografica, che nella Danimarca del diciassettesimo secolo incarna istanze di autodeterminazione e desideri universali, moderni, attualissimi, sempiterni,".
  • Morire per le idee di Costica Bradatan su “IL PICCOLO”: Quando i libri danno linfa all’idea di comunità
    "Si fa presto a dire Europa. In un mondo senza più idee diventa la nemica dell’Italia. "Elisabetta De Dominis esorta a tornare ai libri in un periodo in cui un'idea forte come quella della costruzione europea sembra essere quanto mai sotto attacco, il saggio di Bradatan è tra le letture consigliate. Elisabetta De Dominis aveva già affrontato il tema, sempre consigliando la lettura di Morire per le idee, su "La Voce di New York" lo scorso 25 maggio.
  • Il romanzo MARIE GRUBBE segnalato su “AgrPress”
    Lo storico e giornalista Alessandro Poggiani segnala  l'uscita del capolavoro dello scrittore danese Jens Peter Jacobsen nella nuova e smagliante traduzione di Bruno Berni, che a riguardo dice: "Ciò che manca al lettore italiano è una maggiore conoscenza dei classici della Danimarca e pensavo che questo splendido libro non potesse mancare dagli scaffali delle librerie, dai quali era assente ormai da mezzo secolo."
  • PANOPTICON sul settimanale “F”
    Il romanzo di Jenni Fagan consigliato dalla giornalista Liana Messina.
  • I POTERI DELLE TENEBRE. DRACULA, il manoscritto ritrovato di Bram STOKER e Valdimar ÁSMUNDSSON. Una monografia di Franco Pezzini su “Carmilla”
    Franco Pezzini, massimo esperto di Dracula in Italia e tra i più autorevoli in Europa, scrive: "si tratta di una scoperta che arricchisce in modo inatteso il quadro del mito-Dracula, ne sviluppa la dimensione di epopea-labirinto, e spariglia le carte affiancando al canone del romanzo (coi suoi testi-chiave) un proto-apocrifo elusivo e scatenato, con pagine di oscurità nordica di straordinaria suggestione. Un testo insomma godibilissimo, che val la pena leggere".
  • DANILOV IL VIOLISTA di VLADIMIR ORLOV su “Thriller Nord”
    Così Annalisa Tomadini: "Questo libro è talmente coinvolgente, così pieno di voli nello spazio, di sale concerto con lamusica che cattura e avvince, di demoni e uomini stravaganti, che davvero non dà modo di respirare, ti trascina assieme al protagonista su tra le nuvole e i fulmini e poi giù in un noioso ufficio, in coda per non si sa bene cosa, e poi nei Nove Livelli tra demoni deformi, e ancora sulla Terra tra le braccia di una donna. [...] un vero spasso!"
  • I POTERI DELLE TENEBRE, DRACULA, IL MANOSCRITTO RITROVATO di BRAM STOKER e Valdimar ÁSMUNDSSON sul “blog di Francesco Brandoli Scrittore”
    Questa versione rappresenta un caso letterario che resterà nel tempo: a Carbonio Editore l’onore della prima edizione italiana del volume, destinato a entrare nella Storia.
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Bram STOKER e Valdimar ÁSMUNDSSON su “Libri e Recensioni”
    Così Tatiana Vanini: "Potete immergervi in una lettura fluida e continua e tenere le note per dopo, oppure approfondire le tematiche man mano che vi si presentano, reinventarvi voi stessi studiosi di Stoker e "Dracula", sfidandovi a trovare le discrepanze da soli. In qualunque modo desideriate leggere questo libro, la bellezza della trama vi catturerà, i brividi vi scorreranno sulla pelle come se fosse la vostra prima esperienza col disturbante Conte e i suoi tenebrosi segreti.
  • Il portale “ZEST Letteratura Sostenibile” pubblica due estratti del romanzo MARIE GRUBBE di Jacobsen nella traduzione di Bruno Berni
    Gli estratti proposti danno idea precisa del tormento interiore tra essere e dover essere che dilania l’animo di Fru Marie Grubbe, signora realmente esistita nella Danimarca del 1600 che interpreta maestosamente l’opposizione agli obblighi e alle convenzioni del tempo che angustiavano in specie le donne.
  • I POTERI DELLE TENEBRE di Stoker e Ásmundsson segnalato su Horror Magazine
    Attenti alle differenze perché ce ne sono e di rimarchevoli tra la versione stokeriana del 1897 e quella islandese pubblicata nel 1900. Un libro filologicamente avvincente al pari della trama. La news a cura di Gianfranco Staltari.
  • GLI ERRORI DELLA BENEVOLENZA di David Charles Stove su “Filosofemme”
    Così Monica Cattabriga: “Dovremmo tutti smetterla di agire cercando di fare del bene al prossimo? La risposta a tali quesiti è da ricercare tra le pagine di questo libro, che offre un orizzonte di pensiero nuovo e ci aiuta a guardare la condizione umana del presente sotto una prospettiva diversa”.
  • I POTERI DELLE TENEBRE segnalato su Fantasy Magazine
    La domanda alla base è: quanti Dracula esistono? L’interrogativo emerge in tutta la sua imponente fascinazione con l’uscita della versione islandese di Stoker e Ásmundsson.
  • FUMO NEGLI OCCHI di Doughty consigliato dalla scrittrice Barbara Baraldi sul suo blog “Scritture Barbariche”
    "Un memoir profondo e vitale, da una moderna dark lady che per scriverlo non ha avuto paura di sporcarsi le mani".
  • PDE segnala ORIGINE, la nuova collana di CARBONIO Editore
    Classici mai pubblicati o dimenticati: si parte con "I poteri delle tenebre. Dracula, il manoscritto ritrovato".
  • Agenzia stampa AGRPress segnala l’uscita del DRACULA ISLANDESE
    AGRPress segnala l'uscita de I poteri delle tenebre di Bram STOKER e Valdimar ÁSMUNDSSON: Alessandro Poggiani sintetizza i passaggi salienti di un caso editoriale e recupero filologico insieme dai risvolti sorprendenti.
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI: un’analisi su CULTURIFICIO
    Così Federico Musardo: "Esiste una differenza sostanziale tra chi già esiste e chi ancora non esiste. Più che sui primi, a cui si rivolge, i ragionamenti di questo filosofo si concentrano sui secondi. La grande ambiguità, tempestivamente aggirata dall’autore, sta nel sostenere che una vita sia 'degna di essere vissuta', perché potrebbe significare sia 'degna di cominciare' che 'degna di continuare'. Per Benatar, non è un male che alcune vite continuino, mentre nessuna vita è degna di cominciare. La sua non è un’apologia del suicidio, né si contraddice quando scrive che, ormai al mondo, per alcuni valga la pena di continuare a esistere (benché la vita delle persone sia molto peggiore di quello che credono – si pensi alla cosiddetta Sindrome di Pollyanna, o Pollyannismo, o all’abusato concetto di resilienza; è quasi impossibile negare che tutte le vite umane contengano molto più dolore di quanto si ammetta normalmente).
  • DANILOV, IL VIOLISTA di Vladimir ORLOV recensito sul quotidiano “Libero”
    Così Gianluca Veneziani: “È un’idea geniale mandare al diavolo l’Urss, i suoi apparati burocratici e la sua ideologia senza farsene accorgere, trasferendo la critica politica nella finzione, contestando l’Utopia attraverso la Fantasia. Il vero rivoluzionario, il vero dissidente appare così questo diavolo piombato sulla Terra, amante della libertà, assetato di conoscenza e maestro d’ironia.”
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW di Mischel recensito su DOMENICA del “Sole24Ore”
    Così Paolo Legrenzi: «Perché è difficile resistere alle tentazioni? Abbiamo poca forza di volontà oppure siamo stati progettati per soddisfare comunque gli istinti di base in tempi brevi? […] Nella seconda metà del secolo scorso [Walter Mischel] studia il modo per rispondere alla domanda […] inventa una prova volta a sondare l’auto-controllo in bambini di soli quattro anni. Sono sufficienti un adulto, di cui il bambino si fida, un dolce e un campanello appoggiati su un tavolo. L’adulto mostra il dolce al bambino seduto di fronte al tavolo. E gli dice: “Al mio ritorno porterò un altro dolce uguale. Se decidi di non aspettare, chiamami con questo campanello. Verrò subito e potrai mangiarti il dolce. Se non mi chiami tornerò e ne avrai due.” […] Mischel constatò che chi, già dotato di forza di volontà e auto-controllo, aspettava un secondo dolce avrebbe poi raggiunto obiettivi ambiziosi e successi, almeno secondo gli standard comuni nei paesi industriali. La scoperta aprì a nuovi interrogativi. I bambini a quattro anni erano già stati influenzati dall’educazione ricevuta oppure erano diversi fin dalla nascita?»
  • LA GABBIA DI VETRO di Colin Wilson su “Milano Nera”
    Così Mirko Giacchetti: “Forse l’assassino ha trovato il modo di frantumare le pareti di vetro della propria prigione? Non si tratta del solito romanzo. Non si scivola solo sulla superficie di una trama ambientata negli anni ’60, ricostruita con una precisione e un respiro degno di una testimonianza diretta, ma ci si ritrova a galleggiare su profondità che fanno naufragare qualsiasi certezza.”
  • DARK STAR recensito su “La Bottega del Giallo”
    Così Manuel Figliolini: “[…] Il romanzo in versi di Langmead sfata che il noir o giallo, come meglio lo si vuole incasellare, debbano per forza essere di facile lettura e di vero interesse c’è solo l’indagine. Langmead ha creato qualcosa di unico nel genere, un hardboiled fantasy in versi. Forte e unica la sensazione di buio che avvolge la città di Vox e il lettore. L’ambientazione così cupa e poco descritta rende l’idea di una società che non conosce e mai ha conosciuto la luce. Un romanzo breve, in versi, ma veramente imperdibile.”
  • PANOPTICON di Jenni Fagan su “Satisfiction”
    Così Livio Pacella “Il mondo è un gioco sbagliato, quando il tuo futuro è inevitabile e dietro le sbarre, e ogni giorno lo ricominci fantasticamente daccapo, immaginando un’altra vita, un’altra te, magari felice, in un alberghetto di Parigi…”
  • DANILOV, IL VIOLISTA recensito su “La Bottega del Barbieri”
    Un romanzo per musicisti, satanassi e tori blu: 'db rrrrracomanda assai'. Così Daniele Barbieri: "A dominare le migliori pagine del romanzo sono l’ironia (in qualche passaggio ricorda e amplia Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov) e la musica. A volte Danilov ha paura del pubblico, persino quando applaude; così invoca «Non spaventate i miei suoni. Loro sono ancora qui, non sono volati via». [...] 'Giuralo db che in 460 pagine la tensione non cala mai': sento una voce nell’aria e forse dovrei preoccuparmi … invece rispondo. Bugiardo sarei se così giurassi però mi ha stregato che proprio quando chi legge (in questo caso io) inizia a pensare 'qui rallenta' ecco la genialata, ironica o musicale che rilancia il libro ad altezze vertiginose".
  • DANILOV IL VIOLISTA su “Lankenauta”
    Così Francesco Ricapito: "questo libro non si limita a raccontare una storia, ma ci crea un intero universo fantastico intorno. Un mondo con le sue regole, abitanti, leggende, gerarchie e popolato sia da umani, che da demoni. Quest’ultimi si occupano di rendere la vita difficile ai primi grazie ai loro poteri, causando catastrofi naturali, incidenti, eventi nefasti e convincendo le persone ad agire in un determinato modo".
  • CARBONIO Editore si presenta sul blog “Vita da editor” di Giovanni Turi
    Fabio Laneri racconta piano editoriale, progetti, mission.
  • DANILOV IL VIOLISTA su “Satisfiction”
    Così Claudio Della Pietà: "veniamo a questo capolavoro, già davanti ai nostri occhi, veniamo a questo romanzo folle, [...] dove folle significa letteralmente 'TUTTO', un romanzo che è tutto, contiene tutto, dice tutto e io lettore devo essere disposto a tutto, prima di iniziare. [...]" Più si conosce Danilov, demone umano, più si conoscono i suoi amici 'spiriti domestici', e più si familiarizza con il quotidiano divenire dell’andazzo moscovita, più matura nel lettore il desiderio di avere a disposizione un demone personale, e con lui la piastrina che porta al polso, spostando la quale può decidere se vivere da uomo o da demone, in base alla convenienza del momento. Chissà, ho anche pensato che forse non c’è differenza, forse il nostro demone personale è da sempre in noi, ma soprattutto io oggi non saprei scegliere.
  • LA GABBIA DI VETRO di Colin Wilson recensito su “Mangialibri”
    Quando il vintage diventa tocco di classeCosì David Frati: "In questo La gabbia di vetro, uscito nel lontano 1966, l’autore tratteggia alcuni di quelli che diventeranno nei decenni seguenti dei cliché del genere: la sessualità deviata, il legame tra letteratura/arte e omicidi, la caccia al serial killer lungo strade che esulano dalle normali indagini di polizia. Molto del fascino della lettura del romanzo – operazione indubbiamente charmant e per certi versi sorprendente – sta nella persistente sensazione di anacronismo: siamo nella swinging London degli anni Sessanta, elettrizzata da nuove mode e costumi rilassati, le persone comunicano per lettera o al telefono fisso, le ragazze portano spesso la minigonna e altrettanto spesso la tolgono, per i locali gay è boom. [...]
  • DARK STAR recensito su “Contorni di Noir”
    Così Michele Finelli: "Langmead scrive un intero giallo, un intero noir, in pentametro giambico. E la cosa è assolutamente favolosa (e non solo quella): […] (quando mai vi ricapita di leggere un libro in versi?). […] Se l’autore avesse scelto un’impostazione più standard o una trama più contorta, non sono sicuro che il pentametro giambico gli avrebbe giovato, ma di certo è un valore aggiunto a quello che il racconto è: […] la forma poetica offre solo un certo grado di complessità prima di diventare troppo contorta o troppo difficile da percepire, e questo giova al ritmo della lettura. Langmead ha scelto il formato in modo adeguato e ha creato qualcosa di interessante e unico. […] la cui qualità va anche ascritta al grande merito del traduttore, Nicola Manuppelli".
  • FIGLIO UNICO di Mei FONG sul blog “… il piacere della lettura”
    Così Silvia Grassi: "Figlio Unico non è un insieme di dati e informazioni, ma di vite che si incrociano e amalgamano tra agghiaccianti verità e dolori indicibili. E, ironia della sorte, mentre Mei Fong incontra e intervista famiglie che sono state vittime dello Stato, parallelamente c'è la sua di storia, quella di una donna che vorrebbe diventare madre ma la natura sembra impedirglielo. La Cina è una terra ostile per Mei Fong e per quanto forte sia il suo richiamo, c'è qualcosa che le impedisce di mettere radici. Devo dire che a livello umano e psicologico è stato un viaggio duro. Ma è stato un viaggio fatto di voci che nessuno voleva ascoltare e, nel mio piccolo, desideravo affrontarlo. [...]  Tra queste pagine  c'è l'orrore vero. Quello dell'uomo perpetrato a un altro uomo. E ci sono le parole bellissime e toccanti di una giornalista che racconta uno spaccato di Storia come se fosse una favola terribile, ma necessaria, da tramandare ai bambini affinché sappiano e non dimentichino. Nel 2013 la politica del figlio unico viene abolita, lo Stato esce finalmente dalle camere da letto dei suoi abitanti, non si insinua più nell'utero delle donne, ma forse è troppo tardi. Forse guardare avanti non è possibile quando alle spalle ci sono cicatrici così profonde e forse solo il tempo aiuterà un Paese tanto grande ma con orizzonti tanto limitati".
  • “I POTERI DELLE TENEBRE” di Stoker e Ásmundsson in anteprima sul quotidiano “Libero”
    Così lo scrittore Giordano Tedoldi: «Il Dracula dei Poteri delle tenebre più che alla giugulare mira, nientemeno, a una “cospirazione per rovesciare le democrazie occidentali”! Nemmeno le versioni più infedeli e fantasiose, nel cinema, del celebre vampiro, avevano mai pensato di farlo diventare una specie di Bakunin! Ce n’è dunque a sufficienza perché gli ammiratori del Conte si immergano nella lettura di questi Poteri delle tenebre, e per stuzzicarli ulteriormente diremo che fa anche una comparsata Jack lo Squartatore».
  • DANILOV IL VIOLISTA recensito su “Books Special”
    Così Marco Denti: “Convinto che ‘il mondo è una qualsiasi diavoleria, ma non è armonia’, Danilov è una contraddizione vagante e attorno a lui Vladimir Orlov crea una galassia irriverente e psichedelica, inafferrabile come la musica, ipnotica come una favola tradizionale”.
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW di Walter Mischel su “Il Piccolo” di Trieste
    Così Elisabetta de Dominis: “Abbiamo sempre reputato l’autocontrollo una dote innata. Invece no, anche il più goloso della terra lo può acquisire. E chi lo poteva scoprire se non uno psicologo americano ma nato in Austria, dove ai tempi dell’impero l’autocontrollo veniva inculcato dall’etichetta asburgica? […] Sua invenzione Il test del marshmallow, che non è un manuale ma un saggio su come funziona il nostro cervello davanti a una tentazione e su come stopparla”.
  • Special PANOPTICON di Jenni FAGAN sul blog di Erika Zini – Recensione e intervista
    Un sorprendente libro in bilico tra romanzo di formazione e distopia, con una protagonista originale e inaspettata, così Erika Zini sul romanzo di Jenni Fagan. La scrittrice scozzese  parla dell’idea alla base del suo potente esordio narrativo: “Tutte le strutture sociali sono progettate per perpetuare l’idea di ‘sé’ e dell’‘altro’. Il sé crede sempre di essere moralmente superiore, accettabile, ordinario. Il sé crea le condizioni attraverso le quali l’altro esiste. Il sé poi scarica tutti i suoi attributi negativi sull’altro. L’altro è lo specchio del ‘sé’ che così può mostrare ciò che ha fatto. Il sé non considera mai questa cosa, continua semplicemente a considerare ‘altro’ tutto il resto – nel tentativo di sentirsi meglio e mantenere la superiorità sociale e finanziaria. Non vuole davvero guardare sé stesso. Non si interroga sinceramente su quale sia il vero risultato delle strutture sociali che abbiamo ereditato per l’umanità, gli individui, i gruppi sociali e il pianeta”.
  • DANILOV, IL VIOLISTA su “Il Giornale”
    Quel "buon diavolo" nell'inferno dell'Urss. La recensione del romanzo di Vladimir Orlov di Felice Modica.
  • Anais e un popolo di indesiderabili. “il manifesto” intervista Jenni Fagan a proposito del suo romanzo PANOPTICON
    Scrive Alessandra Pigliaru: "Eppure Jenni Fagan riesce a donare alla sua comunità di ultimi, marginali ed espulsi da ogni consesso sociale, una stramba visione di grazia. Loro così osservati e al contempo inguardabili, sollevano gli occhi e si accorgono che il cielo è sterminato. [...] La società del controllo che racconta Jenni Fagan è tanto punitiva quanto invischiante,tanto paranoica quanto allo sbando; [così Jenni Fagan] «è il presente a essere un panopticon. Ci mette sotto osservazione con metodi che hanno costruito un sistema disfunzionale. Dovremmo affrontare il problema apertamente»".
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE di Aliya Whiteley recensito su “il manifesto”
    L'amore è uno sporco lavoro, anche quando evoca mondi altri. Così Laura Marzi: "la cifra più interessante del romanzo è questa capacità dell’autrice di non permettere al lettore di perdersi nella parte fantascientifica del racconto, che essendo solo tratteggiata genera momenti di confusione, e di saperla inserire, proprio come la roccia protagonista del testo incastonata nel corpo di un uomo, nella narrazione di traiettorie conosciute, quelle delle leggi dei padri."
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI di David Benatar su “Filosofemme”
    Così Ilaria Luciano: "Profondamente provocatorio e a tratti destabilizzante, l’autore si presta ad essere un difensore dell’antinatalismo e con questo libro, in particolare, ci mostra come il non avere figli non sia sempre un comportamento meramente egoistico e immaturo – come solitamente si potrebbe pensare – bensì il suo esatto contrario".
  • DANILOV, IL VIOLISTA recensito su “Gazzetta di Parma”
    Per la prima volta tradotta in Italia, a trentanove anni dalla sua pubblicazione, la satira socio-politica della dittatura sovietica dello scrittore russo Vladimir Orlov.Danilov, il violista è – scrive Felice Modica – un «libro bello e coraggioso», «tra le righe, una micidiale messa alla berlina dell’estrema burocratizzazione dell’impero Sovietico», in anni [gli '80 del '900] in cui «nessuno ancora avrebbe immaginato la caduta del muro di Berlino.»
  • PANOPTICON recensito su ‘Robinson’ – supplemento culturale de “la Repubblica”
    «E Dickens scrisse Trainspotting».Così il critico, scrittore, traduttore Francesco Pacifico: «In un'epoca di tanti memoir molto perbene, Fagan ne scrive uno tanto socialmente imbarazzante da doverlo nascondere sotto un finto romanzo per ragazzi».
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW recensito su “LA LETTURA” del Corriere della Sera
    Giancarlo Dimaggio – psichiatra e psicoterapeuta metacognitivo –, scrive: «"[Il test del marshmallow] è molto più che lo sfizio di uno psicologo giocherellone [...] è chiaro che l'impulsività non è solo una questione di genetica. E a regolare l'impazienza si impara. [...] Quando mi sono dato alla scienza ho capito che la pazienza nel ricercare un concetto indefinito, sopportare il tempo che serve finché non si chiarisca, nasceva dal trattenersi dall’afferrare subito. Coltivare la fantasia nel doloroso tempo dell’astinenza.»
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW consigliato dal settimanale “F”
    Perché vale la pena imparare l'autocontrollo? Sulla spinta della pubblicazione del libro di Walter Mischel, lo spiega la bella pagina curata dalla giornalista Silvia Gavino.
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW – intervista a Paolo Legrenzi su CIAO RADIO
    Psicologo di fama internazionale, al pari di Walter Mischel, e professore emerito dell'Università veneziana Ca' Foscari, Paolo Legrenzi risponde alle domande di Erika Zini, giornalista e blogger della storica emittente bolognese, riguardo la poderosa sperimentazione sull'efficacia del rinvio della gratificazione condotta dal collega statunitense. Legrenzi evidenzia, a ragione, il grande valore della ricerca di Mischel sul lungo periodo e le molteplici variabili entrate in gioco oltre a quella principale dell'autocontrollo – successo negli studi, nel lavoro, nella posizione economica.
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW recensito su Lankenauta
    Così Luca Menichetti: «Mischel ci ha proposto un libro molto denso, quasi trecento pagine, in cui le tentazioni zuccherine del marshmallow rappresentano la premessa ad un visione della psicologia sociale, e non solo, molto ampia [...] volta alla risoluzione pratica di problemi personali che non contempla le attese infinite di un’analisi psicanalitica, per intenderci, impostata scavare nel profondo del’es. Il test del marshmallow alla fin fine è un’opera dove si coglie empatia, positività di intenti e di prospettive – peraltro anche in relazione a possibili politiche pubbliche –, malgrado la narrazione di vicende drammatiche e di profondo disagio personale e sociale – [...] Un lungo percorso, decenni di osservazioni ed esperimenti, che hanno convinto Mischel e i suoi ricercatori del fatto che 'non dobbiamo essere vittime della nostra storia biologica e sociale', in quanto 'la capacità di controllarsi può proteggerci dalle nostre fragilità', senza per questo ossessionarsi con una sorta di granitica determinazione sempre e comunque: occorre semmai usare la leva della strategia e delle idee per trasformare la perseveranza in gratificazione e sfuggire così a un destino che pare segnato.»
  • DANILOV, IL VIOLISTA recensito su “Diva e Donna”
    Oltre a un romanzo gustosissimo di avventure surreali, «Orlov – scrive Angelo Ascoli – smaschera la dittatura burocratica sovietica.»
  • LA GABBIA DI VETRO recensito sul “Quotidiano del Sud”
    Il romanzo di Colin Wilson racconta il labile confine tra ragione e follia.
  • CARBONIO Editore intervistato su “C-Side Writer”
    L'ambizione di sognare pubblicando libri che restano sin dal nome...Così il nostro editore e direttore editoriale Fabio Laneri: «La scelta del nome è caduta sul carbonio che è l’elemento che compone la catena della vita, trovandosi in tutte le forme di vita organica. Inoltre, nella sua variante di ‘carbonio 14’ permane centinaia di anni dopo la morte, al punto da consentire agli archeologi la corretta datazione del reperto. Quindi, il principio della vita che permane dopo la morte».
  • DANILOV, IL VIOLISTA su “Libri e Recensioni”
    Così Tatiana Vanini: «Orlov affascina creando una vera politica del mondo demoniaco, con gerarchie, scuole, uffici e ministeri, inventando nomi che li rendono unici e facili da ricordare come la 'sezione cataclismi, terremoti e rapine in banca', il tutto incastonato nel mondo reale, riconoscibile, quello da tutti noi abitato e magari visitato da "altri", con forze all'opera che esulano da ogni nostra immaginazione».
  • L’editore CARBONIO intervistato sul blog “La campana di vetro”
    Mission, scouting, la nuova collana "Origine"... il nostro editore si racconta.
  • DANILOV, IL VIOLISTA di Vladimir ORLOV su “Artspecialday”
    Così Vieri Peroncini: «Danilov, il violista si configura come un’opera unica, la cui trama è da seguire come un filo d’Arianna tra comicità appunto, acrobazie lessicali, agganci folclorico-mitologici, il tutto innestato sul tema principale, che è una (quasi tradizionale) feroce, vivida critica grottesca dell’apparato burosaurico russo – da qui, i riferimenti a Kafka ed ai suoi Processi, ad Asterix coi moduli reali o fasulli, che tocca il suo apice ovviamente con la convocazione all’Ora X presso la Cancelleria dei Nove Livelli. [...] La scrittura di Orlov è affascinante, al servizio di una trama che esonda dalla rigorosità per traghettare, a volte, verso il puro piacere del linguaggio e dell’invenzione fantastica».
  • DANILOV, IL VIOLISTA recensito su Convenzionali
    Così Gabriele Ottaviani: «Orlov è scrittore dall’inusitata potenza immaginifica. Qui racconta con prosa ampia e travolgente la vicenda, ricca di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione che suggeriscono rimandi anche a tanta filmografia e iconografia, di Danilov, nato da padre demone e madre terrestre, che vive sulla Terra come demone a contratto. Un co.co.de., verrebbe da dire, invece che co.co.pro. o simili, se si consente l’oscena freddura. [...] Geniale e imprescindibile.»
  • PANOPTICON recensito su “Crunched”
    Così Paolo Perlini: «La scrittura di Jenni Fagan è immediata, potente, scorretta come deve esserlo quella parlata da una quindicenne borderline. [...] Una scrittura che disturba e fa riflettere, e alla fine del libro succede come dopo l'esecuzione di certi concerti, quando il direttore d'orchestra abbassa la bacchetta: la musica rimane sospesa nell'aria, si resta in silenzio e poi parte l'applauso».
  • PELLEGRINI DEL SOLE su “Solo Libri”
    Così Mario Bonnanno: «Fantascienza umanista più che fracassona: lo spettro dell’apocalisse incombe, ma Jenni Fagan invece che alle cause e agli effetti del disastro guarda agli uomini e alle donne di fronte alla possibilità del disastro. [...] un incrocio di vite sul limitare della fine o forse chissà se di un nuovo inizio. Pellegrini del sole prescinde dalla letteratura di genere, appartiene anzi alla letteratura tout court, e se proprio si cercano rimandi è a La strada di Corman McCarthy [...] romanzo lirico e poderoso insieme, una partitura epica in cui la dialettica delle forze primordiali convive con quella dei caratteri e dei vissuti dei personaggi. Non perdetevelo.»
  • ESTASI di EVANS, quasi una voce enciclopedica sul magazine della Treccani “Atlante”
    Carbonio Editore, con il libro Estasi: istruzioni per l’uso. Ovvero L’arte di perdere il controllo di Jules Evans, ha avuto il grande onore di essere citata nel prestigioso magazine della Treccani Atlante. Così lo studioso Marco Tagliaferri nella sua recensione, divertente, magnificamente scritta, corredata da esattissime note, dense di calzanti e suggestivi richiami: “Sarà la teatralizzazione, da sempre e ovunque presente come conditio sine qua non affinché l’effervescenza estatica venga condotta con efficacia, a trasparire sottotraccia dalle pagine di Evans”.
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI su “DOMENICA” del Sole 24 Ore
    “Morire è molto peggio di non venire al mondo”. Così Gilberto Corbellini, filosofo ed esperto di questioni bioetiche, ex presidente dell’associazione Luca Coscioni: «La distinzione tra ottimismo e pessimismo pragmatici, nonché tra rifiuto e distrazione è ambigua. Si colloca a metà strada in un continuum tra “ottimismo illusorio e pessimismo suicidario”. Come i malati terminali, dovremmo affrontare la morte imminente se siamo così ossessionati da rinunciare a passare il tempo con i nostri amici e familiari. Possiamo migliorare la nostra situazione in qualche modo e farlo “è l’equivalente esistenziale delle cure palliative”».
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE di Aliya WHITELEY recensito sul CORRIERE DELLA SERA
    Così lo scrittore Vanni Santoni: «[…] sgorga la storia di una donna che deve confrontarsi con le imposizioni della società e le manipolazioni degli uomini, diretta con efficacia da un’autrice la cui principale virtù è la capacità di restare sempre in equilibrio tra sense of wonder e allegoria — e stavolta anche di ammiccare con naturalezza a Thomas Hardy autore di romanzi famosi come Via dalla pazza folla e Tess dei D’Uberville.»
  • Special Aliya Whiteley sul “Blog di Erika Zini”
    Special Aliya Whiteley sul "Blog di Erika Zini".
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI sul “manifesto”
    Gli intenti altruistici dell’antinatalismo di David Benatar scandagliati con acume sin troppo severo da Alessandra Pigliaru in una densissima recensione. «L’architettura espositiva è tuttavia solida, con incedere affilato e impeccabile da un punto di vista logico; questo, [Benatar] ne è  consapevole, lo rende quasi inattaccabile a proposito della "grave sciagura" di nascere».
  • PANOPTICON recensito da Marco Denti su “Il Cittadino di Lodi”
    «La “guerriglia” di Anais al potere che manipola». Jenni FAGAN narra la caparbia lotta per la sopravvivenza di una giovane emarginata in un mondo dominato da una gelida burocrazia.
  • Intervista a DAVID BENATAR sul blog “Arcane storie”
    Così il giornalista Alessandro Mezzana Lona introducendo il dialogo avuto con l’autore di MEGLIO NON ESSERE MAI NATI a Book Pride 2019: «Eretico sì, ma non illuso visionario, o sognatore oltre il limite ragionevole. David Benatar sa bene che né questo suo libro, e tantomeno le idee che professa con grande convinzione, avranno un impatto importante sulle nuove nascite di esseri umani. “La procreazione continuerà indisturbata – ammette il filosofo -, provocando una grande quantità di dolore”. Ma crede anche di essere nel giusto quando sostiene che “venire al mondo sia sempre un grande male”, pur riconoscendo che le sue argomentazioni verranno rispedite al mittente per l’esigenza di “difendere un’ortodossia”, per la difficoltà di accettare un punto di vista del tutto impopolare».
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW su “Il Quotidiano del Sud”
    Walter Mischel spiega come l’autocontrollo sia fondamentale in tutte le circostanze della vita quotidiana, senza dimenticare però che anche un eccesso di volontà può avere le sue controindicazioni.
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW di Walter MISCHEL consigliato dal settimanale “Diva e Donna”
    Un libro molto interessante secondo Angelo Ascoli, direttore del periodico.
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI su “La Verità”
    Il quotidiano milanese torna sul pregiudizio antinatalista, aborrito al pari del femminismo, con un articolo al vetriolo di Riccardo Torrescura.
  • UN DUBBIO NECESSARIO consigliato da “La Gazzetta del Mezzogiorno”
    Tra saggio e romanzo, un’indagine del grande Colin Wilson sul crimine perfetto.
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI su “Il Quotidiano del Sud”
    Il rigore chirurgico del filosofo David Benatar viene evidenziato nell’articolo di Gianni Festa.
  • DARK STAR recensito su “Solo Libri”
    Così Mario Bonanno: «C’è ora da dire che a Oliver Langmead riesce una cosa che di solito non riesce alla maggior parte degli scrittori di narrativa popolare: riconsiderare gli statuti “di genere” assegnando loro stratificazioni aggiunte e struttura autonoma: il romanzo è impaginato come una lirica (un lungo poema dark), e la scrittura fa il paio con la forma: saettante, immediata e mai banale (i dialoghi, per esempio, sarebbero da riproporre in blocco a un corso di scrittura creativa). Fanta-noir o poliziesco futuribile che sia, su una cosa potete scommettere: Dark Star non delude le aspettative e Oliver Langmead, da qui in avanti, è un autore da seguire con molta attenzione.»
  • PANOPTICON recensito su “Il Quotidiano del Sud”
    Con il suo romanzo d’esordio Panopticon, la scrittrice scozzese Jenni FAGAN catapulta il lettore in una realtà orwelliana.
  • PANOPTICON di Jenni FAGAN su “Libri e recensioni”
    Così Tatiana Vanini: «Panopticon ti entra dentro, ti porta in una dimensione parallela dove le pagine volano. Fa arrabbiare e soffrire, ti dà momenti di gioia e tanta tristezza, coinvolge e quando arriva la fine ti lascia con una speranza, un leggero sorriso e un desiderio, rivolto alle stelle, che una ragazza possa volare a Parigi sulla groppa di un gatto alato. Un romanzo come pochi, un romanzo che sarete felici di avere letto».
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE  di Aliya WHITELEY su “Artspecialday”
    Così Vieri Peroncini: «L’arrivo delle missive ha il piglio prosodico della favola, messo al servizio del romanzo di formazione: perché è certo che, stante il fatto che la realtà – tutta la realtà – che circonda la protagonista non è assolutamente ciò che appare, la ragazza esce dalla storia (per entrare in un’altra, visto il finale ‘aperto’) completamente modificata ed evoluta.»
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI sulla piattaforma web del collettivo “Effimera”
    Il pensiero di David Benatar in un articolo-summa attorno a ogni tipo di antinatalismo di Claudio Kulesko, studioso del pessimismo filosofico. «Critica del pessimismo contabile. Antinatalismo, ecologia, banalizzazione-del-dolore».
  • PANOPTICON recensito su “BookSpecial”
    Così Marco Denti: «il Panopticon è tutto attorno a noi, espressione nello stesso tempo del potere e dell’impotenza di fronte al disagio e all’emarginazione, un monumento gelido e buio che, in uno dei suoi momenti più cupi, porta Anais alla considerazione che 'la gentilezza è la qualità più sottovalutata del pianeta'. Difficile non essere d’accordo con lei.»
  • La filosofia come performance – Intervista a Bradatan su “L’Indiscreto”
    Così Francesco D'Isa introducendo il dialogo con il filosofo rumeno naturalizzato americano: «È possibile fare filosofia morendo? Suona assurdo, ma ne è profondamente convinto. Di più – la morte di un filosofo può essere persino la sua opera migliore. Nel libro Morire per le idee, recentemente tradotto da Olimpia Ellero per Carbonio editore, Bradatan indaga le vite di Socrate, Ipazia, Giordano Bruno, Thomas More, Jan Patočka, Simone Weil e molti altri, per proporre una nuova interpretazione del lavoro di questi autori: la “filosofia come performance”.»
  • PANOPTICON su “Natalecongliautori”
    Così Valeria Merlini sul romanzo di Jenni Fagan: «Anais Hendrix, 15 anni, la giovane teppista-filosofa che commenta il mondo con un linguaggio audace e una sincerità spiazzante, e allo stesso tempo con rara grazia e nitida compassione.»
  • PANOPTICON su “tvzap”
    Così Massimiliano Carbonaro: «Dalle parole dense e inarrestabili di un libro raccontato in prima persona dal personaggio principale, Anais Hendricks al prossimo film e anche al testo teatrale, il successo di Panopticon di Jenni Fagan sembra inarrestabile. Il volume pubblicato in Italia da quelli della Carbonio è stato tradotto in 8 lingue e opzionato per il cinema dalla Sixteen Films di Ken Loach sulla base della sceneggiatura originale della stessa Fagan. Intanto verrà messo in scena nei teatri di Edimburgo e Glasgow il prossimo novembre».
  • PANOPTICON di Jenni FAGAN recensito su “C-Side Writer”
    Così Marco Ischia: «Panoticon racconta la storia di una ragazzina, venuta al mondo nel posto sbagliato al momento sbagliato, che cresce in posti sbagliati con le persone sbagliate, parcheggiata in attesa di giudizio in un posto che non è forse né sbagliato né giusto. Perché quando si ha dentro qualcosa in più, forse la vita può cambiare, forse la speranza non è solo una speranza, forse inventarsi vite alternative non è solo un gioco mentale, ma l’espressione del desiderio di qualcosa di diverso. Perché infondo siamo ciò che scegliamo di essere, a prescindere da tutto e da tutti. [...] Delirante, romantico, ipnotico… Ipnoticon!»
  • SPECIAL COLIN WILSON su “Thriller Nord”
    Un'intervista assolutamente imperdibile a Geoff Ward, amico, collaboratore del grande irregolare, nonché scrittore lui stesso e autore della prefazione dell'ultima edizione inglese de 'La gabbia di vetro'. Geoff Ward anima con inscalfibile e costante entusiasmo il sito dedicato a Colin Wilson.
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW di Walter MISCHEL recensito sul blog “Convenzionali”
    Così Gabriele Ottaviani: «Un testo capitale indaga l’uomo e l’anima, in maniera magistrale e con uno stile che avviluppa alla pagina: da non perdere».
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI su “THE PHILOSOPHICAL SALON”
    Scrive Francesco D’Isa: «Quel che è certo è che con Benatar la filosofia torna a misurarsi con il suo interrogativo più profondo: il senso della vita.»
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI – Studio Grammelot (febbraio 2019)
    MEGLIO NON ESSERE MAI NATI inserito tra i migliori libri letti dallo Studio Grammelot nel mese di febbraio 2019. «David Benatar sostiene che venire al mondo sia sempre un male, e un male grave, che procreare non sia un dovere, che i bisogni genitoriali non vadano di pari passo necessariamente con la soddisfazione dei bisogni procreativi, che tutte le vite umane contengano molto più dolore di quanto si ammetta normalmente».
  • PANOPTICON di Jenni FAGAN su Lankenauta​
    Così Francesco Ricapito: «Questo è un libro che non si termina a cuor leggero, il finale è agrodolce ma il percorso per arrivarci è una costellazione di brutture dove gli sprazzi di sole sono veramente rari. Un gran bell'esempio di letteratura, lo consiglio a chi ha apprezzato Trainspotting e a chi ha voglia di farsi un giro nella testa di un’adolescente parecchio problematica».
  • PANOPTICON su “Convenzionali”
    Così Gabriele Ottaviani: «Dirompente, travolgente, devastante, irrefrenabile, irresistibile, eccezionale flusso di coscienza narrato in prima persona, è la prova narrativa magistrale e lisergica, opzionata per il cinema dalla società di produzione di Ken Loach, di un’autrice che non ha mai conosciuto i suoi genitori e che ha vissuto fino alla maggiore età fra una casa d’accoglienza e un istituto, e che denuncia quando la nostra società egoista e materialista non abbia la benché minima intenzione, al di là delle belle parole, di rivolgere uno sguardo pietoso e la forza di un’azione efficace verso gli ultimi e i bisognosi. Un libro semplicemente necessario».
  • LA GABBIA DI VETRO su “Contorni di Noir”
    Quello che Colin Wilson fa magistralmente, dice Michele Fanelli nella sua gustosissima recensione, è esplorare la coscienza e il potenziale umani «e il modo in cui i confini della società e del sé mettono le catene su quella coscienza e questo potenziale. [...] Così, pian piano, Wilson ci svela la vera natura di questo thriller, ovvero svelare di come gli umani siano ingabbiati in trappole create da loro stessi mostrandocelo attraverso la sua rappresentazione di un insolito killer e di un ancor più insolito protagonista».
  • PANOPTICON recensito sul portale SoloLibri.net
    Così Mario Bonanno: «narrato in straordinaria soggettiva, il romanzo si dispiega dunque in equilibro tra piano reale e piano onirico-allucinatorio e proprio in questo reiterato uscire-entrare senza fratture dagli ambiti percettivi di Anais Hendricks risiedono la grazia e il punto di forza insieme di Panopticon. La scrittura di Jenni Fagan ha del miracoloso – tanto è diretta, feroce, cupa, sensibile, scattante –, in grado di restituire dal “dentro” il microcosmo borderline della giovane protagonista, fino all’apoteosi oggettiva del prefinale anarco-dionisiaco-liberatorio».
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW di Walter MISCHEL su “Il Fatto Quotidiano”
    Così Elisabetta Ambrosi: «un libro fondamentale [...] Un saggio che raccoglie cinquant'anni di studi sull'autocontrollo, a partire, appunto, dal racconto di quel primo test compiuto negli anni Sessanta in una scuola materna degli Stati Uniti [...] Le risposte che lo psicologo dà nel libro sono utilissime per cercare di arginare l'educazione dei ragazzini di oggi, incentrata sull'immediata gratificazione e su uno sconfinato consumismo».
  • LA GABBIA DI VETRO sul “FATTO QUOTIDIANO”
    Quando indagare sul male diventa politica. Così Fabrizio D'Esposito nella sua rubrica D.C. (Dopo Christie): «Colin Wilson è morto un lustro fa. Divenne famoso più di sessant'anni fa, nel 1956, con The Ousider. [...] Un'opera anti-borghese, contro il Sistema, e che rispunta prepotente in La gabbia di vetro, scritto dieci anni dopo The Outsider. Stavolta Wilson studia la mente di un serial killer (attraverso il personaggio dello studioso-detective Reade, ndr) e parte da un'immagine cupamente bucolica. Quella di Damon Reade, giovane ma già considerato il più grande esperto inglese di William Blake, poeta con l'ossessione della Bibbia e una decisa inclinazione per il misticismo. Reade vive da solo in campagna, nel nord dell'Inghilterra. I suoi vicini di casa, si fa per dire, sono gli "zingari" del villaggio, evitati da tutti, e che prendono pure il sussidio. Razzismo e reddito di cittadinanza, mezzo secolo fa».
  • IL TEST DEL MARSHMALLOW su “L’Indiscreto”
    La rivista della Galleria fiorentina Pananti pubblica un estratto in anteprima del libro di Walter Mischel con il titolo: "L’autodistanziamento potrebbe essere il modo migliore per analizzare e superare le delusioni emotive".
  • IL MISTERO DELL’ORTO DI ROCKSBURG su “Milano Nera”
    Così Mirko Giacchetti: «K.C. Constantine è un 'ragazzo' del ’34 che nella vita è stato un Marine, un giornalista, un professore di inglese che all’età di 48 anni scrive un romanzo con uno stile molto più graffiante e fresco di altri colleghi più giovani e più moderni. Mirabile è la capacità di non sprecare parole per delineare i personaggi o mettere sotto il naso del lettore gli indizi; i dialoghi sono la bussola per orientarsi nell’indagine e scoprire la natura dei protagonisti. Avete presente il precetto 'Show, don’t tell'?»
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI su “BLOW UP” (marzo 2019)
    In desolatione viventium: la letteratura negativa avanza senza compiacimento, spinta soltanto dallo spirito di un tempo mefitico. Articolo-essay di Fabio Donalisio «Una particolare forma di esistenza infelice su Houellebecq, et alia». Così il poeta e scrittore Fabio Dionalisio sul pamphlet di David Benatar: «Mai come su questa frontiera il pensiero sembra andare contro la natura, in qualunque modo la si voglia definire». [segnaliamo che la foto dell'autore non corrisponde. David Benatar infatti per sua scelta non accetta di essere ripreso o fotografato]
  • PANOPTICON su “ArtSpecialDay”
    Vieri Peroncini tesse una lode appassionata del libro di Jenni Fagan: «Appoggiandosi anche su una straordinaria varietà lessicale ed una rara densità di episodi/tematiche/valutazioni (il giudizio morale dell’autrice è evidente nella personificazione di Anais), si dipana una trama di rara drammaticità che riesce in qualche modo a sfuggire alla cupezza; ma non alla malinconia, sia ben chiaro, una malinconia struggente: vedere gli episodi del matrimonio e del funerale. [...] Ma se la contingenza di temi come l’accettazione della diversità, la libertà di espressione, la transessualità rende Panopticon perfettamente contestualizzato nella nostra realtà, è il giudizio morale sulle istanze oppressive della società e dell’uomo in generale a renderlo atemporale e splendidamente etico, a livello di un paradosso dell’intolleranza di popperiana memoria.»
  • PARADISE CITY su “Mangialibri”
    Così Renzo Brollo: "São Paulo è un inferno a cielo aperto e la favela di Paraisópolis la sua porta d’ingresso. I dieci anni vissuti da Joe Thomas, docente di letteratura presso la Royal Holloway di Londra, nella megalopoli brasiliana ci permettono di assistere da spettatori privilegiati alle ricerche dell’ispettore Leme come se anche noi fossimo lì, accanto a lui, in prima linea a respirare l’aria inquinata della favela, tra spacciatori e militari".
  • LA GABBIA DI VETRO su “Libro Guerriero”
    Inizia come un romanzo l'invogliante recensione di Paola Rambaldi del libro di Colin Wilson, "che non risente del tempo": «Damon Reade rincasa col suo zaino seguendo il corso del torrente. Da tempo vive in solitudine con una capra nelle campagne di Lake District, in una casa priva di comodità. Un poliziotto lo cerca. È il sergente Lund e ha assolutamente bisogno del suo aiuto per una serie di omicidi sul Tamigi che terrorizzano Londra. Ben nove delitti in quattordici mesi»
  • LA GABBIA DI VETRO consigliato su “DIVA E DONNA”
    Così Angelo Ascoli sul romanzo di Wilson: «non è soltanto un giallo dalla trama sorprendente, ma un raffinato romanzo che gioca ai confini tra il bene e il male».
  • UN PAZIENTE sul blog N.7 rue de Grenelle
    Quando il superamento di una malattia genera un altro uomo, la bella recensione di Stefania de Matola al libro autobiografico dello scrittore e musicista Ben Watt.
  • PERFECT RIGOR recensito su “DOPPIOZERO”
    Più che una recensione quella del matematico Claudio Bartocci sul libro di Masha Gessen è un racconto saggistico denso e avvincente.
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI sul “Fatto Quotidiano”
    Elisabetta Ambrosi ventila una messa in pericolo della libertà individuale se si dovesse seguire il ragionamento di David Benatar (di non procreare e abortire), per quanto [il filosofo] cerchi di distinguere tra dovere legale e dovere morale.
  • FIGLIO UNICO su “I Amnesty”
    Il periodico di Amnesty International - Italia consiglia l'inchiesta di Mei Fong.
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE sul mensile “Il Borghese”
    L'uscita del romanzo di Aliya Whiteley è occasione per Errico Passaro di tessere le lodi del progetto grafico di Carbonio Editore.
  • PELLEGRINI DEL SOLE recensito su “ArtSpecialDay”
    Così Vieri Peroncini: «La drammaticità della situazione è palpabile come in McCarthy, ma i personaggi hanno lo spessore di un Paul Auster: questo fa sì che possiamo parlare di Pellegrini del sole e di Jenni Fagan senza bisogno di scomodare i numi tutelari della fantascienza, soprattutto al femminile. Arriviamo a dire che prediligiamo questa fantascienza umanistica (ecco finalmente la definizione che cercavamo) a quella avventurosa e planetaria di Ursula Le Guin: sarà che Fagan, prima che romanziera, è poetessa. E di poesia (in effetti, anche fantascienza poetica andrebbe bene) è disseminata la storia dei Pellegrini del sole (dei quali, chiunque essi siano, non diciamo nulla), sebbene non di paragoni e metafore: la poesia di Fagan è tutta alla luce del sole, un sole meraviglioso e spietato come può esserlo su una distesa di ghiaccio e neve a cinquanta gradi sotto zero.»
  • UN DUBBIO NECESSARIO recensito su “Milano Nera”
    Così la briosa recensione di Mirko Giacchetti: «Lettura non solo consigliata ai filosofi. Innanzitutto si tratta di una storia crime non convenzionale, una narrazione in cui la somma di indizi e deduzioni non segue il solito percorso, poi si struttura su un terreno in cui il movente è molto più nobile – e condivisibile – dei soliti soldi, potere ecc ecc. Inoltre, stiamo parlando di Colin Wilson, uno scrittore con la S maiuscola che merita di essere letto e riletto».
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE recensito su “Mangialibri”
    Scrive Francesco F. Centamore sul romanzo di Aliya Whiteley: «Fin dalle prime righe di questo romanzo [...] si capisce che Aliya Whiteley è una scrittrice assolutamente fuori dagli schemi, che il suo è un mondo a parte. Un mondo ricchissimo di immagini, sensazioni ed emozioni molto articolate, un mondo ansioso di uscire dalla pagina per insinuarsi con garbo nella mente e nel corpo del lettore. [...] Ciò che colpisce è proprio la spontaneità con cui il racconto fluisce e, pagina dopo pagina, si avviluppa lungo le spirali della coscienza per sprigionare la sua magia. [...] il classico stream of consciousness tanto caro alla tradizione letteraria inglese (penso soprattutto a Virginia Woolf, più che a Joyce) scorre qui con una vivacità e una freschezza non comuni. La personalità della protagonista, una diciassettenne di campagna con la testa piena di sogni, ma anche sicura di sé e delle sue scelte, sgorga inarrestabile fra le righe e impregna ogni singola virgola di questa storia. Un personaggio potente come pochi, una giovane donna che fa delle sue consapevoli fragilità uno scudo capace di abbattere anche l’oscurità più profonda e inquietante. La forza delle proprie insicurezze, il cuore che sgretola ogni paura e non vacilla davanti al mistero che avvolge sempre più la piccola comunità rurale. La storia si dipana spogliandosi degli schemi ormai collaudati, tipici della tradizione fantastica, per aprire nuovi orizzonti e approdare a uno sviluppo molto originale. Non a caso, la Whiteley è considerata dalla critica anglosassone come l’erede di Margaret Atwood.»
  • SPECIAL “ESTASI. Istruzioni per l’uso” su “L’Indiscreto.org”
    Un estratto dal libro di Jules EVANS. Intervista all'autore di Francesco D'Isa.
  • LA BELLEZZA recensito su Lankenauta
    Scrive Francesco Ricapito sul romanzo di Aliya Whiteley: «è innegabile che i ruoli di uomini e donne siano in costante evoluzione e che molte siano le opinioni contrastanti a riguardo. [...] Alla fine il lettore è costretto a riflettere sulla percezione che ha dei ruoli maschili e femminili, chi li ha decisi? Come la prenderei se dovessi cambiare ruolo? Sarei pronto ad accettarlo? Un libro che colpisce i nostri stereotipi e costringe a porsi delle domande, una storia dalle tonalità scure ma ben definite ed un’altra grande prova del talento dell’autrice, l’inglese Aliya Whiteley. Lo consiglio a tutti quelli che s’interessano di scienze sociali e a quelli che pensano che l’ideologia gender sia una teoria del complotto.»
  • UN DUBBIO NECESSARIO recensito su Thriller Nord
    Così Marina Morassut: «nel 1964 Colin Wilson scrive questo romanzo di una sconcertante attualità e trascina con sé diverse persone alla scoperta di una fumosa Londra del dopoguerra, avendo cura di mescolare e inframmezzare il mystery filosofico e il giallo deduttivo. [...] Ma qui siamo in presenza di un di più, di un qualcosa che l’autore inserisce nel romanzo: cosa succede se il reato o l’omicidio nascesse dal mero presupposto del “se fosse…”? [...] è sicuramente un giallo inconsueto tanto quanto originale nel suo dipanarsi, dove la ricerca [...] è la ricerca entusiasmante e contemporaneamente elusiva del perché l’uomo, pur con la sua libertà e tutta la sua conoscenza, non è Dio. [...] alla conclusione di tutto [...], arriviamo anche noi lettori a comprendere la visione del mondo e del peccato originale. [...] E le ultime pagine di quest’opera di Wilson sono una rivelazione, un giallo che si riavvolge su se stesso: di fronte a sé il lettore vede un sé stesso nudo, con tutte le domande ed al contempo la scintilla di tutte le risposte.»
  • Antonio D’ORRICO recensisce LA GABBIA DI VETRO su 7 del Corriere della Sera
    Anche il delitto è una questione di estetica. Parola di Colin Wilson, scrittore, filosofo e criminologo protagonista e profeta della meravigliosa Londra anni ‘60. «Nessuno come lui ha saputo raccontare cos’era la Soho di allora, bohémienne ed esistenzialista, intricata e proibita», scrive Antonio D’Orrico. «Wilson fu più un Rolling Stone che un Beatle, più un Mick Jagger che un Paul McCartney. Nel senso che fu affascinato dal male. Nei suoi romanzi e nei suoi saggi i serial killer sono ospiti fissi. Ma non somigliano agli scontatissimi (e ormai ridicoli) serial killer dei libri e dei film odierni. Gli omicidi di Wilson discendono direttamente dal capostipite, dal numero uno, dal leggendario Jack lo Squartatore.»
  • Intervista a David Benatar su “Pangea”
    Lo scrittore, poeta e critico Davide Brullo dialoga con l’autore di "Meglio non essere mai nati", introducendolo così: «Inconsolabile, Benatar è il logico della disperazione, il teorico della scomparsa del genere umano, mefistofelico.» L'intervista è stata ripresa anche dal web magazine di opinione Linkiesta.
  • Masha Gessen sul Venerdì di “Repubblica”
    Cresce l’attenzione editoriale attorno all’autrice russo-americana, come attesta l’articolo di Tiziana Lo Porto che menziona diversi suoi titoli, tra cui "I fratelli Tsarnaev" e "Perfect Rigor" pubblicati da Carbonio.
  • SPECIAL “PARADISE CITY” di Joe THOMAS su “Milano Nera”
    Così Mirko Giacchetti: «"Paradise City" di Joe Thomas è un romanzo ambientato a São Paulo in Brasile ed è approdato in Italia grazie a Carbonio Editore. Si tratta di un hard-boiled cucinato con le peggiori primizie del crimine brasiliano e con il notevole pregio di portare il lettore dietro le quinte del solito teatrino messo in piedi per i turisti last minute.»
  • IL TALENTO DEL CRIMINE su “La Bottega del Giallo”
    Manuel Figliolini sottonea come il romanzo di Jill Dawson, Il talento del crimine, si riveli omaggio felice ed efficace insieme a una delle più grandi scrittrici della contempraneità, come Patricia Highsmith, personalità complessa che, coerentemente ai suoi principi, può essere capace di gesti inattesi.
  • LA GABBIA DI VETRO recensito su Il Giornale
    Sulle tracce del killer nella Swinging London. Così Luca Crovi: «La forza dirompente della narrazione di Wilson emerge in primo piano ne La gabbia di vetro, romanzo di difficile collocazione che è allo stesso tempo un ritratto spietato della Gran Bretagna degli anni ’60 e contemporaneamente è un noir-mistery denso di citazioni. ...] C’è del marcio in Inghilterra e Wilson non lo nasconde sotto il tappeto. [...] Non c’è niente di rassicurante nei delitti raccontati perché la società messa sotto inchiesta è perversa e violenta, incapace di comprendere le ragioni degli assassini e di ridare giustizia alle vittime.»
  • LA GABBIA DI VETRO su LA LETTURA del “Corriere della Sera”
    Roberto Iasoni consiglia il romanzo di Colin Wilson nella rubrica "Mani in alto".
  • LA GABBIA DI VETRO su Thriller Café
    Così Fausto Tanzarella: «Può un tranquillo e solitario studioso di letteratura ritrovarsi nel giro di ventiquattro ore a investigare sulle tracce di un sanguinario serial killer? Sì, può accadere se quel serial killer è solito commentare i propri omicidi scrivendo sul muro, accanto ai cadaveri, versi del grande poeta William Blake e se quello studioso, il trentacinquenne Damon Reade, è il maggior esperto vivente di quel poeta. Può accadere soprattutto se a farci vivere questa storia è Colin Wilson (1931-2013), scrittore inglese tra i più immaginifici ed eclettici del ‘900, nel suo romanzo La gabbia di vetro, pubblicato nel 1966 ed ora riproposto in Italia da Carbonio editore».
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE recensito su Lankenauta
    Così Francesco Ricapito: «vengono in mente i grandi classici della letteratura britannica, uno su tutti Cime Tempestose e forse è anche grazie a questo rimando che la svolta risulta così inaspettata. Un esperimento ardito, che avrebbe potuto rivelarsi disastroso ma che invece qui viene gestito magistralmente.»
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE recensito su BooksSpecial
    Così Marco Denti: «In L’arrivo delle missive Aliya Whiteley riesce a mantenere in equilibrio un originale patchwork che raduna le radici celtiche, gli effetti tragici della guerra, la riluttanza alle convenzioni e la dimensione soprannaturale con la rivelazione di Shirley [la protagonista, ndr], quando arriva alla conclusione che 'l’amore è uno sporco lavoro, fatto di mancanze, di difficoltà, di compromessi, ma in cui ci si fa forza a vicenda perché il mondo è crudele, e sono poche le persone disposte a comportarsi correttamente con te senza pensare alle proprie esigenze personali'. È ancora così, dalla notte dei tempi, e non serve un druido per capirlo. Basta una ragazza che lancia un sasso nello stagno.»
  • LA GABBIA DI VETRO recensito su Lankenauta
    Così Luca Menichetti: «[...] quando si parla di un libro di Colin Wilson il 'culto' è quasi d’obbligo, soprattutto se inteso come riscoperta di un autore anticonformista ingiustamente oscurato. La gabbia di vetro – romanzo pubblicato nel 1966 con il titolo The Glass Cage: An Unconventional Detective Story – risponde in pieno a questi canoni ('unconventional' appunto) e bene ha fatto la Carbonio Editore a proporre per la prima volta in Italia questo 'thriller psicologico' fuori da tutti gli schemi noti della cosiddetta letteratura di genere.»
  • LA GABBIA DI VETRO di Colin Wilson su la Repubblica
    LA GABBIA DI VETRO su la Repubblica. Così, Irene Bignardi, critica culturale di lungo corso e anglo-americanista sopraffina sul romanzo di Colin Wilson: «è proprio sulle idee e gli stati d’animo dei personaggi che si muove un mystery giocato più sui dialoghi e sui brandelli di osservazione che sui fatti: più romanzo di idee che thriller. E una volta di più abbiamo la conferma che la massima fonte delle grandi nevrosi è la famiglia (complicata qui dall’ennesimo caso di paternità segreta), che segna tutti i personaggi con qualche bizzarria.»
  • IL TALENTO DEL CRIMINE recensito sul magazine F
    IL TALENTO DEL CRIMINE recensito sul magazine F. Così Liana Messina sul romanzo di Jill Dawson che ha come protagonista la scrittrice Patricia Highmsith, Signora del thriller psicologico: «È intrigante entrare nella mente del nostro scrittore preferito. Con sottile ironia Dawson mescola il vero e il falso, usa dettagli della biografia della scrittrice insieme a molti richiami ai suoi libri, costruisce atmosfera e suspense, semina dubbi per costruire un enigmatico mistero degno di colei che lo ha ispirato.»
  • LA GABBIA DI VETRO di Colin Wilson recensito sul portale SoloLibri.net
    LA GABBIA DI VETRO di Colin Wilson recensito sul portale SoloLibri.net. Così Mario Bonanno: «Punto di confluenza di cronaca vera – la vicenda del "macellaio di Cleveland" –, auree vittoriane, speculazioni filosofiche, omicidi e miti murder mistery (Jack Lo squartatore, Jeckyll/Hyde), riveduti e corretti in chiave sghemba, autonoma, atipica [...] Un romanzo dal taglio e il passo inconsueti, che sgorga ritmo e inventiva quasi a ogni pagina. Persino superfluo aggiungere che è da non perdere.»
  • L’agenzia romena HotNews segnala NOICA e BRADATAN
    Sei malattie dello spirito contemporaneo di Constantin Noica e Morire per le idee di Costica Bradatan segnalati dall'agenzia romena HotNews. La giornalista Miruna Cajvaneanu, corrispondente da Roma, plaude alle due traduzioni italiane curate da Carbonio Editore.
  • PARADISE CITY di Joe Thomas recensito su Thriller Magazine
    PARADISE CITY di Joe Thomas recensito su Thriller Magazine. Così lo scrittore Igor De Amicis: «Siamo di fronte a un romanzo duro e cattivo, impreziosito da una scrittura serrata e ritmica. Descrizioni veloci ed evocative, poche parole che racchiudono un mondo intero. I dialoghi sono taglienti ed efficaci, le parole colpiscono e fanno male tanto quanto i proiettili. Tutto il romanzo si basa su una struttura ben delineata e messa in campo con grande maestria. L'autore ha vissuto per circa dieci anni in Brasile e la storia ne risente in positivo, si percepiscono odori, suoni, magia e crudeltà di una terra affascinante e contraddittoria come quella brasiliana.»
  • IL TALENTO DEL CRIMINE di Jill Dawson su SoloLibri.net
    IL TALENTO DEL CRIMINE su SoloLibri.net. Così Mario Bonanno: «è senza dubbio un romanzo di suspense, di una suspense elegante, tutta di testa. Interiore, per dirla in una parola. Lo ha scritto la bravissima Jill Dawson ed è ispirato a vita e opere di Patricia Highsmith: dove finisce l’una e cominciano le altre sta al lettore scoprirlo (prima che in appendice la Dawson ci sveli tutte le sue fonti e i rimandi). Il talento del crimine è dunque un romanzo mise en abyme per interposta autrice e al contempo uno sghembo biopic, che sembra scaturito dalla penna della stessa Highsmith.»
  • LA GABBIA DI VETRO di Wilson recensito su Thrillernord
    LA GABBIA DI VETRO di Colin Wilson recensito da Marina Morassut su Thrillernord. Mai come in questo caso bisogna seguire il suggerimento del recensore: «prendere in mano il romanzo ed immergerci completamente nella sua griglia concettuale, fino a farci trascinare all’ultima ed incredibile pagina, quando intuiremo il desiderio potente di qualcosa di diverso da ciò che le persone fanno normalmente delle proprie vite, svelando i demoni che si nascondono sotto la superficie quotidiana delle cose.»
  • Intervista a Benatar, autore di MEGLIO NON ESSERE MAI NATI, di Francesco D’Isa – L’Indiscreto.org
    Intervista a David Benatar, autore di MEGLIO NON ESSERE MAI NATI, di Francesco D'Isa - L'Indiscreto.org. Malgrado la spinosità delle tesi contenute nel suo libro, ciò che costituisce il pessimismo filosofico del pensatore sudafricano risponde a diverse domande di senso che accomunano i suoi numerosi lettori sparsi in tutto il mondo.
  • PARADISE CITY di Joe Thomas recensito su Avvenire
    PARADISE CITY recensito su Avvenire. Paradise City di Joe Thomas «descrive meglio di un’inchiesta la deriva del Brasile degli ultimi anni». Scrive Riccardo Michelucci: «un romanzo criminale in salsa carioca, dal ritmo serrato e incalzante, che consente di riavvolgere il nastro della storia recente del Brasile e di comprendere a fondo la fase politica appena culminata nella clamorosa vittoria di Jair Bolsonaro alle presidenziali.»
  • Il blog Convenzionali elogia L’ARRIVO DELLE MISSIVE di Aliya Whiteley
    Il blog Convenzionali elogia L'ARRIVO DELLE MISSIVE di Aliya Whiteley. Così Gabriele Ottaviani: «il romanzo è la conferma di un talento maiuscolo, che molti vedono nel solco nientedimeno che di Margaret Atwood: e non mancano certo i punti di contatto e le analogie, ma anche le peculiarità specifiche.»
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE di Aliya Whiteley recensito su Libro Guerriero
    L'ARRIVO DELLE MISSIVE recensito su Libro Guerriero. Così Piera Carroli sul libro di Aliya Whiteley: «Nel suo romanzo a più voci, The Beauty (2014, Carbonio 2017) dalla struttura decameroniana, Whiteley capovolge il tabù della malattia derivante da attività sessuali. Si tratta di un romanzo di tras-formazione nel quale orrore, bellezza e meraviglia si mescolano. Anche L’arrivo delle missive è un romanzo di finzione e tras-formazione, con risvolti sia fantastici sia realistici. [...] non c’è nostalgia del passato, bensì proiezione assoluta verso un futuro decisamente migliore.»
  • PARADISE CITY di Joe Thomas su L’Ultima Riga
    PARADISE CITY su L'Ultima Riga. Così Claudio Della Pietà sul libro di Joe Thomas: «Questo libro va letto tutto perciò, tutte le sue fittissime pagine, ricche di fatti, persone, riflessioni, sentimenti di ogni tipo. E’ una storia che sembra scritta di getto, ti induce a non abbandonare i personaggi, moltissimi, perché parrebbe di dimenticarsi delle loro fatiche, delle loro storie. A me, ad un certo punto, non interessava più trovare il colpevole, ma comprendere, così come voleva Mario Leme. Paradise City va letto anche per il finale, a mio parere eccezionale. Non posso naturalmente rivelare nulla, ma vi dico solo questo: tutto torna, o come titola il libro di un altro amico scrittore “Tutto è come sembra”.»
  • PERFECT RIGOR di Masha Gessen su l’Opinione delle Libertà
    PERFECT RIGOR su l'Opinione delle Libertà. Così Luca Tedesco sul libro di Masha Gessen: «L’immagine di Perel’man che disdegna medaglie da appuntare sul petto e premi milionari e dalla periferia di San Pietroburgo posta nella Rete i suoi lavori accompagnandoli con e-mail ai colleghi dà certamente da riflettere a noi storici così inclini ad assegnare al nostro lavoro obiettivi etico-politici, pedagogici e di legittimazione di sistemi politico-istituzionali.»
  • PERFECT RIGOR di Masha Gessen su ‘O Magazine
    PERFECT RIGOR su 'O Magazine. Il raffinato mensile ospita, nel numero di dicembre 2018, una maestosa ricostruzione – a firma della giornalista Eleonora Barbieri – della storia di Grigorij Perel'man sulla base del libro di Masha Gessen. Il matematico russo ha scelto di negarsi al mondo che voleva usare la sua genialità come un trofeo da esibire.
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE di Aliya Whiteley su CrunchEd
    L'ARRIVO DELLE MISSIVE su CrunchEd. Così Paolo Perlini sul libro di Aliya Whiteley: «Siamo noi stessi a creare il futuro, prestando più o meno attenzione ai messaggi che ci arrivano. Volendo possiamo pure inceppare il destino, scombinargli le carte, riempire di buche la strada che sta tracciando per noi.»
  • IL TALENTO DEL CRIMINE di Jill Dawson recensito su Thriller Café
    IL TALENTO DEL CRIMINE su Thriller Café. Così Elvezio Sciallis: «Apparso in lingua originale con il titolo di The Crime Writer per Sceptre nel 2016, Il talento del crimine è arrivato sugli scaffali delle nostre librerie con la traduzione di Matteo Curtoni e Maura Paolini sull’onda di un grande successo di pubblico e critica in patria, che è valso al volume anche il premio East Anglian Book of the Year. Ne Il talento del crimine Jill Dawson riesce nella difficile impresa di offrirci sia una godibile narrazione di incubo, crimine e ossessione, sia di rendere omaggio a una delle più importanti scrittrici di quei generi, Patricia Highsmith, trasformandola nella credibile e verosimile protagonista della vicenda.»
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI su tysm-Philosophy and Social Criticism
    MEGLIO NON ESSERE MAI NATI su tysm- Philosophy and Social Criticism. Così il filosofo Francesco Paolella confutando la tesi di David Benatar: «Cosa c’è di più spontaneo e soddisfacente che dare la vita? Quale altro compito essenziale ha mai l’uomo su questa terra se non quello di perpetuare la specie, trasmettendo il proprio patrimonio genetico? Per cos’altro siamo venuti al mondo? Se però, almeno per un momento, immaginiamo che dare la vita, creare nuove persone, le quali a loro volta ne creeranno altre e così per un futuro indefinito, non sia un gesto così naturalmente giusto e che la procreazione non sia, per una sua autoevidenza elementare, un gesto su cui sia inutile discutere il senso e la moralità, ecco che tutto può ribaltarsi. Ed è quello che, appunto, Benatar fa in queste pagine.»
  • IL TALENTO DEL CRIMINE consigliato da Gabriele Ottaviani sul blog Convenzionali
    IL TALENTO DEL CRIMINE consigliato da Gabriele Ottaviani sul blog Convenzionali. «Jill Dawson ripercorre la vita e i romanzi di Patricia Highsmith, somma indagatrice dell’animo umano in tutte le sue eccentricità, i baratri cupi della mente, soprattutto di quella criminale.»
  • LA GABBIA DI VETRO consigliato da Gabriele Ottaviani sul blog Convenzionali
    LA GABBIA DI VETRO consigliato da Gabriele Ottaviani sul blog Convenzionali
  • IL TALENTO DEL CRIMINE di Dawson nella rubrica “Mani in alto” de “La Lettura” (CORRIERE)
    IL TALENTO DEL CRIMINE di Jill DAWSON segnalato nella rubrica “Mani in alto” de “La Lettura” (CORRIERE DELLA SERA di domenica 6 gennaio 2019). Così Roberto Iasoni: «un geniale thriller psicologico che dice molto sul mestiere di scrivere.»
  • La filosofa Rigotti parla di MEGLIO NON ESSERE MAI NATI alla RSI
    La filosofa Francesca Rigotti parla di MEGLIO NON ESSERE MAI NATI alla Radiotelevisione svizzera RSI. Ai microfoni del programma “In altre parole” di lunedì 7 gennaio 2019, Francesca Rigotti – collegandosi alle argomentazioni di David Benatar – si chiede se poi il dolore sia davvero un mostro da scacciare. E se, invece, al contrario agisse sull’uomo come insostituibile motore creativo?
  • IL TALENTO DEL CRIMINE consigliato da Luca Crovi su “Il Giornale”
    IL TALENTO DEL CRIMINE consigliato da Luca Crovi su “Il Giornale” – (Controcultura di domenica 6 gennaio 2019). «Atto d’amore nei confronti della letteratura noir di Patricia Highsmith, questo romanzo di Jill Dawson racconta la visione della realtà e della letteratura che ebbe la scrittrice americana, mescolando realtà e finzione.»
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE sul “Quotidiano del sud”
    L'ARRIVO DELLE MISSIVE sul "Quotidiano del sud" (28.12.18). Così Gianni Festa: «E’ un racconto prezioso quello che consegna Aliya Whiteley in "L’arrivo delle missive", Carbonio editore [...] un romanzo di formazione che parla di coraggio e sfida alle convenzioni.»
  • FUMO NEGLI OCCHI di Caitlin Doughty recensito sul blog N.7 rue de Grenelle
    Fumo negli occhi di Caitlin Doughty recensito sul blog N.7 rue de Grenelle (28.12.12.18). Così Stefania De Matola: «Un libro potente, divertente e profondo allo stesso tempo, che affronta con l’arma della lucidità e della cultura un tema che ai nostri giorni non può più essere visto secondo i vecchi canoni. La morte non deve più far paura e dobbiamo imparare a non rifiutarla, ma a celebrarla come aspetto fondamentale della vita.»
  • IL TALENTO DEL CRIMINE recensito sul “Quotidiano del Sud”
    IL TALENTO DEL CRIMINE recensito sul “Quotidiano del Sud” (27.12.12.18). «Spaventosi abissi della mente criminale e il misterioso potere della scrittura al centro del primo romanzo della scrittrice inglese Jill Dawson pubblicato in Italia.»
  • PARADISE CITY di Joe Thomas recensito su Thriller Café
    Paradise City di Joe Thomas recensito su Thriller Café (27.12.12.18). Così Francesca Mancini: «È un romanzo crudo che racconta senza mezzi termini la sofferenza e la rabbia dei più poveri e i limiti che una ristretta cerchia di persone senza scrupoli è disposta a superare in nome del dio denaro, della gloria, del finto progresso, dei vantaggi personali e non della comunità. Uno spaccato di vita reale che supera tristemente la fantasia.»
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI recensito su Lankenauta
    MEGLIO NON ESSERE MAI NATI recensito su Lankenauta (25.12.12.18). Così Luca Menichetti: «Le parole di Benatar – a suo dire motivate "non dall’antipatia per la specie umana, ma piuttosto dalla preoccupazione per il dolore di tutti gli esseri senzienti" (pp.242) – appariranno certamente un ardito e sconcertante esercizio intellettuale. Ma se poi consideriamo che già da tempo l’umanità, senza aver avuto bisogno del supporto di filosofi nichilisti, si sta incamminando verso una china assai inquietante e cruenta (distruzione delle risorse naturali, cambiamento climatico), allora anche i ragionamenti perturbanti che abbiamo letto in questo saggio potranno essere letti sotto una diversa prospettiva; quella dei nichilisti inconsapevoli.»
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI recensito da Francesca Rigotti su Doppiozero
    "Meglio non essere mai nati" recensito su Doppiozero (27.12.12.18). Così la filosofa Francesca Rigotti: «Pensarla al modo di Benatar è più che lecito – chi di noi non l'ha mai fatto? – come pure è lecito immaginare di evitare sofferenze alle persone impedendo che diventino tali, quindi non contribuendo a metterne al mondo di nuove. Molte e molti di noi che hanno avuto figli si sono chiesti, in relazione alla progenie – al figlio in genere, non a quella figlia o a questo figlio nello specifico, giacché nessuno può pretendere di sapere quale individuo specifico nascerà – se non hanno fatto un torto mettendola al mondo, magari per soddisfare un desiderio biologico e/o culturale di genitorialità. Perché il mondo è cattivo e i figli soffriranno varie forme di pene, morali e fisiche.»
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI recensito sul blog Filosofia e Letteratura
    "Meglio non essere mai nati" recensito sul blog Filosofia e Letteratura (22.12.18). Così lo studioso di Cioran, Antonio Di Gennaro: «Un saggio insolito (ma foriero di intuizioni e spunti interessanti) quello di Benatar, di un nichilista sui generis, che argomenta la tragicità della vita con acume concettuale e rigore logico. Egli cerca le ragioni del male di vivere, la causa radice che è a fondamento del dramma umano, e rinviene nella “nascita” il principio primo deplorevole (da aborrire) in quanto scandalo della ragione, fonte di inaudita e inammissibile infelicità.»
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI di Benatar recensito dal vaticanista Aldo Maria Valli
    "Meglio non essere mai nati" di David Benatar recensito dal vaticanista Aldo Maria Valli (22.12.18). «La vera differenza tra chi, come il sottoscritto, crede che la vita sia bene, e dunque sia bene perpetuarla, e chi, come Benatar, pensa che la vita sia male e dunque sia necessario estinguerla, è la disponibilità a rivolgersi alla trascendenza. Se ci fermiamo su un piano strettamente umano, il pessimismo totale di Benatar, per quanto possa essere sgradevole, ha inevitabilmente la meglio. Dunque, onore a questo avversario sincero e chiaro. Che mi permette di poter dire, da papà e nonno, che il regalo più prezioso che io possa fare ai miei figli e nipoti non è aiutarli a schivare dolore e sofferenza, ma invitarli a quaerere Deum, a cercare Dio. E, come direbbe Benedetto XVI, a lasciarsi trovare da lui.» Così, sul suo blog, il vaticanista Aldo Maria Valli nella sua risposta di cattolico al pessimismo totale del filosofo Benatar.
  • Quotidiano del Sud (Edizione Irpinia) consiglia “La gabbia di vetro” di Colin Wilson
    Sangue sui versi di William Blake. Il Quotidiano del Sud consiglia La gabbia di vetro di Colin Wilson.
  • IL TALENTO DEL CRIMINE su Libro Guerriero
    IL TALENTO DEL CRIMINE su Libro Guerriero. Così la studiosa Piera Carroli: “Verace, veridico, veritiero” (Dante). Dawson immagina appunto, attraverso un flusso di coscienza narrativo nella prima persona di Pat [Patricia Higsmith], l’intensificazione del disprezzo e dell’odio che culminano in un atto di violenza estrema, la trasgressione assoluta".
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI consigliato da “L’Indiscreto”
    MEGLIO NON ESSERE MAI NATI consigliato da "L'Indiscreto". Il libro del filosofo sudafricano intercetta lo spirito dei tempi operando smottamenti di senso e cambiamenti di paradigmi sia a livello filosofico sia sociale. "Benatar è tra i principali artefici, insieme a Thomas Ligotti e Eugene Thacker, dello sconfinamento di pessimismo e nichilismo nella cultura popolare", così lo studioso Andrea Cassini
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI recensito su “Satisfiction”
    MEGLIO NON ESSERE MAI NATI recensito su "Satisfiction". Così Stefano Scrima sul libro del filosofo David Benatar: «[...] è questa la sfida etica del libro. Benatar è perfettamente cosciente che le sue tesi sono profondamente impopolari e rigettate dalla maggior parte degli esseri umani, ma non per questo meno degne di essere ascoltate e valutate. Il suo è un punto di vista sull’esistenza che nel corso dei secoli abbiamo cercato in ogni modo di nascondere, forse per la vergogna che potremmo provare nel renderci realmente conto che vivere fa troppo male per augurarlo a qualcuno. Al lettore l’ardua sentenza.»
  • David Benatar intervistato da Vincenzo Fiore su “The Post Internazionale”
    David Benatar intervistato su "The Post Internazionale". Esce finalmente in italiano, per i tipi di Carbonio Editore, Meglio non essere mai nati. Il dolore di venire al mondo, il libro-manifesto del filosofo sudafricano David Benatar, massimo esponente del pensiero antinatalista. Lo studioso Vincenzo Fiore lo ha intervistato.
  • IL TALENTO DEL CRIMINE recensito su Lankenauta
    IL TALENTO DEL CRIMINE recensito su Lankenauta. Così Luca Menichetti: «Jill Dawson, “fan sfegatata di Patricia Highsmith”, ha scritto un’opera molto ambiziosa, sicuramente fuori da facili schemi, che attinge a piene mani dalla biografia della scrittrice americana, per quello che è stato definito sia “gioco letterario” sia “thriller psicologico”. Definizioni che possiamo considerare del tutto compatibili in virtù di un continuo oscillare tra riflessioni sulla genesi profonda del crimine (“gli abissi della mente criminale”) e sul rapporto tra traumi psicologici e scrittura. In prospettiva, per immergersi nei meandri di una mente ferita da antiche ossessioni e da costanti paranoie».
  • Special Jill DAWSON e IL TALENTO DEL CRIMINE su “Milano Nera”
    Special Jill DAWSON e IL TALENTO DEL CRIMINE su Milano Nera. Così Mirko Giacchetti: «Con Il talento del crimine Jill Dawson ha reso quasi reale la sua Patricia Highsmith. Non solo perché riesce a far assaporare anche al lettore il retrogusto di tutti gli alcolici che beve o annusare l’odore delle sigarette che fuma ma, soprattutto, perché riesce a ricreare la profondità psicologica e la dedizione per la scrittura del personaggio originale.» Intervista a Jill Dawson rilasciata durante il Noir in Festival.
  • DARK STAR di Oliver Langmead recensito su “La Poesia e lo Spirito”
    DARK STAR di Oliver Langmead recensito su "La Poesia e lo Spirito". Così lo scrittore Giovanni Agnoloni: «Un romanzo-poema spiazzante. Una versificazione prosastica radicata in un mondo buio. Un pianeta orbitante intorno a una stella oscura, alimentato e illuminato da fonti artificiali che sono ormai diventate più preziose di qualunque valuta. […] Un’indagine sulla falsariga provocatoriamente rovesciata dell’Infernodantesco, con un poliziotto, Virgil Yorke, accompagnato dall’amico Dante in un allucinato e allucinante itinerario attraverso i “gironi” dell’inferno distopico della città di Vox, e sospeso a metà tra due indagini: la morte sospetta di una ragazza andata in overdose di una particolarissima droga, la “luce liquida”, e il ben più inquietante furto di uno dei tre “Cuori”, essenziali fonti di energia per tutto il pianeta.»
  • UN DUBBIO NECESSARIO recensito su “The Blog Around The Corner”
    UN DUBBIO NECESSARIO recensito su The Blog Around The Corner. Con Un dubbio necessario il grande saggista e scrittore inglese Colin Wilson (Leicester 1931 - St. Austell 2013) gioca con lettori e personaggi, con il genere e con se stesso, a esempio intitola questo bel romanzo (di oltre 50 anni fa) come uno dei libri più celebri del suo protagonista: sia lode ai dubbi! Recensione pubblicata anche su La Bottega dei Barbieri.
  • Jill Dawson intervistata su “Contorni di Noir”
    Jill Dawson intervistata su "Contorni di Noir". La scrittrice e grande esperta di genere Cecilia Lavopa intervista l’autrice de "Il talento del crimine". Steccati di genere, letteratura biografica, identificazione con il materiale narrativo, questi tra i temi della conversazione
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI su IlGiornale.it
    MEGLIO NON ESSERE MAI NATI su IlGiornale.it. «"Meglio non nascere", così le teorie del filosofo anti-natalista hanno conquistato la società. Per David Benatar, filosofo sudafricano teorico dell'anti-natalità sarebbe meglio non riprodursi per evitare la sofferenza. E in molti inconsapevolmente sposano le sue tesi.»
  • SPECIAL JOE THOMAS e “PARADISE CITY” su Roots Highway
    SPECIAL JOE THOMAS e "PARADISE CITY" su Roots Highway. «São Paolo è una metropoli di dodici milioni di abitanti che guarda al futuro, e nulla potrà ostacolare la sua crescita. Nel suo ventre le automobili si muovono come in una lotta quotidiana, pressate nel traffico caotico, mentre il mantello dello smog copre l'intera area urbana, che si espande in quartieri, sobborghi, città nella città», così iniziano le note acute di Fabio Cerbone a proposito del romanzo di Thomas. Anche la prima domanda della densa intervista che Marco Denti fa a Thomas chiama in causa la più grande città brasiliana. «La prima impressione, leggendo "Paradise City", è che tutti i personaggi, a partire da Mario Leme, vivono in una città che non comprendono più, e che la città stessa, in qualche modo, sia la vera protagonista del romanzo. È così?» Uno special imperdibile da leggere.
  • LA GABBIA DI VETRO di Colin Wilson su Fantasy Magazine
    Fantasy Magazine saluta con entusiasmo la prima traduzione italiana de "La gabbia di vetro" di Colin Wilson: «Un thriller, un horror paranormale. Tutto e il contrario di tutto nel romanzo di Colin Wilson edito da Carbonio Editore.»
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE di Whiteley e LA GABBIA DI VETRO di Wilson su “Libri e Recensioni”
    "L'arrivo delle missive" di Aliya Whiteley e "La gabbia di vetro" di Colin Wilson su 'Libri e Recensioni'. A proposito del romanzo di Aliya Whiteley, la libraia e lettrice onnivora Tatiana Vanini scrive: «Un romanzo breve, pieno di sorprese, capace di catturare l'interesse del lettore dalle prime pagine e sorprenderlo nei capitoli successivi.» Mentre de "La gabbia di vetro", evidenzia: «non ha come fine ultimo la cattura del colpevole, l'importante è la mentalità dell'assassino. [...] La ricerca degli indizi parte da un iniziale esercizio mentale e dalla conseguente ricerca di conferme, in una girandola che porta ad un finale ricco di suspense e dall'evoluzione imprevedibile. Consigliato a tutti gli appassionati del giallo psicologico, "La gabbia di vetro" non deluderà, anzi, trasporterà in una nuova dimensione del noir.»
  • Jill Dawson intervistata sul blog letterario erikazini.com
    Jill Dawson intervistata sul blog letterario erikazini.com. «Tra ricostruzione storica e fiction, il romanzo di Dawson si dipana con naturalezza tra l’ambiente perfettamente ricostruito, la biografia della protagonista e numerosi segreti da svelare, interrogandosi sulle vere origini del male e ciò che porta a valicare il limite tra pensiero ed azione», la giornalista culturale Erika Zini introduce così "Il talento del crimine", spunto per una sua intervista altrettanto avvincente a Jill Dawson attorno alla genesi del romanzo e alla sua poetica autoriale.
  • Jill Dawson intervistata su “Ma Se Domani”
    Jill Dawson intervistata su "Ma Se Domani". L'intervista di Emanuele Manco in occasione della presentazione de "Il talento del crimine" all'edizione 2018 del Noir in Festival. L'intervista è stata ripresa anche sul network Diggita.tv
  • AgrPress segnala La GABBIA DI VETRO di Colin Wilson
    AgrPress segnala la prima traduzione italiana de La GABBIA DI VETRO (The Glass Cage) di Colin Wilson edito da Carbonio.
  • SCENARI consiglia “Il talento del crimine” di Jill Dawson
    Scenari consiglia "Il talento del crimine" di Jill Dawson
  • “Il talento del crimine” di Jill Dawson sulla rivista letteraria SATISFICTION
    Un assaggio de "Il talento del crimine" di Jill Dawson sulla rivista letteraria SATISFICTION.
  • Perfect Rigor recensito su “Domenica” de IL SOLE 24 ORE
    Perfect Rigor recensito su "Domenica" de IL SOLE 24 ORE (16.12.18). Masha Gessen, nell’impossibilità di intervistarlo, racconta la storia di Griša a partire dagli anni della sua formazione a Leningrado (l’odierna San Pietroburgo) attraverso la testimonianza di chi l’ha conosciuto [...]. Insieme alla biografia di Perel’man, dalle pagine di questo libro emerge un quadro della vita scolastica e accademica negli ultimi anni dell’Unione sovietica.
  • MEGLIO NON ESSERE MAI NATI di Benatar recensito su La Verità
    "Meglio non essere mai nati" di David Benatar recensito sul quotidiano La Verità (6.12.18). Così Francesco Borgonovo: «Il nostro è uno dei filosofi più famosi del globo, direttore del dipartimento di filosofia dell'Università di Città del Capo [...] Il rifiuto della riproduzione non è più un gesto egoistico, ma una manifestazione di altruismo: si evita a qualche povero innocente il dolore della nascita e della sopravvivenza.»
  • IL TALENTO DEL CRIMINE di Jill Dawson su ‘LIBERO Quotidiano’
    "Il talento del crimine" di Jill Dawson su 'LIBERO Quotidiano'. L'uscita italiana di un romanzo peculiare come Il talento del crimine di Jill Dawson – presentato con successo al Noir in Festival –, tributo alla regina del thriller psicologico Patricia Higsmith, diventa pretesto per una riflessione su vita e dissolutezza nei maggiori scrittori che scelsero di raccontare il male. Gianluca Veneziani, "Libero Quotidiano", mercoledì 5 dicembre 2018.
  • “Il mistero dell’orto di Rocksburg” su CLOSE UP
    "Il mistero dell'orto di Rocksburg" su 'CLOSE UP'. Così Alessandro Izzi: «Più che la soluzione dell’enigma della scomparsa di Jimmy, a K.C. Constantine sembra interessare prima di tutto l’ambiente di cui coglie atmosfere e suoni con fine osservazione. Lo aiutano dialoghi scritti in punta di penna. […] Ed è forse proprio questo il pregio maggiore del romanzo: questa sua capacità quasi cinematografica di restituire il senso attraverso l’azione e la parola.»
  • PERFECT RIGOR consigliato su Città Nuova da Oreste Paliotti
    "Perfect rigor" di Masha Gessen consigliato su 'Città Nuova' da Oreste Paliotti.
  • IL TALENTO DEL CRIMINE recensito sul sito ‘Libri e Recensioni’
    Il talento del crimine recensito sul sito Libri e Recensioni. «Un noir psicologico dalla bellezza tenebrosa, perfetto nel ritmo e nella trama. Un romanzo così ardito che sarà impossibile non amarlo», così Tatiana Vanini appassionata lettrice e libraia, sul romanzo di Jill Dawson.
  • PARADISE CITY di Thomas e IL TALENTO DEL CRIMINE di Dawson su “C-Side Writer”
    "Paradise City" di Joe Thomas e "Il talento del crimine" di Jill Dawson su C-Side Writer. Così Marco Ischia a proposito dell'hard bolied di Thomas: «Questa è la storia di una città, questa è la storia di São Paulo raccontata in tutta la sua contraddizione, dalle favelas dei poveri, ai palazzi dei ricchi e potenti. In mezzo ci sono le vite delle persone, vite che hanno un valore oppure che non ne hanno nessuno». Ε del romanzo di Dawson, Ischia scrive: «Un lavoro doppiamente interessante per chi conosce bene la biografia della Higsmith, ma altrettanto apprezzabile da chi è attratto dai lati oscuri della mente, dalle trame fangose dove tutto sembra essere diverso da quanto narrato. Un abile lavoro di depistaggio.»
  • PERFECT RIGOR recensito sulla rivista ‘Prisma’
    "Perfect Rigor" recensito sulla rivista 'Prisma'. La storia del matematico Grigorij Perel’man raccontata da Masha Gessen è «la metafora perfetta dell’impossibilita del genio di scendere a compromessi con la realtà degli uomini comuni», così Luca Alberini.
  • Jill Dawson parla del suo romanzo “Il talento del crimine” con Ira Rubini
    Jill Dawson, autrice de Il talento del crimine – e tra gli scrittori ospiti alla XXXVIII ed. del Noir in Festival, svoltosi a Milano e Como – parla del romanzo con Ira Rubini nel programma "Cult" di Radio Popolare. Quello di Dawson è un romanzo che, pur presentando i topoi del genere, si legge a diversi altri livelli.
  • Su “La Lettura” del CORRIERE DELLA SERA David Benatar dialoga con Giulio Giorello
    Su “La Lettura” del CORRIERE DELLA SERA (numero di domenica 2 dicembre 2018), David Benatar dialoga con Giulio Giorello a proposito della pubblicazione italiana di Meglio non essere mai nati. Il dolore di venire al mondo a 10 anni dalla sua uscita. Due pensatori di due Paesi lontani, un filosofo della Scienza – italiano –, e un filosofo morale, studioso di Bioetica – sudafricano –, conversano di antinatalismo, “l’idea che noi non dovremmo portare all’esistenza nuovi esseri senzienti, esseri umani inclusi”. Benatar: «Ho scritto questo libro non nell’illusione che esso faccia una (grande) differenza nel numero di persone che ci saranno in futuro, ma nella convinzione che quanto ho da dire debba essere detto, a prescindere che sia accettato o meno».
  • IL TALENTO DEL CRIMINE di Jill Dawson su Fantasy Magazine
    Il talento del crimine su Fantasy Magazine. Nel romanzo di Jill Dawson suspense e meta-letteratura si incontrano, presentando la scrittrice Patricia Highsmith nei panni di protagonista. Una strada insolita dagli esiti esaltanti. Le note di Emanuele Manco.
  • Il Brasile senza sconti di Joe Thomas consigliato sul Quotidiano del Sud
    Il Brasile senza sconti di Joe Thomas consigliato sul Quotidiano del Sud. La recensione di PARADISE CITY del direttore Gianni Festa.
  • la Repubblica – L’ARRIVO DELLE MISSIVE di Aliya Whiteley
    L’arrivo delle missive di Aliya Whiteley recensito sull’inserto “Robinson” de la Repubblica. Così Luigi Gaetani: «Aliya Whiteley confeziona un romanzo avvincente e sorprendente, che “fluttua” – è il caso di dirlo – felicemente e senza paura tra generi diversi: un po’ diario adolescenziale e un po’ fantasy distopico, con atmosfere – riuscite – da favola gotica.»
  • Jill Dawson intervistata su La Lettura del CORRIERE DELLA SERA (25.11.18)
    Jill Dawson intervistata su La Lettura del CORRIERE DELLA SERA (25.11.18). Così l'autrice de Il talento del crimine nel dialogo con la giornalista Cristina Taglietti: «Tom Ripley è una creazione unica, il serial killer più originale e più credibile della letteratura. Sono stato molto sorpresa di scoprire che negli anni Sessanta Patricia Highsmith viveva vicino a me in un villaggio nel Suffolk, la campagna inglese. Così ho iniziato a indagare e a fare ricerche [...] Sono molti gli aspetti di questa scrittrice che amava le donne, depressa, alcolista, ossessiva, ad aver affascinato Jill Dawson. «A cominciare dal fatto che, nonostante tutto questo, abbia continuato a scrivere. Era determinata, intelligente e ha cercato di combattere i suoi demoni con il duro lavoro. Penso che abbia avuto una visione unica della natura del male e abbia saputo analizzare come pochi altri da dove proviene la violenza. Io ho cercato di mostrare che dentro di sé era in contatto con sentimenti di rabbia, impotenza e gelosia. Amava esplorare fin dove possono portare questi sentimenti».
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE recensito su La Bottega del Barbieri
    L'arrivo delle missive recensito su La Bottega del Barbieri. Così Daniele Barbieri: «Quante cose – ci ricorda implicitamente Aliya Whiteley – erano innominabili (anzi impensabili) 100 anni fa, specie se si era una fanciulla “per bene” e dunque si valeva zero o al massimo zerovirgola».
  • L’ARRIVO DELLE MISSIVE di Aliya Whiteley su Fantasy Magazine
    L'arrivo delle missive su Fantasy Magazine. Emanuele Manco annuncia la pubblicazione del nuovo libro di Aliya Whiteley - dopo La Bellezza.
  • PARADISE CITY su Lankenauta. Oltre il noir, oltre l’hardboiled, quando la letteratura diventa più vera della realtà.
    Paradise City su Lankenauta. Oltre il noir, oltre l'hardboiled, quando la letteratura diventa più vera della realtà. Così Luca Menichetti: «l’ambientazione, “la megalopoli sudamericana”, le favelas di Paraisópolis, esibiscono qualcosa di più rispetto un ordinario “noir”: un contesto storico e sociale degradato e degradante che ha pochi uguali, almeno a confronto di altri romanzi di genere, incentrati quasi esclusivamente “sull’attitudine a sondare le pulsioni più oscure che si agitano nelle mente umana” (J. De Michelis). Balza agli occhi una megalopoli caratterizzata da squilibri sociali enormi e – non può essere altrimenti – da una “gentrificazione” spudorata, nonché da una corruzione che, concretizzando l’etimologia di con – rumpere, mina alle basi le fondamenta delle istituzioni brasiliane.»
  • FIGLIO UNICO di Mei Fong su “Domenica” del Sole 24 Ore
    FIGLIO UNICO. Passato e presente di un esperimento estremo di Mei Fong su "Domenica" del Sole 24 Ore. Così il filosofo Ermanno Bencivenga: "Non è stato un buon affare: crudeltà e abusi non hanno nemmeno l'alibi di aver fornito vantaggi strumentali. Forse, prima di giocare con le vite umane, sarebbe stato bene esercitare un minimo di cautela".
  • RADICAL consigliato su Città Nuova da Oreste Paliotti
    Radical consigliato su Città Nuova da Oreste Paliotti. Il percorso di deradicalizzazione di Maajid Nawaz diventa esempio di "pace e libertà contro ogni estremismo".
  • “La Bellezza” recensito su N.7 rue de Grenelle
    La Bellezza recensito su N.7 rue de Grenelle. Così Stefania Matola: "Era da tanto che desideravo leggere un libro come questo: straordinario nella sua poetica crudezza e che inchioda il lettore costringendolo a riflettere sull'essere umano".
  • SPECIAL Il talento del crimine di Jill DAWSON su “THRILLER NORD”
    Il talento del crimine recensito su THRILLER NORD. Così Giulia Manna sul libro double face di Jill Dawson, thriller psicologico, da un lato, intreccio di fiction e biografia, dall'altro: «È entusiasmante ripercorrere l’esistenza della Highsmith, trovare pezzi delle sue opere, metafore dei suoi temi preferiti, del suo pensiero e vedere come la Dawson li assembla e li pittura di nero per noi.»
  • “I piedi di Abdullah” recensito su LIBROGUERRIERO
    "I piedi di Abdullah" recensito su Libro Guerriero. Così la studiosa Piera Carroli: «Hafid Bouazza è uno scrittore sicuro di sé con uno stile esuberante. La sua tendenza a decorare il mondo con le parole e il suo rifiuto di farlo con moderazione non sono semplici capricci. Quest’uomo ha il soggetto, la tavolozza e la mano fiammeggiante di un pittore. In ognuna delle otto storie una partita è giocata con la tradizione. Sono quasi tutti ambientati nella patria dello scrittore e raffigurano il potere calante delle autorità onorate dal tempo.»
  • PERFECT RIGOR recensito su Maddmaths!
    Perfect Rigor recensito su Maddmaths! Nicola Ciccoli elogia la storia che Masha Gessen trae dalla passione integrale e assoluta di un outsider della matematica come Grigorij Perel'man.
  • SPECIAL MANGIALIBRI SU PAUL HOOVER E “SAIGON, ILLINOIS”
    SPECIAL MANGIALIBRI SU PAUL HOOVER E "SAIGON, ILLINOIS". La guerra del Vietnam raccontata dall'homefront a stelle a strice. «Saigon, Illinois – finora colpevolmente trascurato dagli editori italiani – è un esempio perfetto di questo secondo tipo di narrazioni dell’incubo del Vietnam [...]. Una cartolina disincantata che ci arriva da luoghi, anni e momenti che forse andrebbero privati della luccicante patina di leggenda che ancora li ricopre», così David Frati, direttore di Mangialibri.
  • Oltre il genere: ‘Un dubbio necessario’ recensito su Thriller Café
    Oltre il genere: Un dubbio necessario recensito su Thriller Café. Così Alberto Odone sulla prima pubblicazione italiana del romanzo di Colin Wilson del 1964: «pur avendo un impianto di ricerca e investigazione ben delineato, elude il genere e si colloca in una zona grigia fra il conte philosophique e il mistery. Opera sofisticata per palati fini, si muove fra citazioni di Heidegger e Nietzsche, Bultmann e Jaspers ma alla fine può tranquillamente essere assaporata anche da chi non sia un appassionato di filosofia ma semplicemente ami i grandi misteri celati nella mente umana».
  • AVVENIRE – Perfect Rigor di Masha Gessen
    Perfect Rigor di Masha Gessen recensito su Avvenire. Così Simone Paliaga: “Affascinante la ricostruzione delle circostanze che promuovono l’ascesa del matematico nel mondo della scuola e della ricerca sovietiche […]. Nel sistema dei soviet i talenti di Perel’man emersero fin da subito e lui fu incoraggiato a intraprendere un cammino che dalla fredda Leningrado lo porterà a dimostrare la Congettura di Poincaré grazie a un sistema che, pur tra molti limiti, non impedì l’affermarsi dell’eccellenza". L'emergere della genialità umana può essere in parte agevolata dal contesto. Grigorij Perel'man godette di un sistema di istruzione pubblica d’eccellenza, strutturato sì per stimolare la competizione tra gli allievi ma, al contempo, capace di trasmettere una metodologia che una mente eccezionale mutuava in rigore perfetto.
  • Intervista di Guido Caldiron a Joe Thomas sul manifesto (3.11.2018)
    Intervista di Guido Caldiron sul manifesto di sabato 3 novembre 2018 a Joe Thomas, autore di Paradise City. “Il romanzo criminale della crisi brasiliana”, lo stesso libro che avrebbe potuto scrivere il neopresidente Jair Bolsonaro, ma da un punto di vista diametralmente opposto.
  • Il Fatto Quotidiano – PARADISE CITY recensito nella rubrica D.C. (Dopo Christie)
    Paradise City recensito da Fabrizio D'Esposito nella rubrica D.C. (Dopo Christie) del "Fatto Quotidiano". Il noir metropolitano di Joe Thomas racconta come "l'illusione di progresso" del gigante del Sudamerica, messa in moto dal riformismo dell'ex presidente Lula, sia stata sconfitta da un'inscalfibile corruzione.
  • Paradise City su “Il Cittadino”
    Paradise City su "Il Cittadino". Così Marco Denti: «Thomas muove il suo detective in una metropoli che affonda nel noir, tra corruzione, misteri, violenze e profonde disuguaglianze sociali.»
  • SPECIAL Paradise City su “Thriller Nord”
    Paradise City su "Thriller Nord". Così Antonia del Sambro: Il romanzo di Thomas apre il focus su scenari semisconosciuti, incastrati come un tumore maligno in una delle megalopoli sudamericane più vaste. San Paolo allora diventa uno stato d’animo che muta a seconda di dove si abita e di che mestiere si faccia. Lo stesso Leme, protagonista straordinario e originale, è un poliziotto cittadino, che nella mentalità del luogo equivale poco più che a un impiegato comunale, dato che tutto il potere di azione, di vita e di morte è saldamente nelle mani della polizia militare. Comprendere il Sudamerica allora diventa una sfida tra i lettori e l’autore che non risparmia descrizioni, dialoghi, azione e sentimento in un thriller tra i più singolari di questo autunno letterario. Un romanzo intenso, bellissimo e agghiacciante allo stesso tempo.
  • “Perfect Rigor” di Masha Gessen recensito su C-Side Writer
    "Perfect Rigor" di Masha Gessen recensito su C-Side Writer. «Leggendo questo libro si scopre che nel mondo esistono realtà che fanno della terra un insieme di mondi talmente eterogenei ed esclusivi tra loro da chiedersi quasi come possano coesistere. Mondi in cui le persone dedicano totalmente loro stessi a un obiettivo per anni, riuscendo quasi a dimenticarsi che esiste tutto il resto, o quantomeno da ignorare volutamente che esiste.»
  • “Perfect Rigor” recensito su LIBROGUERRIERO
    Sul blog "Libro Guerriero", la scrittrice Marilù Oliva loda la pubblicazione di Perfect Rigor da parte di Carbonio Editore. Il libro di Masha Gessen parla sì di matematica ma anche di matematici, della loro antropologia così particolare, che diventa particolarissima quando si tratta di geniali matematici russi come Grigorij Perel'man.
  • PERFECT RIGOR recensito su “Il Troubadour”
    "Perfect Rigor" recensito su Il Troubadour. La russista Virginia Pili racconta in una recensione vivace e avvincente la storia di Grigorij Perel’man.
  • “Un dubbio necessario” recensito su NERO CAFÈ
    Un dubbio necessario recensito su "Nero Café". La recensione di Tatiana Sabina Meloni del libro di Colin Wilson.
  • PARADISE CITY di Joe Thomas su “BooksSpecial” e sul mensile “Buscadero”
    PARADISE CITY di Joe Thomas su BooksSpecial e sul mensile Buscadero. Il detective della Polícia Civil Mario Leme viene spinto «a inoltrarsi in un labirinto borgesiano fatto di case vuote, porte che si aprono e si chiudono, edifici che collassano, donne che scompaiono, diseredati che vagano come spettri e autorevoli membri della comunità coinvolti in ogni possibile speculazione.» Così Marco Denti nella sua bellissima recensione prodiga di rimandi quanto mai calzanti e suggestivi – dall'urbanista Lewis Mumford, al sociologo Massimo de Felice fino all'immenso Borges. E in allegato sul numero di "Buscadero" di dicembre 2018.
  • Special di Convenzionali su PARADISE CITY
    'Paradise City' recensito su "Convenzionali". «una storia che trascende il genere, potentissima, acuta, intensa, emozionante, vibrante, di fortissimo impatto dal punto di vista sociale, etico, economico, culturale, politico, in questi tempi in cui soffia forte il vento del populismo, del sovranismo, dell’intolleranza, della xenofobia, dell’omofobia», così Gabriele Ottaviani sul romanzo di Joe Thomas. L'Agenzia Stampa AgrPress dà notizia della pubblicazione di Paradise City di Joe Thomas per Carbonio Editore.
  • “Estasi: istruzioni per l’uso” recensito su BOSSY.IT
    'Estasi: istruzioni per l’uso' recensito su "Bossy.it". L'accurata e appassionata recensione di Alessandra Vescio evidenzia come per secoli l'estasi e in generale il lasciarsi andare sia stato stigmatizzato in diversi modi. Il lavoro di Jules Evans, il suo approccio soggettivo ma rigorosamente documentato e denso di rimandi, ci dice quanto può essere positivo e vitalistico perdere il controllo.
  • BAGLIORI FATUI recensito sul “manifesto”
    BAGLIORI FATUI recensito sul "manifesto". Lontano dalle atmosfere glam-futuristiche di tanta letteratura nipponica recente e meno recente, i racconti di Miyamoto Teru, pur ambientati in quegli anni Sessanta del ‘900 di generale ripresa economica, rimandano a un’idea del Giappone a cui il lettore occidentale è poco abituato, un’angolazione estremamente interessante da scoprire, quello della dolente umanità di un sobborgo della metropoli di Osaka. “Tra sale di mahjong, alcolismo, violenza famigliare e soprusi scolastici, c’è poco del Giappone patinato e luccicante che veniva venduto dai media all’epoca rimembrata dall’autore o nel periodo in cui i racconti furono pubblicati”, così Matteo Boscarol.
  • PERFECT RIGOR recensito dalla giornalista e critica letteraria Erika Zini
    PERFECT RIGOR recensito dalla giornalista e critica letteraria Erika Zini. Il libro di Masha Gessen è diverse cose insieme, ma è soprattutto un'indagine attorno allo scienziato russo Grigorij Perel'man, risolutore di problemi matematici di straordinaria complessità come la Congettura di Poincaré ma destinato a restare un mistero.
  • “Il mistero dell’orto di Rocksburg” recensito su La Bottega del Giallo
    "Il mistero dell'orto di Rocksburg" recensito su La Bottega del Giallo. Così Antonia Del Sambro sul romanzo di Constantine: «un giallo di altri tempi. Un misto tra i lavori della Christie e quelli di Simenon dove i dettagli e i dialoghi contano molto più della storia in sé. Il lettore è affascinato e conquistato dall’atmosfera americana di provincia, dalla società multietnica, dal mistero che sembra avviluppare ogni protagonista della storia.»
  • “Morire per le idee” recensito sul blog FILOSOFIA e LETTERATURA
    "Morire per le idee" recensito sul blog Filosofia e Letteratura. Nel suo denso saggio critico, Antonio Di Gennaro sottolinea il pregio della chiarezza espositiva di Bradatan così: «Bradatan conduce il lettore (anche quello “alle prime armi”, cioè inesperto di questioni filosofiche), su un terreno facilmente comprensibile, stimolante, appassionante, che sprona (autenticamente) il pensiero a pensare e non a disperdersi (inutilmente) nei meandri oscuri dei giochi linguistici, ad arzigogolare intorno a concetti astrusi, come se la filosofia fosse un inutile “passatempo” per pochi eletti. [...] Il libro di Bradatan è un libro avvincente che (volutamente) si discosta dalla tradizione “accademica”, universitaria: da tutti coloro che concepiscono la filosofia come “professione” riservata ad una élite, puro esercizio storiografico [...], sapere tecnico». Morire per le idee coinvolge perché della filosofia restituisce un'idea vitalistica, inclusiva e piena di suggestioni.
  • “Estasi. Istruzioni per l’uso” recensito su Mangialibri
    "Estasi: istruzioni per l'uso" recensito su Mangialibri. Così Maria Cristina Coppini: "L’autore vuole rivolgersi a tutti nella convinzione che non sia importante scoprire l’origine delle estasi, quanto arrivare a capire e far capire che in ogni caso l’estasi sono esperienze positive, che possono influenzare la vita e renderla migliore, che facilitano le relazioni umane e dare un senso alla propria vita."
  • “Pellegrini del sole” recensito su LIBROGUERRIERO
    "Pellegrini del sole" recensito su Libro Guerriero. Quello di Fagan è un bildungsroman perfettamente calato nello spirito dei tempi. L'autrice scozzese «scrive di adolescenze complesse e adolescenti coraggiose. Di paesaggi estremi e ere glaciali». La professoressa Piera Carroli, accademica sensibile ed esperta di voci femminili, mette in risalto il lirismo della prosa di Pellegrini del sole e la suggestiva raffinatezza dell'impianto narrativo.
  • “Un dubbio necessario” su Mangialibri
    "Un dubbio necessario" su Mangialibri. Esistenzialismo & Swinging London all'origine del noir psicologico. Secondo Damiano de Tullio, il libro di Colin Wilson anticipa il noir psicologico arricchendolo di tematiche squisitamente filosofiche come l'esistenzialismo, il nichilismo, il superomismo nietzschiano.
  • PERFECT RIGOR di Masha Gessen recensito su “Liberi di Scrivere”
    PERFECT RIGOR di Masha Gessen recensito su "Liberi di Scrivere". «Non solo una biografia, ma un vero e proprio viaggio nella matematica, nell’animo e nella mente di un uomo che dei numeri ha fatto una ragione di vita», così Viviana Filippini nella sua appassionata recensione del libro di Gessen.
  • PERFECT RIGOR recensito sul manifesto (domenica 30.09.2018)
    Perfect Rigor recensito sul manifesto - "Congetture approvate nelle vite che non tornano" (domenica 30.09.2018). Il fisico teorico Andrea Capocci traccia un percorso della complessa biografia di alcuni matematici del Novecento, che si chiude con quella di Grigorij Perel'man, oggetto dell'investigazione narrativa di Masha Gessen, appena pubblicata da Carbonio. L'assenza e il silenzio scelti e imposti dallo scienziato russo consentono l'imporsi maestoso delle sue sole idee. Come se la parabola di Perel'man volesse dirci in ultima analisi che le idee per nutrirsi, svilupparsi, espandersi e ispirare devono circolare senza il necessario accompagnamento di una presenza generatrice anche soverchiante. Questo accade con particolare evidenza nella matematica. Questo accade con evidenza ancora maggiore per Grigorij Perel'man e la sua risoluzione della congettura di Poincaré.
  • RADICAL e I FRATELLI TSARNAEV recensiti su L’Espresso
    Radical e I fratelli Tsarnaev recensiti su L'Espresso (numero del 29 settembre 2018). Il terrorismo è tema che accomuna diverse recenti pubblicazioni in Italia. Tra i titoli dell'indagine di Giuliano Battiston risaltano il viaggio dal fondamentalismo islamico alla democrazia dell'anglopakistano Maajid Nawaz e la moderna tragedia americana degli jihadisti ceceni Tamerlan e Jahar Tsarnaev, gli attentatori della maratona di Boston del 15 aprile 2003, la cui storia è raccontata da Masha Gessen.
  • Il pensiero antinatalista al centro di un reportage del settimanale “D” – la REPUBBLICA delle DONNE (n. di sabato 29/09/2018)
    Il pensiero antinatalista al centro di un reportage del settimanale "D" - la REPUBBLICA delle DONNE (numero di sabato 29 settembre 2018). Mara Accettura indaga le ragioni degli antinatalisti, fautori di un'estinzione dell'umanità, che non può che essere benefica. Accanto a quelle all'insegna di un'etica ambientalista portata all'estremo, spiccano le argomentazioni di DAVID BENATAR, colui che ha fatto dell'antinatalismo un sistema filosofico. Il 29 novembre Carbonio pubblicherà per la prima volta in italiano il suo libro-manifesto MEGLIO NON ESSERE MAI NATI. Il dolore di venire al mondo, che tanto scalpore ha suscitato e continua ha suscitare sin dalla su aprima uscita nel 2006.
  • PERFECT RIGOR di Masha Gessen recensito su Lankenauta
    PERFECT RIGOR di Masha Gessen recensito su Lankenauta. Dal libro di Gessen si evince che Grigorij Perel'man fosse «comunque destinato sia a svelare il suo assoluto genio matematico, sia poi ad isolarsi dal mondo: tutto quello che lo ha fatto diventare una sorta di leggenda vivente, suo malgrado».
  • “Sei malattie dello spirito contemporaneo” recensito sul blog FILOSOFIA e LETTERATURA
    "Sei malattie dello spirito contemporaneo" recensito sul blog FILOSOFIA e LETTERATURA. Lo studioso Antonio Di Gennaro saluta con entusiasmo la nuova edizione curata da Carbonio (traduzione di Mira Mocan) del libro da tempo fuori catalogo di Constantin Noica. Questo ricco contributo critico ci introduce alla figura del pensatore, "il maggior filosofo sistematico romeno del Ventesimo secolo", alla sua amicizia con Ionesco, Eliade, Tutea ma soprattutto con Emil Cioran, alla Romania degli anni '30 e del II dopoguerra, analizzando quindi nel dettaglio le 6 malattie teorizzate da Noica.
  • “La Bellezza” recensito su MANGIALIBRI
    "La Bellezza" recensito su Mangialibri. Sara Cabitta analizza le atmosfere conturbanti del romanzo di Aliya Whiteley
  • FUMO NEGLI OCCHI recensito su “Mangialibri”
    FUMO NEGLI OCCHI recensito su Mangialibri. L'innovatività di un testo come quello di Doughty sta nella sua oggettività. Lavorando nell'industria funebre, l'autrice sa esattamente di cosa parla. Così Michela Meloni: «il lettore che si è sempre posto domande sulla morte ne ha ricevuto in cambio unicamente punti di vista filosofici, religiosi o nichilisti tout court», ora si trova finalmente davanti a un testo completamente diverso. D’altronde, Caitlin Doughty è colei che «ha fondato, nel 2011, “The Order of the Good Death” che si occupa di informare le persone sulle questioni pratiche riguardante la fine dei propri cari e la propria, e di contribuire a scardinare il tabù della morte dalla cultura americana». Non solo americana, aggiungiamo noi.
  • PERFECT RIGOR di Masha Gessen recensito su “il Post”
    PERFECT RIGOR di Masha Gessen recensito su "il Post". 'Perfect Rigor' racconta un viaggio, "non un teorema”, scrive il matematico Maurizio Codogno. Ed è proprio questo il libro di Masha Gessen: un affascinante viaggio nella matematica, che ci offre finalmente una visione umanistica di questa materia, cosa di cui al giorno d’oggi abbiamo tantissimo bisogno.
  • LA LETTURA del Corriere della Sera recensisce PERFECT RIGOR di Masha Gessen
    PERFECT RIGOR di Masha Gessen recensito su LA LETTURA del Corriere della Sera – Domenica 16 settembre 2018. L’accurata analisi del filosofo della Scienza Stefano Gattei entra nel dettaglio di cosa sia la Congettura di Poincaré e, così facendo, chiarisce la portata della dimostrazione di Grigorij Perel’man a un secolo dall’enunciato del grande enigma matematico. Inoltre, “Gessen – sottolinea lo studioso – conduce abilmente il lettore nelle torbide acque della matematica sovietica degli anni Settanta e Ottanta”, così che Perfect Rigor risulta essere “un libro accessibile su un genio inaccessibile”.
  • Il Fatto Quotidiano – La Libromante: PERFECT RIGOR è nell’oroscopo di Camilla Tagliabue
    PERFECT RIGOR è nell’oroscopo della Libromante Camilla Tagliabue sul Fatto Quotidiano del 17 settembre 2018. Per tutti quelli del segno dell’Acquario: “L’interesse per un problema dipende da quante possibilità si hanno di risolverlo.”
  • PERFECT RIGOR recensito sul blog Convenzionali
    PERFECT RIGOR recensito sul blog Convenzionali. Gabriele Ottaviani sottolinea come quello di Masha Gessen sia in ultima analisi un libro che mette al centro valori molto detti e propagandati ma poco o niente applicati; quelli dell’“onestà, il rigore morale, la disciplina, la dignità, la serietà, il senso del dovere”. “ Alcuni fra i fondamentali temi di questo monumentale volume, che racconta la tragica, misteriosa, eccentrica, ossessiva storia, particolare e individuale e intessuta con quella generale e collettiva, di un genio, senza se e senza ma, con ogni evidenza deluso dal mondo”.
  • AGRPRESS – “Perfect Rigor” di Masha Gessen
    La storica agenzia di stampa Agr consiglia la lettura di Perfect Rigor di Masha Gessen riprendendo la nostra newsletter.
  • Un dubbio necessario recensito su “Contorni di Noir”
    "Un dubbio necessario" recensito su Contorni di Noir. Michele Finelli ci rende partecipe della sua gioia di lettore nel constatare come scritti di decenni fa mantengano inalterati la “loro attualità” e il “loro brio” e come nella apparente e iniziale sfuggevolezza risieda il fascino, e lo sprone a immergervisi, di Un dubbio necessario. A riprova che Colin Wilson sia autore di razza da conoscere o riscoprire.
  • “Bagliori fatui” di Miyamoto Teru recensito su DOPPIOZERO
    "Bagliori fatui" di Miyamoto Teru recensito su DOPPIOZERO. Tra recensione e monografia, Matteo Maculotti introduce splendidamente i racconti del grande scrittore giapponese, restituendo appieno il senso ultimo di un'intera poetica.
  • “Un dubbio necessario” recensito da Luca Menichetti su LANKENAUTA
    Tra conte philosophique e giallo esistenzialista, il romanzo di Wilson è un maestoso omaggio al vitalismo del dubbio.
  • RADICAL: Il viaggio interiore di Maajid Nawaz consigliato dall’UAAR
    RADICAL consigliato dall'UAAR. L’illuminante racconto del viaggio interiore di Maajid Nawaz dall’adesione al fondamentalismo islamico all’impegno per diffondere i principi della democrazia è tra le proposte di lettura di A ragion veduta – Il mondo osservato dall’Uaar.
  • “Il mistero dell’orto di Rocksburg” sul mensile Buscadero (09/2018)
    Il mistero dell'orto di Rocksburg di K.C. Constantine avvince anche il mensile Buscadero (numero di settembre 2018). Così Marco Denti: «l'ispettore Balzic conduce le indagini passando da un bar all’altro, dove prende forma una carrellata di volti e di storie. K.C. Constantine mette le persone davanti a tutti: i personaggi schizzano sulla pagina, sono vitali, vividi, anche quando gli tocca una singola apparizione»
  • FUMO NEGLI OCCHI recensito su “The Catcher”
    FUMO NEGLI OCCHI recensito su "The Catcher". Così, Serena Fumero, ideatrice e co-fondatrice del Salone del Lutto, sul libro di Caitlin Doughty: «Tema centrale di Fumo negli occhi è proprio la perdita di contatto della nostra cultura con la morte: secondo Doughty, ignorare la transitorietà delle cose e la fragilità della vita ci impedisce di attribuire i giusti valori alle cose che ci accadono».
  • “Il mistero dell’orto di Rocksburg” recensito su NERO CAFÈ
    NERO CAFÈ – Tatiana Sabina Meloni paragona il romanzo di Constantine a 'Ruggine americana', capolavoro di Philipp Meyer: «Ambedue i testi sono pregni di decadenza e malinconia e raccontano un’America dove il progresso è imploso, lasciando nella società e quindi nelle persone stesse una profonda amarezza: nessuno combatte più, tutti si trascinano nell’indolenza e nella sicurezza di qualche assegno statale, in un paesaggio statico e immutabile in cui il male, spesso, è in agguato travestito da bene e viceversa».
  • ‘Il mistero dell’orto di Rocksburg’ recensito su “C-Side Writer”
    Il mistero dell'orto di Rocksburg recensito su "C-Side Writer". Marco Ischia definisce il romanzo di K.C. Constantine «un libro che non racconta solo una storia di una piccola cittadina americana sospesa nella crisi economica provocata dalla chiusura di una miniera di carbone, ma [...] anche dell’esistenza, del modo di vivere, del modo di essere delle persone. Perché quando Mario Balzic ci parla, loro raccontano, chi sono, cosa fanno, da dove vengono, ma anche chi sono stati, cosa faranno, e dove andranno.»
  • Il Giornale segnala Jill Dawson – domenica 2 settembre 2018
    Le uscite di Perfect Rigor (Masha Gessen), Meglio non essere mai nati (David Benatar), Il talento del crimine (Jill Dawson) preannunciate dal quotidiano Il Giornale: Stefania Vitulli saluta con entusiasmo la scossa tellurica alla stagione autunnale del 2018 impressa dal lavoro accuratamente agguerrito dei giovani editori indipendenti come Carbonio.
  • Perfect Rigor recensito su “BooksHighway” da Marco Denti
    Perfect Rigor recensito su "BooksHighway" da Marco Denti. Il ritratto di Masha Gessen è funzionale a un’ossessione e la sua ricostruzione è un’indagine coraggiosa che si inoltra nei meandri delle comunità universitarie e nel fragile equilibrio tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica (atemporale e antisemita) e la Russia poi. La serie di indizi che si spalanca è una rete che tende ad avvicinarsi alla preda, l’unica possibilità di elaborare un’identità senza averne accesso diretto. [...] [Gessen] trasforma l’inseguimento a Grigorij Perel’man in un avvincente labirinto. [...] In Perfect Rigor, c’è una scoperta (enorme) fatta da un matematico ascetico che non la vuole barattare per ragioni accademiche, spettacolari o economiche. Il suo isolamento è palpabile: quella di Grigorij Perel’man è “una forma delirante di onestà”, ma la presunta eccentricità è dovuta alla dedizione totale e incontrastata alla materia e alla sua paradossale costituzione.
  • L’editore Carbonio intervistato dal blog letterario ‘N.7 rue de Grenelle’
    L'editore Carbonio intervistato dal blog letterario 'N.7 rue de Grenelle'. Carbonio: testi nutritivi e illuminanti, che sfidano il tempo.
  • “Un dubbio necessario” recensito su LIBROGUERRIERO
    Un dubbio necessario recensito su LIBROGUERRIERO. Paola Rambaldi mette in risalto la linfa filosofica che pervade il mystery di Colin Wilson. Accogliendo il lettore, il grande outsider della letteratura inglese del '900 si chiede e chiede: «È possibile che nonostante il nostro progresso e le scoperte ci fermiamo ancora alla superficie della vita e che l’intera storia del mondo sia stata fraintesa?»
  • “Perfect Rigor” recensito sul blog N7 Rue de Grenelle
    "Perfect Rigor" recensito sul blog N7 Rue de Grenelle. Stefania De Matola – blogger e matematica – evidenzia come la storia del matematico Grigorij Perel'man, raccontata dalla giornalista Masha Gessen, sia in ultima analisi un'indagine seducente sul mistero della natura umana.
  • ‘Saigon, Illinois’ recensito su “Domenica” de IL SOLE 24 ORE dallo scrittore Vittorio Giacopini
    Saigon, Illinois è un (gran) libro di guerra, senza la guerra. «Hoover racconta l’America – e la sua guerra – in contrappunto, guardando anche al Vietnam (ma non solo al Vietnam, anche al ’68 ovviamente, e al ‘movimento’) attraverso le lenti di un cannocchiale, ma alla rovescia.»
  • ‘Fumo negli occhi’ e ‘Saigon, Illinois’ recensiti da Gian Paolo Serino su “La Provincia di Como”
    Fumo negli occhi e altre avventure dal crematorio e Saigon, Illinois recensiti da Gian Paolo Serino su “La Provincia di Como”, “La Provincia di Sondrio” e “La Provincia di Lecco”. Serino rimarca l’assenza di funereità nel memoir di Caitlin Doughty: «Nessuno si spaventi, anzi: la Doughty ha una scrittura venata di grandiosa ironia che scoperchia le bare, è il caso di dirlo, di quella che negli Stati Uniti è diventato un business: l’industria funeraria è sempre più in attivo e in queste pagine, molte divertentissime, leggiamo di tutto». Il critico letterario e americanista elogia inoltre il recupero di Saigon, Illinois di Paul Hoover, «uno tra i maggiori poeti americani contemporanei», libro dai livelli altissimi di scrittura, dove si racconta “il Vietnam al contrario”.
  • Figlio unico recensito su “Soft Revolution”
    Figlio unico recensito su "Soft Revolution". «Prima di Mei Fong nessun altro aveva mai investigato tanto a fondo cosa questa politica familiare avesse concretamente significato per la società cinese e, su larga scala, per quella mondiale.» Così Martina Ioratti nella sua densa recensione.
  • “Pellegrini del sole” recensito su Sololibri.net
    'Pellegrini del sole' recensito su "Sololibri.net". Massimo Zedda sottolinea gli agganci con l'attualità del romanzo apocalittico di Jenni Fagan: la realtà sempre più ineludibile dei mutamenti climatici, gli effetti della rottura delle convenzioni, il valore salvifico dei sentimenti.
  • “Il mistero dell’orto di Rocksburg” consigliato da PANORAMA
    PANORAMA. Stefania Vitulli plaude alla scoperta di un romanziere di razza come K.C. Constantine.
  • TuttoLibri (LA STAMPA) – “Il mistero dell’orto di Rocksburg” recensito da Giuseppe Culicchia
    Il mistero dell'orto di Rocksburg recensito su TuttoLibri de LA STAMPA dallo scrittore e americanista Giuseppe Culicchia. «Rocksburg è un luogo immaginario che tuttavia risulta essere una credibile rappresentazione di quella provincia americana che, colpita dalla crisi industriale, ha votato Trump.»
  • VOCI DAL MONDO – RADIO RAI 1 parla di ‘Radical’ di Maajid Nawaz con Alberto Cristofori
    VOCI DAL MONDO – RADIO RAI 1. Il settimanale di attualità e politica estera del Giornale Radio Rai, parla di 'Radical' di Maajid Nawaz con il traduttore Alberto Cristofori (segnaliamo in particolare i 2 minuti che vanno dal 17’ al 19’) nella puntata di domenica 22 luglio dedicata all’ISIS.
  • Il mistero dell’orto di Rocksburg di K.C. Constantine recensito su Thrillercafé da Francesca Mancini
    "Il mistero dell’orto di Rocksburg" recensito su Thrillercafé da Francesca Mancini. Il crimine sul quale indaga l’ispettore Balzic e le reazioni a catena che si verificheranno in seguito, appartengono sì al giallo classico, ma hanno soprattutto la funzione di raccontare il contorno, il tessuto sociale.
  • “La Provincia di Sondrio” consiglia la lettura di ‘Saigon, Illinois’ di Paul Hoover
    "La Provincia di Sondrio" consiglia la lettura di 'Saigon, Illinois' di Paul Hoover. Il Vietnam (in Illinois) di chi rimase a casa...
  • Contorni di Noir – Michele Finelli recensisce “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di Constantine
    Il mistero dell'orto di Rocksburg recensito su “Contorni di Noir”. Nella densa analisi di Michele Finelli vengono al pettine i nodi della poetica di K.C. Constantine – l'importanza profonda dell'ambientazione e del contesto sociale, i rapporti tra sessi, improntati a un tradizionalismo mortificante per le donne e per qualunque loro aspirazione di autonomia, la vividezza superlativa dei dialoghi. Su tutti, però, il recensore sembra essere rimasto stregato in particolare dalla sapienza introspettiva di Constantine. Come una malìa che pervade l'intero romanzo, questa non abbandona mai il lettore, il quale, a libro finito, ne sente nostalgia anelando un'altra indagine dell'ispettore Mario Balzic.
  • “Liberi di scrivere” – Viviana Filippini consiglia la lettura del romanzo di K.C. Constantine
    'Il mistero dell'orto di Rocksburg' recensito su “Liberi di scrivere”. Viviana Filippini consiglia la lettura del romanzo di K.C. Constantine, mettendo in rilievo la sua essenza bifronte: giallo sulla natura umana e grande affresco sociale.
  • IlLIBRAIO.IT – L’editore Fabio Laneri parla del progetto editoriale Carbonio alla giornalista Noemi Milani
    L'editore Fabio Laneri parla del progetto editoriale Carbonio alla giornalista Noemi Milani. La spinta di tutto è stata la convinzione profonda che il pensiero sia strumento di analisi e nutrimento per la mente, da qui l'idea di Carbonio e delle sue collane Zolle (non fiction filosofica) e Cielo Stellato (fiction e non fiction). Nel 2019 si preannunciano novità rilevanti come la collana Klassika, dedicata ai capolavori dimenticati dell’Ottocento e del Novecento, e la pubblicazione di alcuni titoli di fantascienza dei fratelli russi Arkadij e Boris Strugackij.
  • “Gli errori della benevolenza” di D. C. Stove recensito su Lankenauta
    "Gli errori della benevolenza" di D. C. Stove recensito su 'Lankenauta'. Così Luca Menichetti: una disamina impietosa di gran parte delle correnti di pensiero che hanno caratterizzato gli ultimi secoli di storia occidentale: “dall’Illuminismo al comunismo, dal darwinismo al postmodernismo”. In base alla premessa che “la benevolenza – se volta a ridurre la povertà e a equiparare la ricchezza – tenderà sempre più a diffondere la miseria."
  • RESET – Come si islamizza il radicalismo? “Radical”, il libro di Maajid Nawaz
    Radical su "RESET". Come si islamizza il radicalismo? Riccardo Cristiano evidenzia il valore aggiunto del memoir di Maajid Nawaz, come esso più di altri racconti, descriva, svisceri i meccanismi della radicalizzazione religiosa. Il ruolo giocato dal razzismo, dall'Islam, dalla morte – la minaccia sublime e sublimata –, la funzione del conflitto permanente, la destrutturazione del discorso democratico.
  • Archivio Storico consiglia la lettura di “Radical”, il libro di Maajid Nawaz
    Il periodico telematico Archivio Storico segnala l'uscita italiana di "Radical", il saggio-memoir di Maajid Nawaz, mettendo in evidenza motivi e meccanismi alla base della scelta fondamentalista islamica.
  • LICATANET.IT consiglia la lettura di ‘Radical’, il memoir di Maajid Nawaz
    Il periodico telematico Licatanet.it segnala l'uscita italiana di "Radical", il saggio-memoir di Maajid Nawaz, mettendo in evidenza motivi e meccanismi alla base della scelta fondamentalista islamica.
  • AVVENIRE – Letteratura. Riccardo Michelucci parla del “Vietnam di Hoover”
    AVVENIRE - Letteratura, di Riccardo Michelucci: "Il Vietnam di Hoover mette a nudo l'anima vera degli Usa". Pochi grandi romanzi hanno raccontato finora la guerra del Vietnam dal punto di vista di chi si rifiutò di indossare la divisa e ne pagò le conseguenze sulla propria pelle. Rappresenta una rara eccezione 'Saigon, Illinois' di Paul Hoover, uscito negli Stati Uniti nel 1988 e pubblicato adesso per la prima volta anche in italiano da Carbonio editore nell’ottima traduzione di Nicola Manuppelli. Hoover “è riuscito a descrivere magistralmente il senso di amarezza e di disillusione che segnò quell’epoca, stemperandola con robuste dosi di sarcasmo e ironia”.
  • il Manifesto – Francesca Del Vecchio intervista Maajid Nawaz, autore di “Radical”
    Oggi sul Manifesto l’intervista di Francesca Del Vecchio con Maajid Nawaz, attivista e giornalista anglo-pakistano di fede islamica, co-fondatore di Quilliam, associazione che promuove l’integrazione e il rispetto per i diritti umani e combatte gli estremismi. Nel suo libro Radical, edito da Carbonio, racconta come “a 16 anni scelse la strada del fondamentalismo, salendo l’intera «scala gerarchica del terrore» fino a diventare un reclutatore”.
  • la Repubblica – Antonello Guerrera incontra Paul Hoover e recensisce “Saigon, Illinois”
    la Repubblica – Paul Hoover, autore di 'Saigon, Illinois', un libro che oggi arriva in Italia e “...racconta perché serve un’altra ‘rivoluzione piena di poesia’”. Antonello Guerrera, rigoroso americanista, conoscitore degli States, dalla East alla West Coast, parla del suo incontro a Roma con Paul Hoover, regalandoci un’appassionata recensione di Saigon, Illinois, un capolavoro dimenticato che Carbonio è fiera di aver riportato alla luce. «Il Vietnam ci ha regalato tante libertà di espressione, prima impensabili», spiega Hoover, «dall’Urlo di Ginsberg al femminismo . Oggi se rileggo miei libri degli anni immediatamente successivi mi sorprende quanto siano espliciti. Ma tutto quello che abbiamo conquistato è perché siamo scesi in strada, ci siamo ribellati, cosa che oggi accade molto raramente».
  • SENZAUDIO.IT – Claudio Della Pietà recensisce “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di Constantine
    Il mistero dell'orto di Rocksburg di K.C. Constantine recensito da Claudio Della Pietà su SENZAUDIO.IT | La vivace copertina di questo nuovo libro, il titolo che invoglia il lettore a partire per una nuova avventura e Carbonio Editore, nuova realtà che si va affermando a piccoli-grandi passi, sembrano annunciare tutt’altro che sentimenti negativi. Piuttosto, adrenalina a piene mani. L’autore, K.C. Constantine, non ci delude, e ci regala questa curiosa avventura del suo personaggio di riferimento, il commissario Balzic, ambientata in un orto di una cittadina della Pennsylvania. Sono tre gli elementi principali che mi hanno fatto apprezzare questo romanzo: la scrittura riconoscibile, i contenuti di spessore, la struttura della storia molto semplice. [...] La storia che vede coinvolti Balzic, Jimmy, Frances e una schiera di altri originali personaggi, originali soprattutto nei nomi, tutto fuorché tipicamente americani, è il filo a cui l’autore stende tutti i suoi panni ad asciugare, mettendo in bella vista situazioni, eventi, fatiche e umori, di una fetta piuttosto grossa della società americana post-industriale, soffocata dalla crisi economica, dalla mancanza di valori forti, oppressa da visioni contrapposte della vita che cozzano una contro l’altra dando vita a temporali di inaudita intensità.
  • LANKENAUTA recensisce “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di Constantine
    "Il mistero dell'orto di Rocksburg" di K.C. Constantine recensito da LANKENAUTA. Navigando in rete forse è ancora possibile leggere una breve presentazione di K.C. Constantine, contenuta in un portale dedicato alle copertine del “giallo”: “Se pensate che Elmore Leonard sia un maestro del dialogo (ed è vero), vuol dire che non conoscete K.C. Constantine. Nessuno lo conosce davvero, tra l’altro, perché nessuno l’ha mai visto in faccia e nessuno sa quale sia il suo vero nome. La versione più diffusa è che “K.C. Constantine” sia lo pseudonimo di Carl Constantine Kosak, nato (forse) nel 1934 da madre italiana e padre serbo proprio come il suo personaggio Mario Balzic, capo della polizia nella fittizia città mineraria di Rocksburg, Pennsylvania, e protagonista di gran parte dei diciassette romanzi a firma Constantine. […] Neanche uno di questi libri è mai stato tradotto in italiano, anche per la sovrumana difficoltà di riprodurre adeguatamente l’incredibile stile dell’autore. Ma noi non disperiamo. Anzi, siamo pronti”. Infatti non c’era proprio motivo per disperare. A risolvere il problema c’ha pensato la Carbonio editore che, per la prima volta in Italia, ha pubblicato, con traduzione di Nicola Manuppelli, “Il mistero dell’orto di Rocksburg” (The Man Who liked Slow Tomatoes, 1982), una delle inchieste di Balzic, preludio di altre pubblicazioni con protagonista il detective di origini italo-serbe: “sono mezzo zingaro e mezzo latino” (pp.218). Un personaggio che sfugge in parte ai canoni più consueti del noir, e non tanto per il carattere burbero ma di buon cuore, che non disdegna i metodi poco ortodossi pur di ristabilire la giustizia”. Balzic, poco avvezzo all’uso delle armi, propenso semmai ad alzare il gomito, è infatti il capo della polizia di Rocksburg, cittadina della Pennsylvania, non certo una metropoli tentacolare.
  • Quotidiano del Sud (Edizione Irpinia) consiglia “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di Constantine
    "Il mistero dell'orto di Rocksburg" di K.C. Constantine consigliato da Il Quotidiano del Sud (Edizione Irpinia). A Rocksburg, Pennsylvania, sembra che non accada mai nulla. Eppure, tra le casette ordinate e linde di questa sonnolenta provincia americana, non tutto è tranquillo come appare. Lo sa bene Mario Balzic, capo della polizia, che a Rocksburg vive da sempre. Di origini italo-serbe, incline all’alcol e al turpiloquio, Balzic è un tipo burbero ma di buon cuore, che non disdegna i metodi poco ortodossi pur di ristabilire la giustizia. Stavolta Balzic deve vedersela con una sua vecchia conoscenza: la signora Frances Romanelli, allarmata dalla scomparsa del marito Jimmy, ex minatore, che negli ultimi tempi era dedito alla coltivazione di un rigoglioso campo di pomodori… E proprio intorno a quell’orto aleggia un mistero che di lì a poco sconvolgerà la cittadina...
  • il Giornale – Eleonora Barbieri recensisce “Figlio unico” di Mei Fong
    "Figlio unico" di Mei Fong recensito da Eleonora Barbieri su il Giornale. La politica del figlio unico: “‘l’esperimento sociale più radicale al mondo’. Un modo – spiega Mei Fong, giornalista Premio Pulitzer – per ‘correggere la marea umana, cambiare i comportamenti delle persone, di fatto inserendo lo Stato nel più intimo degli spazi familiari – in casa, nella camera da letto, nell’utero delle donne’”.
  • Il mistero dell’orto di Rocksburg, il noir di Constantine consigliato da TvZap
    Il mistero dell'orto di Rocksburg, il noir di Constantine consigliato da TvZap. In Italia una delle più famose saghe letterarie americane fatte di 17 brillanti romanzi capaci di svelare la realtà della provincia statunitense come poche altre opere. Poteva essere il nuovo Tenente Colombo, eppure il gran rifiuto di K.C. Constantine di trasformare i suoi libri in una serie tv non fu per la codardia connaturata nel dantesco Celestino V, piuttosto nella sua naturale ritrosia che lo ha reso negli Stati Uniti un autore misterioso e di culto che finalmente anche in Italia è possibile conoscere meglio perché la casa editrice Carbonio ha deciso di pubblicare i libri dedicati all’ispettore Mario Balzic. Primo volume dato alle stampe della serie è "Il mistero dell’orto di Rocksburg" (The Man Who liked Slow Tomatoes) del 1982.
  • “FIGLIO UNICO” di Mei Fong recensito su “L’ADIGETTO.IT”
    Mei Fong, giornalista cino-malese naturalizzata americana, vincitrice di molti e prestigiosi premi giornalistici, tra cui il Premio Pulitzer nella categoria International Reporting, dal 2003 ha cominciato a raccogliere materiale e testimonianze sia sul miracolo economico cinese, sia sulla crudele politica del figlio unico, attuata a costo di aborti selettivi, di sterilizzazioni non spontanee, di infanticidi, di abbandoni, con conseguenze forse ancora oggi non del tutto controllabili.
  • GENESI DI UN ROMANZO: Intervista a Paul Hoover su “Saigon, Illinois” su CIAO RADIO
    Paul Hoover dialoga con la giornalista Erika Zini di CIAO RADIO, storica emittente bolognese, a proposito di Saigon, Illinois. L'autore parla dall'urgenza di raccontare una storia che voleva solo diventare parola scritta e restare; di come, scrivendola, si sia preso una vacanza dalla poesia, sua forma espressiva d'elezione - senza abdicarne del tutto, come nota a ragione la giornalista; dell'incoraggiamento di un amico di università a mandare il manoscritto al New Yorker che ne pubblica subito un capitolo, suscitando l'interesse di un grande editore (Penguin Random House, che lo pubblicherà nel 1988 nella prestigiosa collana paperback Vintage Contemporaries ndr).
  • CONVENZIONALI consiglia i titoli Carbonio del 2017
    In una logica di valorizzazione costante del suo intero catalogo, al di là delle sole novità, Carbonio invita a farsi conoscere attraverso tutti i suoi titoli. Invito pienamente recepito dal blog Convenzionali. Gabriele Ottaviani segnala convintamente le nostre proposte britanniche, da "Un dubbio necessario", il raffinato mystery di Colin Wilson alla nuova Sci-Fi della scozzese Jenny Fagan, autrice di "Pellegrini del sole", e di Aliya Whiteley, autrice de "La Bellezza". Ottaviani consiglia inoltre la lettura di "Un paziente" di Ben Watt, musicista e cantautore (con Tracey Thorn forma il duo Everything but the Girl), spiegando al contempo cosa sia la sindrome di Churg-Strauss, perché spesso approcciarsi ai temi legati alla salute attraverso la letteratura può risultare più incisivo e meno traumatico. Non può essere dimenticato Hafid Bouazza con la sua ipnotica raccolta di racconti "I piedi di Abdullah" all'insegna di un Marocco quanto mai carnale e suadente. Il cinefilo Ottaviani raccomanda anche "I fratelli Tsarnaev" di Masha Gessen, nell'imminenza dell'uscita italiana del film "Stronger. Io sono più forte" di David Gordon Green, interpretato magistralmente da Jake Gyllenhaal e Tatiana Maslany. Sia il libro sia il film raccontano la tragedia della maratona di Boston dell'aprile 2013.
  • La Lettura. “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di K.C. Constantine
    Il mistero dell'orto di Rocksburg, il noir di Constantine. Il ruolo di Mario Balzic, l'ispettore di origini italo-serbe protagonista del romanzo Il mistero dell'orto di Rocksburg, è quasi come quello di un outsider. Nella cornice dell'immaginaria Rocksburg, Pennsylvania, nella Rust Belt colpita dalla crisi, Balzic è incaricato di trovare l'ex minatore scomparso Jimmy Romanelli.
  • PANORAMA – Figlio unico di Mei Fong
    Panorama consiglia la lettura di "Figlio unico. Passato e presente di un esperimento estremo" di Mei Fong. "Meglio letti tardi che mai... per un'estate invidiabile, anche per la forma mentale." «Troppi degli ottimi titoli usciti poco tempo fa dovranno fare posto al nuovo e molti lettori curiosi non avranno potuto gustarsi alcune tra le migliori uscite recenti. Ecco allora una selezione ragionata (e appassionata) di libri che vi consigliamo di mettere in valigia, o nello zaino, per recuperare quanto di più originale ha avuto da offrire quest'anno l'editoria di qualità. [...] La giornalista Mei Fong è Premio Pulitzer 2007, quindi la garanzia dell'abilità nello sposare testimonianze reali e toccanti con il "fact checking" è garantita. Fong affronta il tema del figlio unico nell'omonimo libro, mettendo il dito nella piaga di una politica che ha cambiato un Paese, la Cina, in modo inimmaginabile persino per chi l'ha pianificata. Da leggere assolutamente, perché è il ritratto straordinario di una nazione lacerata dal confronto con la propria verità.»
  • La Bottega del Barbieri – “La bellezza”, favola dura e necessaria di Aliya Whiteley
    La bellezza di Aliya Whiteley. Favola dura e necessaria. «Nuovi occhi, nuove creature sono nate nel lasso di tempo in cui le donne sono state spazzate via dalla faccia della Terra?». E ancora: «la Bellezza sa offrire conforto, sesso e tenerezza. Cos’altro c’è?». [...] «va detto che queste divisioni sono sempre esistite. E’ il fondamento stesso della vita. Le divisioni non portano solo discordia ma anche speranza. Chissà cosa può accadere quando le regole continuano costantemente a cambiare?». Ma soprattutto: «Le regole sono urlate, le storie sussurrate». [...] Non so molto di Aliya Whiteley ma se scrive sempre così è da tenere d’occhio.
  • L'”Invidia” di Jurij Oleša è su “Senzaudio”
    Pubblicato nel 1927 su “Krasnaja Nov”, "Invidia" è ritenuto il capolavoro di Jurij Oleša per la felicità di vis satirica e l’originalità della struttura compositiva con cui vengono affrontate tematiche fondamentali per capire non soltanto la Storia e la cultura russe, a cavallo tra XIX e XX secolo, ma anche i contraccolpi sociali conseguenti alla Rivoluzione - gli effetti dell’industrializzazione e della civiltà meccanizzata, il rapporto tra intellettuali e socialismo, il dissidio tra dimensione individuale e collettiva. A quasi 50 anni dall'ultima edizione italiana, Carbonio Editore lo recupera offrendolo ai lettori nella nuova ed efficace traduzione di Daniela Liberti.
  • Corriere della Sera. Figlio unico di Mei FONG
    “L’idea di dominare la Natura. Di forgiarla secondo le proprie necessità. Di piegarla quando ci minaccia. In Cina l’uomo interagisce con l’ambiente da millenni. Prova a interpretarne le forze; a ingabbiarlo in manufatti monumentali; a dominarlo persino nell’Aldilà”. Paolo Salom sul Corriere della Sera riflette sulla politica del FIGLIO UNICO, analizzata da Mei Fong, giornalista Premio Pulitzer 2007, nell'omonimo libro. Per l'autrice, questa policy durata 35 anni è stata più che altro «un fallimento»: «Le limitazioni imposte da questo piano demografico—scrive—hanno contribuito ben poco al progresso sul piano economico». Addirittura, starebbero mettendo «a repentaglio il suo sviluppo futuro».
  • Lankenauta – Letteratura e altri mondi. “Saigon, Illinois” di Paul Hoover
    “Saigon, Illinois” di Paul Hoover. Gli aggettivi che in questi anni la critica ha utilizzato per presentare il romanzo di Paul Hoover, Saigon, Illinois, sono davvero molti: pensiamo a “vivido”, “caleidoscopico”, “superbo”, “scrittura affilata”, “poetica profonda”; e via dicendo. Soprattutto in riferimento all’Italia si potrà arricchire questo elenco con “laterale”, inteso certamente non in senso negativo ma alla stregua di “irregolare”. I motivi son presto detti e riguardano sia la produzione letteraria di Paul Hoover, sia l’argomento trattato nel romanzo, sia il fatto che Saigon, Illinois (1988), grazie alla lungimiranza della Carbonio editore, è la prima opera dello scrittore americano pubblicata in Italia.
  • BooksHighway.it – Marco Denti intervista Paul Hoover, autore di “Saigon, Illinois”
    The War Is Over – Intervista a Paul Hoover. "Saigon, Illinois" è uno dei rari romanzi che raccontano la guerra del Vietnam dal punto di vista di chi ha rifiutato di indossare una divisa. Un'esperienza che Paul Hoover, poeta e insegnante, racconta con un perfido sorriso sulle labbra perché certe scelte contengono, innata, l'irriverenza per il potere e per le sue mostruosità. Abbiamo colto l'occasione di farci spiegare la genesi e la singolarità di "Saigon, Illinois" in occasione della sua presentazione di sabato 23 giugno, a Roma, nel corso di Letterature Off, Biblioteca Cornelia, via Cornelia, 45, a partire dalle ore 18.
  • Il Fatto Quotidiano. Quando il giallo diventa letteratura: “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di K.C. Constantine
    K.C. Constantine, "Il mistero dell’orto di Rocksburg". Un investigatore dal metodo memorabile, che fonde vita e letteratura. Ché a inventarlo è K.C. Constantine, per anni il misterioso pseudonimo dell'americano Carl Kosak, grandissimo maestro di scrittura. Leggerlo è una lezione, non solo un piacere: tutto al posto giusto, non un aggettivo di più, figuriamoci gli avverbi.
  • Dagospia.com riprende l’articolo di Elisabetta de Dominis su “Estasi” di Jules Evans
    Jules Evans, Estasi: istruzioni per l'uso ovvero l'arte di perdere il controllo. «Prima di partire senza meta, dovremmo cercare l'anima dentro di noi, quella parte di divino che ci fa sentire entusiasti. E quando si è in dio, si è fuori di sé: in estasi.» "Estasi", questa sconosciuta – una volta, quando il sesso era sacro, si identificava con l’orgasmo. In greco significa “lo stato fuori da sé”. Ora è diventata un’araba fenice: tutti ne patiscono la mancanza e la cercano – in un libro del filosofo inglese Jules Evans si analizzano gli stati alterati di coscienza: bisogna essere un po’ Dioniso e un po’ Socrate, ma manca una cosa: l’amore-passione...
  • Libero. “Estasi” di Jules Evans
    Jules Evans, Estasi: istruzioni per l'uso ovvero l'arte di perdere il controllo. Il piacere di perdere il controllo che ti fa sentire come un dio. Dalle orge degli antichi greci alle ascesi dei santi, alle partite di calcio... Quello di Evans è un saggio che indaga le sfumature dell'esperienza sensoriale dell'«uscire di senno». Le prime religioni colsero l'inspiegabilità dell'estasi e ne fecero un mistero che gli iniziati ai riti potevano conoscere ma non rivelare. Oggi l'estasi è come l'araba fenice: tutti ne patiscono la mancanza e la cercano. Cos'è l'estasi? «È qualsiasi esperienza che porti fuori dall'io razionale», spiega il filosofo inglese Evans che ha intrapreso un viaggio negli stati alterati di coscienza, descritto nel suo saggio come un festival...
  • Convenzionali. Speciale su Paul Hoover e il suo “Saigon, Illinois”
    Paul Hoover, autore di Saigon, Illinois, risponde alle domande di @GabrieleOttaviani su Convenzionali: “La poesia punge e guarisce”. “La letteratura riflette il mondo così com’è e anche come avrebbe potuto essere. Ha la funzione, come diceva Horace, di deliziare e istruire. Per il lettore che soffre, può aiutare a piangere il dolore. Il ruolo di un poeta nella nostra società è quello di risvegliare la mente verso la sua vita migliore. Dal punto di vista politico, pungere e guarire”. Paul Hoover incontrerà i lettori sabato 23 giugno 2018 alle 18:00, presso la Biblioteca Cornelia (Roma) - via Cornelia 45 - a Roma, insieme all'americanista e traduttore Nicola Manuppelli e all'interprete @LucaDresda, all'interno della cornice del Festival Internazionale di Massenzio #LetteratureOff.
  • BooksHighway. “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di K.C. Constantine
    Rocksburg, Pennsylvania, è una piccola e disorientata comunità di minatori che rispondono ai cognomi di Fiori, Muscotti, Bellotti, Renaldo e poi Petrolac, Ripulsky, Stramsky, Stuchinsky, Czekaj, Skobolo, tutti italoamericani e mitteleuropei (serbi, in particolare). La stagione che devono affrontare è la più difficile perché, come dice Jimmy Romanelli, il personaggio (in contumacia) che alimenta Il mistero di Rocksburg: “il mio lavoro non c’è più. Non sono io che ho lasciato il lavoro. È il mio lavoro che mi ha lasciato, c’è una grande differenza”. Del suo destino si dovrà occupare, Mario Balzic (protagonista di una lunga serie di romanzi), un capo della polizia insofferente all’autorità, con un’avversione singolare verso i suoi diretti superiori, che poi sono il procuratore e il sindaco. È un veterano della vecchia scuola, poco avvezzo alle pistole e molto di più alla riflessione. [...] Il mistero dell’orto di Rocksburg e della scomparsa di Jimmy Romanelli tocca a lui risolverlo (e al lettore scoprirlo), ma quello che importa è la crudele trasformazione di una comunità costretta ad arrendersi e a ripiegarsi su se stessa.
  • AGRPRESS – “Saigon, Illinois” di Paul Hoover al Festival Internazionale Letterature Off
    Saigon, Illinois di Paul Hoover. Verrà presentato sabato 23 giugno 2018 alle 18 presso la Biblioteca Cornelia - via Cornelia 45 - a Roma, al Festival Internazionale Letterature Off. Insieme all’autore interverrà Nicola Manuppelli, americanista e traduttore dell’opera. Letture e interpretariato a cura di Luca Dresda. «Era il desiderio che teneva insieme il mondo, non il bene o il male». «I veri angeli della desolazione non erano motociclisti fuorilegge e beatnik suburbani; erano comuni impiegati di drogheria, meccanici, presidenti di banche e casalinghe che credevano nell’inevitabilità, quindi nella bellezza della prima alba nucleare. Erano le fenici che si alzavano dalle ceneri dell’America delle piccole città e lo sapevano; era questo a conferire loro una tale spaventosa fiducia nei propri odi quotidiani».
  • Laborcare Journal (22/VIII 2018) – Luciana Coèn recensisce “Fumo negli occhi” di Caitlin Doughty
    Fumo negli occhi. Libro di non facile lettura, la narrazione che l’hawaiana trentaquattreenne Caitlin Doughty fa della sua esperienza in un’agenzia funebre stupisce lasciando ancora più aperti quesiti, ataviche riflessioni umane sul senso della vita e della morte. [...] Il suo interesse si arricchisce degli studi sulle modalità di vivere l’evento morte e la morte, di trattare il cadavere, delle ritualità in vari gruppi etnici, con riferimenti storici, scientifici e letterari precisi. Tutto ciò alternato alla narrazione della sua esperienza nell’agenzia funebre dove provvede alle cremazioni, assiste e collabora alle imbalsamazioni, prepara le salme, ritira i cadaveri dagli ospedali, dalle case di riposo, dalle abitazioni private; esperienze che le stimolano riflessioni, desiderio di approfondimento che lei esaudisce volta a volta.
  • AGRPRESS – Alessandro Poggiani recensisce “Figlio Unico” di Mei Fong
    In un lungo viaggio attraverso la Cina, la giornalista Mei Fong analizza le ripercussioni della politica del Figlio unico nella società contemporanea, fondendo le vicende private delle persone intervistate con il racconto dello loro storie personali sullo sfondo di eventi epocali...
  • Convenzionali. “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di K.C. Constantine
    K.C. Constantine, Il mistero dell'orto di Rocksburg. L’apparenza di Rocksburg, cittadina della Pennsylvania, è quella di una località nella quale non pare che accada mai nulla. Ma non è così, e Mario Balzic, burbero ma giusto capo beone e sboccato della polizia, di origini italo-serbe, che è oltreoceano da sempre, lo sa più che bene. Oggettivamente nulla sembra infatti più innocuo di un bel campo di pomodori, come quello che Jimmy, ex minatore marito di Frances Romanelli, vecchia conoscenza di Balzic, era solito coltivare ultimamente, prima della sua scomparsa. Che non è che l’inizio… Brillante, appassionante, coinvolgente.
  • Convenzionali. “Saigon, Illinois” di Paul Hoover
    Saigon, Illinois di Paul Hoover, a metà tra E Johnny prese il fucile e Hacksaw Ridge, racconta – il romanzo ha trent’anni, ma pare scritto domani, per la sua stringente attualità – la guerra dal punto di vista di chi alla guerra ha detto no, un obiettore di coscienza, un ragazzo colto che vive gli anni della contestazione e del sesso libero, ritratti vividamente, e che in guerra, in quel Vietnam che è rimasto un mito ancora oggi a cinquant’anni di distanza, nel bene e nel male, non vuole andare. E non ci va...
  • Soft Revolution: Martina Ioriatti intervista Caitlin Doughty
    "Due chiacchiere con Caitlin Doughty. Abbiamo avuto l’enorme onore di poter intervistare Caitlin Doughty, in occasione dell’uscita del suo libro Fumo negli occhi e altre avventure dal crematorio, di cui avevamo già parlato, per Carbonio Editore (2018). Qui di seguito potete leggere la traduzione dell’intervista."
  • MicroMega. Radical di Maajid Nawaz
    Nella sua bella autobiografia, Radical. Il mio viaggio dal fondamentalismo islamico alla democrazia, l’anglo-pakistano Maajid Nawaz racconta il suo personale percorso di de-radicalizzazione che lo ha portato dall’essere un ideologo acclamato del movimento islamista Hizb al-Tahrir ad assumere posizioni convintamente liberali e democratiche. La storia esemplare di de-radicalizzazione di Nawaz ci dimostra che è possibile lasciarsi alle spalle l’islamismo radicale e approdare, nel suo caso attraverso la dolorosa esperienza delle carceri egiziane e la “riconnessione con l’umanità” prodotta dall’incontro con Amnesty International, ad una compiuta adesione ai principi democratici.
  • Buscadero. Estasi di Jules Evans
    Jules Evans è l'anfitrione giusto per scoprire il senso dell'estasi, effetti collaterali compresi. Perché se il capitolo dedicato alla musica è una delle analisi più intelligenti dedicate al rock'n'roll e alla sua forza che ci sia capitata di leggere da parecchi anni a questa parte, Estasi: istruzioni per l'uso non nasconde quei pericoli e quelle zone d'ombra che sono compresi nel prezzo quando si varcano le porte della percezione.
  • Lankenauta – Letteratura e altri mondi. “Pellegrini del sole” di Jenni Fagan
    Il tema distopico è un motivo ricorrente nella narrativa contemporanea. Sarà perché viviamo in tempi difficili; tempi di cambiamenti costanti, di trasformazioni incontrollate verso orizzonti indeterminati, che generano punti interrogativi carichi di apprensione. [...] Pellegrini del sole di Jenni Fagan profila un orizzonte di eventi legati a una radicalizzazione climatica: un’incombente era glaciale (siamo nel 2020) che cinge d’assedio l’Europa, causando grandi migrazioni umane verso il Sud. Siamo dunque ai limiti dell’universo letterario apocalittico. Ma la chiave di lettura esatta non è questa. È, appunto, distopica, e lo è nella misura in cui questa cornice di eventi estrema incastra dentro sé due vicende parallele (legate tra loro) di personaggi che, controcorrente, sono diretti o comunque continuano a vivere a Nord.
  • 7 – Corriere della sera. Micol Sarfatti recensisce “Fumo negli occhi” di Caitlin Doughty
    Caitlin Doughty, trentenne americana nata alle Hawaii, ha fondato a Los Angeles un’impresa di pompe funebri e un’associazione che insegnano ad accettare la morte e a considerarla come un evento naturale. «Perché, in fondo, è solo qualcosa che fa parte della vita».
  • Convenzionali. Figlio unico di Mei Fong
    Mei Fong, giornalista che ha ricevuto una fra le onorificenze più ambite nel suo campo, ossia il Pulitzer, e leggendo questo libro non si può non concordare sul fatto che un tale talento debba essere consacrato, conduce il lettore per mano in un viaggio attraverso la Cina, tra eventi grandiosi, ammalianti e intrisi di megalomania propagandistica come le Olimpiadi e la sofferenza degli umili, degli ultimi, degli emarginati. Straziante e bellissimo.
  • KATANE – Il Foglio. Figlio unico di Mei Fong
    La Cina inizia ad avere un vero problema demografico: la popolazione attiva si sta riducendo perché per via della cosiddetta “politica del figlio unico”, introdotta nel 1979 e rimasta in vigore fino al 2015, non ci sono abbastanza persone giovani a rimpiazzare quelle che vanno in pensione. A questo proposito, Carbonio editore ha tradotto in italiano Figlio unico. Passato e presente di un esperimento estremo del premio Pulitzer Mei Fong, che "analizza le ripercussioni della politica del figlio unico nella società contemporanea, intrecciando le storie private della gente intervistata con il racconto delle sue vicende personali sullo sfondo di eventi epocali". Da non perdere.
  • Eastwest.eu – Figlio unico di Mei Fong
    La legge del figlio unico seguiva un'indicazione che da anni il partito dava alla propria popolazione, invitando a figliare di meno: probabilmente – secondo studi recenti riportati anche dal libro Figlio unico di Mei Fong, dell'editore Carbonio – sarebbe bastato mantenere quelle indicazioni generiche, perché il trend cinese era già rivolto a una minore nascita di bambini.
  • Il grido. Radical di Maajid Nawaz
    Come nasce il fenomeno del radicalismo islamico, che sta sconvolgendo il cuore e la mente dell’occidente? Chi sono quelle persone, quei ragazzi, quelle donne, ora anche bambini che si fanno esplodere all’interno delle metropolitane, dentro ai teatri, in chiesa? Qual è il processo culturale e psicologico che li spinge a seminare la morte pensando di fare del bene? Radical di Maajid Nawaz ci permette di entrare in questo mondo dei nuovi demoni di dostoevskiana memoria, attraverso l’unico modo possibile: il racconto di un ragazzo pronto al martirio che alla fine si è tirato indietro. La sua storia è quella che troviamo nel libro.
  • Il Manifesto. Intervista a Mei Fong sulla politica cinese del “Figlio unico”
    Mei Fong, giornalista sino-malese (oggi vive negli Stati Uniti) e premio Pulitzer 2007, nel volume Figlio unico affronta uno dei temi più inquietanti e affascinanti della Cina, ovvero la politica del figlio unico. Decisa e inaugurata nel 1980 con lo scopo di diminuire la crescita della popolazione, in modo che non impedisse la crescita economica – si diceva che troppi figli avrebbero anche creato eccessivi costi – è stata abolita e riformata nel 2015 quando gli effetti di quella decisione del Partito comunista cinese erano apparsi in tutta la loro crudeltà: la popolazione cinese invecchia, manca forza lavoro, la società si prepara a essere dominata dalla generazione dei figli unici. E dire che questa scelta cinese, discutibile ma da più parti lodata, ha finito per essere accettata come una scelta «lungimirante» anche dalla stampa internazionale (dall’Economist per esempio).
  • Avvenire. Alessandro Zaccuri intervista Maajid Nawaz, autore di Radical
    Di intransigenza dogmatica Nawaz ha un’indubbia esperienza. Nato nel 1977 in Gran Bretagna da genitori immigrati dal Pakistan, ha fatto parte di Hizb al-Tahrir, un’organizzazione fondamentalista per la quale ha anche svolto il ruolo di reclutatore. Per quasi sei anni è stato prigioniero delle carceri egiziane, maturando il profondo ripensamento di cui dà conto in Radical, l’autobiografia scritta in collaborazione con Tom Bromley e da poco pubblicata nel nostro Paese da Carbonio.
  • BooksSpecial. Marco Denti recensisce ‘Figlio unico’ di Mei Fong
    Il numero 8, considerato simbolo della fortuna, prosperità e ricchezza in Cina (in Giappone è addirittura sacro) deve aver influito nella scelta di avviare la politica del Figlio unico nel 1980. Un programma di ingegneria sociale che puntava a ridimensionare la questione demografica, che è sempre “la” questione, sia quando è in tumultuosa espansione (all’epoca, in Cina), sia quando non lo è (in Italia, per esempio). Mei Fong riprende il discorso [...] ricordando che piegare il destino resta comunque un azzardo dato che, “ecco, in sostanza, come nacque la politica del figlio unico: un obiettivo economico, del tutto arbitrario, che ha cambiato il corso di milioni di vite umane”. [...] Figlio unico non è soltanto la rappresentazione più efficace del passato e presente di un esperimento estremo: Mei Fong non si limita agli aspetti statistici, sociali ed economici ma affronta con scrupolo la ricognizione sulla sostenibilità di scelte e/o imposizioni nella sfera più intima delle persone.
  • La Bottega del Barbieri. Intervista con Maajid Nawaz su Islam europeo e radicalismi
    Scritto dall’anglo-pakistano Maajid Nawaz, Radical è la testimonianza forte e viva di una persona che è scesa fino alla porta dell’inferno, poi è tornata. Un lavoro prezioso per entrare nei panni di chi ieri e oggi cede alle tentazioni del radicalismo religioso. Perché Nawaz fa parte della prima generazione di musulmani nati in Europa e che hanno abbracciato l’islam politico. Anche se non nella sua versione «gihadista», ma andandoci molto, ma molto vicino.
  • Il Manifesto. Figlio unico di Mei Fong
    Si dice che in Cina, lo ricorda Mei Fong, premio Pulitzer del 2007 e autrice di Figlio Unico, ogni vita valga come quella dei cani: un anno significa sette anni; questo perché i cambiamenti e le evoluzioni cinesi sono rapidissime, fenomeni capaci di sradicare precedenti eventi come niente fosse.
  • Il Venerdi di Repubblica. Radical di Maajid Nawaz
    Il percorso di redenzione di Maajid Nawaz, da vittima del razzismo nella sua Inghilterra a reclutatore di fondamentalisti islamici, dalle carceri egiziane alla lotta per la democrazia e i diritti umani. Un'autobiografia che è anche un viaggio nella testa degli occidentali che tifano jihad.
  • ‘O Magazine. Fumo negli occhi e altre avventure dal crematorio di Caitlin Doughty
    Per Caitlin Doughty non sono più defunti ma volti da truccare, perché alla fine è la morte il motore della creatività, solo che non è facile guardarla negli occhi e non vedere quanto possa mettere paura...
  • Convenzionali. Radical di Maajid Nawaz
    Quando ha sedici anni Maajid, inglese di origini pakistane, imbocca una strada ben precisa. Quella del fondamentalismo. [...] Finché a ventiquattro anni, arrivato in Egitto, non viene arrestato e rinchiuso nel penitenziario di Torà, presso Il Cairo. [...] Quando esce, grazie ad Amnesty International, è un uomo nuovo. Profondamente cambiato. [...] Questa è la sua storia. Da non perdere per nessuna ragione.
  • BooksHighway. “Estasi: istruzioni per l’uso” di Jules Evans
    Il presupposto di Estasi: istruzioni per l'uso, con uno spiccato grado di provocazione (e molta ironia), è che la cosiddetta "età secolare" abbia compresso (per non dire tarpato o amputato) la ricerca dell'estasi, e per estensione l'arte di perdere il controllo, confinandola nelle riserve dell'esotico e dell'esoterico. Au contraire, essendo l'estasi "un'illusione della mente", le possibilità sono infinite, ma Jules Evans non si è lasciato intimorire e ha seguito il consiglio di Charles Mingus, citato spesso con il suo adagio: "Devi avere qualcosa su cui improvvisare".
  • Convenzionali. Invidia di Jurij Oleša
    Quella qui raccontata con una prosa caleidoscopica, un geniale e pantagruelico banchetto di primizie imbandito a vellicare la fantasia del lettore, è favolosa, è la lotta di classe, simbolica, allegorica, talmente inverosimile da essere credibile, ambientata nella Mosca leninista dei piani quinquennali e dei primi anni venti del secolo breve [...] Da non lasciarsi sfuggire per nessuna ragione.
  • La Verità. Figlio unico di Mei Fong
    Quando sentiamo parlare della «politica del figlio unico», il pensiero corre verso territori esotici, subito viene evocata una barbarie di cui solo un regime totalitario sarebbe capace. In realtà, si tratta di una storia che ci riguarda molto da vicino, in cui l'Occidente è coinvolto tanto quanto la Cina. Lo mostra chiaramente Figlio unico, il bellissimo libro di Mei Fong - giornalista americana di origine cinese vincitrice del premio Pulitzer nel 2007 - appena pubblicato da Carbonio editore.
  • L’indice dei libri. Invidia di Jurij Oleša
    Si tratta di un letteratura “strana”, di quella stranezza che nell’Ottocento parlava di inquietudine, di hoffmanniano elusivo fantastico, ed era un modo per dilatare le possibilità dello sguardo e, soprattutto, del linguaggio che normalmente si sente inadeguato a cogliere e rappresentare un mondo che sta cambiando vertiginosamente. La prosa filosofica si combina con la realtà burocratica più ottusa, il protocollo a epifanie quasi mistiche, il senso del collettivo alla maledizione della solitudine dell’uomo, lo sguardo lirico alla causticità di una satira feroce. (…) In Invidia Jurij Oleša (1899-1960) racconta di uomini del sottosuolo, di donchisciotti, di difensori dei “sentimenti di una volta” che, in nome di un mondo passato di cui si sentono invano i custodi, tentano disperatamente di resistere al nuovo che avanza…
  • Il fatto Quotidiano. Radical di Maajid Nawaz
    Questo importante libro non è solo il racconto autobiografico di una “deradicalizzazione”. Nawaz sviluppa una contro-narrazione dell’Islam distinto dall’Islam politico e ci fa conoscere a fondo i meccanismi e le strategie di radicalizzazione, cosa indispensabile se si vuole davvero prevenire l’indottrinamento all’estremismo di matrice jihadista.
  • La Stampa. Radical di Maajid Nawaz
    Non c’illuda il diradarsi degli attentati: la battaglia contro il fondamentalismo per il cuore e le menti della umma è in alto mare. Maajid Nawaz conosce bene la fucina dell’odio. Classe 1977, nato in Gran Bretagna da genitori pachistani e cresciuto nel Londonistan quando la guerra santa si predicava en plein air, Maajid ha attraversato l’Ade ed è tornato: a 15 anni è già un reclutatore di jihadisti per Hizb al Tahrir, a 30 è un veterano del braccio anti-terrorismo delle segrete egiziane, a 40, dopo aver abbandonato il sole ingannatore del Califfato e fondato il think tank contro l’estremismo Quilliam, appare tra le 500 persone più influenti del Regno Unito del Sunday Times.
  • Il Venerdi di Repubblica. Figlio unico di Mei Fong
    Nelle campagne, abbandonate dai giovani, niente balli e tai chi, gli anziani fanno i conti con povertà e solitudine. (...) Un fenomeno, l'invecchiamento della società, che preoccupa sempre più il regime. E che si intreccia con la politica del figlio unico, lanciata nel 1979 e riformata nel 2016 con l'innalzamento del tetto a due figli per famiglia. Un nesso che analizza la premio Puiitzer Mei Fong nel suo ultimo libro Figlio unico, un reportage sugli effetti di quella discussa politica.
  • BooksSpecial. Radical di Maajid Nawaz
    Maajid Nawaz, giovane ribelle e writer che cresce nelle strade di Southend, nell’Essex, ascoltando rap, poi affiliato a un’organizzazione islamista, imprigionato in Egitto e infine paladino dei diritti civili, [...] ci insegna – attraverso il suo Radical – che la democrazia resta un’imperfezione tanto meravigliosa quanto fragile.
  • Archivio Storico – Invidia di Jurij Oleša
    "Invidia" è un grande affresco delle illusioni di un'epoca segnata da speranze e tragedie, di una transizione storica, di uomini vecchi e nuovi; un'opera d'arte che non rientrava negli schemi fissati dall'ideologia al potere, e per questo costata cara al suo autore. Un libro unico nel suo genere, una storia a volte grottesca, a volte divertente e spesso patetica: la storia sarcastica di una favolosa lotta di classe e di una non meno favolosa rivoluzione.
  • La Lettura. Radical di Maajid Nawaz
    Da reclutatore tra i giovani musulmani in Europa e nel mondo, per trasformarli in islamici radicali, a profeta del dialogo contro gli estremismi e per la coesistenza tra le religioni. È un tragitto intimo e tortuoso quello compiuto da Maajid Nawaz (…). La sua biografia Radical. Il mio viaggio dal fondamentalismo islamico alla democrazia è in effetti lo specchio di un mondo impenetrabile per un «esterno». Il ritmo veloce, incalzante, lo stile in prima persona, fatto d’immagini e sensazioni violente, lo rendono una cronaca appassionante che cattura subito l’attenzione.
  • Libero. Radical di Maajid Nawaz
    Una ricca letteratura di scrittori musulmani coraggiosi è sorta, mettendo insieme le testimonianze (…) di chi ha compreso che levare forte la voce contro l’estremismo era il modo migliore per salvare non solo se stessi ma anche l’islam dalle sue degenerazioni. Un esempio luminoso in questa chiave è quello dello scrittore anglo-pakistano Maajid Nawaz, il cui Radical. Il mio viaggio dal fondamentalismo islamico alla democrazia, che sarà presentato al Salone del Libro di Torino il 14 maggio, è già diventato un caso letterario.
  • Il Manifesto. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Del corpo che, una volta abbandonata la vicenda terrestre, diventa l’ingombro per chi poi dovrà occuparsene, scrive con acuminata ossessione Caitlin Doughty (...) in un libro tanto denso quanto ironico. Fumo negli occhi e altre avventure dal crematorio è uno strano esperimento, a metà strada tra la cronaca, il manuale e il memoir.
  • Robinson di La Repubblica. Invidia di Jurij Oleša
    È sublime come in questa novella di Jurij Oleša sogno e visceralità si mescolino per descrivere l’annullamento dell’individuo. Ed è vero che fin dalle prime righe si pensa a Bulgakov, ma la riscoperta di Oleša va ben oltre…
  • 7 – Corriere della sera. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Un memoir ironico, tra i bestseller del New York Times, su un mondo ancora avvolto da tabù e scaramanzie, ma che ha più importanza di quanto si creda. Perché l'ultima pagina della vita conta come la prima.
  • 7 – Corriere della sera . Invidia di Jurij Oleša
    Ci sono libri come quello di Jurij Olesa, Invidia, che mescolano satira, storia, persone e personaggi. Vite vissute negli anni Venti, fotografie della Rivoluzione russa che è utile rileggere. Per comprendere fino in fondo l’utopia e gli errori della Pianificazione (…) per quella sottovalutazione dell’animo umano da cui quel sistema venne sconfitto.
  • Giornale della libreria. Carbonio Editore a Più libri
    "Per entrambe le collane – racconta Fabio Laneri, fondatore della casa editrice – il criterio di selezione è la qualità letteraria della scrittura, la caratura autoriale, la poeticità della lingua, il rilievo delle storie narrate, siano esse biografie o racconti finzionali, così da soddisfare un pubblico di lettori onnivori ed esigenti, attratti da una proposta autenticamente libera e nuova".
  • BooksHighway. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Fumo negli occhi procede con un andamento ipnotico perché Caitlin Doughty racconta la sua esperienza personale (quasi una vocazione, si direbbe) alternandola a una vasta ricognizione di rituali e tradizioni funerarie da tutto il mondo e da ogni tempo. È un diario sui generis, e insieme un trattato, ma Caitlin Doughty sa narrare con verve, ha confidenza con i personaggi e strada facendo l’acquista con la materia, che non è la più semplice da maneggiare, perché è mossa dalla convinzione (corretta) che “l’ignoranza non è una forma di felicità, è solo un tipo di paura più profonda”.
  • Il sole 24 ORE. Estasi: istruzioni per l’uso di Jules Evans
    Intitolato appunto Estasi: istruzioni per l’uso, il saggio è articolato come un festival, laddove ogni capitolo corrisponde (…) a un’esperienza mistica, a una porta d’accesso alla dimensione estatica. Le vie del «raptus », del divino rapimento, sono infinite.
  • Estasi: istruzioni per l’uso di Jules Evans a Qui comincia, Radio 3 Rai
    Il libro Estasi: istruzioni per l'uso del filosofo inglese Jules Evans è l'argomento del giorno della puntata dell'11 aprile 2018 di Qui comincia. La trasmissione in onda tutti i giorni su Radio 3 Rai dalle 6 alle 6.45 è condotta da Attilio Scarpellini.
  • Blow Up. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Questo excursus nel backstage del crematorio e della tanatoestetica ci costringe a fare i conti - materialmente - con il nostro status, dopo l'infelice dipartita, di cadavere. (…) Un istruttivo percorso a ostacoli contro la nostra capacità di non vedere.
  • Rumore. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Caitlin Doughty è bravissima a mescolare ironia e particolari raccapriccianti: (…) L'analisi vivace e lucidissima del suo sentire diventa un appello arguto e appassionato a rivoluzionare il nostro stesso atteggiamento verso la morte. (…) Un'Ars moriendi per l'epoca moderna, insomma, che trascenda dal mero processo biologico - nascosto, temuto, reso sempre più elaborato e artificioso - e recuperi la naturalezza di una grammatica fisica, spirituale e soprattutto sociale persa nei meandri di un tempo lontanissimo.
  • Il Venerdi di Repubblica. Estasi: istruzioni per l’uso di Jules Evans
    II filosofo inglese Jules Evans racconta le sue esperienze emotive, dallo sballo ai ritiri spirituali. Cosa bisogna affrontare per superare ansie e paure quotidiane, per uscire dal proprio Io e avvicinarsi all'Altro? (…) Il frutto delle sue ricerche è un libro accademico, ma anche il diario di un'avventura personale, coraggiosa e autoironica, sul significato profondo dell'esperienza umana.
  • BooksSpecial. Estasi:istruzioni per l’uso di Jules Evans
    L’estasi è un’ospite difficile per le istituzioni di ogni forma e genere. Jules Evans si premura di sottolinearne i pericoli e le contraddizioni, ma le sue digressioni filosofiche, accordate a uno storytelling fluido, a tratti ironico, comunque pertinente e sincero, portano a concludere che il controllo delle emozioni e degli impulsi (se non proprio la loro rimozione) ha generato una reazione a catena per cui “dopo mezzo secolo di pace e prosperità, il multiculturalismo liberale ha fallito nell’impresa di offrire alla popolazione un senso di appartenenza e un concetto di bene comune (…), non riuscendo a proporre una visione trascendente del futuro”.
  • la Lettura. La bellezza di Aliya Whiteley
    Un romanzo breve particolarmente riuscito che gioca in modo perturbante con temi classici della fantascienza post-apocalittica—le donne sono scomparse a causa di una pandemia—alzando allo stesso tempo il tiro della riflessione filosofica. (...) Un dispositivo narrativo che permette all’autrice di innescare riflessioni non scontate sulla questione di genere e sul ruolo della memoria e delle storie nella definizione della realtà.
  • Mangialibri. Pellegrini del sole di Jenni Fagan
    Jenni Fagan ibrida la fiction postmoderna alla narrativa apocalittica “d’autore” usando un registro più malinconico che disperato, più lieve che cupo. Il risultato di questo insolito esperimento letterario è una favola che ha il sapore della neve fresca fatta sciogliere in bocca.
  • Invidia di Jurij Olesa a Qui comincia, Radio 3 Rai
    Il libro Invidia dello scrittore russo Jurij Oleša è l'argomento del giorno della puntata del 16 marzo 2018 di Qui comincia. La trasmissione in onda tutti i giorni su Radio 3 Rai dalle 6 alle 6.45 è condotta da Attilio Scarpellini.
  • Libero. Invidia di Jurij Oleša
    Ci sono piccoli editori che danno il piacere della riscoperta. È il caso di Carbonio Editore, che per la sua collana Cielo Stellato ripropone ai lettori italiani Invidia, di Jurij Oleša, dimenticato autore russo che ha partecipato in prima persona alla Rivoluzione d’Ottobre. (…) Un romanzo breve e intenso, di scrittura fine, (…) un affresco delle illusioni di un’epoca segnata da speranze e tragedie, di una transizione storica di uomini vecchi e nuovi.
  • D La Repubblica Delle Donne. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Comprensibilmente ossessionata dalla morte, Caitlin è anche consapevole che il modo più efficace per prendere distanza è guardarla da vicino e sperare che la conoscenza scalzi la paura. Non c'è niente di morboso nel suo sguardo, che al crematorio e nelle successive esperienze nell'industria funeraria è sempre clinico e molto soggettivo. (…) Il memoir che ne risulta è un brillante e ispirato incrocio tra la serie tv Six Feet Under e i bei saggi di Mary Roach.
  • Internazionale. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Doughty riesce nell’impresa difficilissima di portare leggerezza, con il suo tocco, anche ai particolari più terrificanti. Un libro che è, insieme, il racconto di un’esperienza personale e di qualcosa che ci riguarda tutti; con inserti di antropologia, mitologia, religione e filosofia.
  • La Repubblica. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Una sorta di Diario di Bridget Jones in versione tetra che riesce a far sorridere pur non risparmiando particolari raccapriccianti. Caitlin Doughty racconta la sua esperienza, iniziata all'età di ventitré anni, in un’impresa di pompe funebri di San Francisco. Lo fa intrecciando il suo viaggio personale con l’antropologia, la storia e la letteratura. Fino ad arrivare alle favole dei fratelli Grimm.
  • Alias – Il Manifesto. Invidia di Jurij Oleša
    Un piccolo grandissimo libro, tessuto di vibrante malinconia, restituisce mirabilmente, oggi come allora, l’atmosfera di quel 1927: è Invidia, di Jurij Oleša,un tassello imperdibile del Novecento russo, che dopo decenni di assenza torna in libreria nella coinvolgente nuova traduzione di Daniela Liberti. È un libro leggero, aereo, fatto della pasta dei sogni (…). Sorprende la maturità con cui l’autore ventottenne riesce a concentrare in un unico testo esordio e canto del cigno, dissimulazione e denuncia, narrazione incalzante e dilemmi esistenziali.
  • Avvenire. Invidia di Jurij Oleša
    Qui è il gelo spietato (… ) a disintegrare ogni struttura fisica e sociale (…). Ma a Clachan Fells non c'è riscatto che tenga, l'unico credo è la resilienza contro la morsa claustrofobica del ghiaccio. E Jenni Fagan la racconta con una scrittura dalla bellezza straziante e fiera.
  • BooksSpecial. Bagliori Fatui di Miyamoto Teru
    Per Miyamoto Teru il dolore non è soltanto un’espressione individuale e nei racconti di Bagliori fatui è chiaro che emerge dove uomini, donne e i traballanti nuclei famigliari che compongono sono schiacciati dall’assenza di prospettive, dall’infelicità, dalla durissima lotta per la sopravvivenza. (…) La scrittura è tutta concentrata sulle storie, scarna e livida come le notti insonni sui tatami, concisa nella forma e limata parola per parola nel compilare i cahiers de doléances di un mondo invisibile.
  • Il Giornale. Invidia di Jurij Oleša
    Torna il romanzo del 1927 che sbeffeggiava il regime: Invidia (ora proposto da Carbonio Editore dopo quasi quarant’anni di assenza dalle nostre librerie), spesso accostato, quanto a critica sociale e a grottesco umorismo, alle opere di Bulgakov e Nabokov.
  • L’indice dei libri. Bagliori Fatui di Miyamoto Teru
    Miyamoto è oggi una delle figure più interessanti e prolifiche del panorama letterario giapponese.(…) Impietosa, la scrittura di Miyamoto Teru riduce il mondo alla sua forma essenziale, si concentra sui dettagli, sugli aspetti più crudi e sordidi delle storie degli ultimi. (…) Il realismo va però stemperandosi in sequenze vibranti, che dilatano lo spazio angusto di un povero villaggio di pescatori, di una casa popolare o di una baracca e ne sfumano i contorni, conferendovi una vita oltre le parole.
  • Carbonio Editore, una nuova realtà nel panorama editoriale
    Carbonio Editore, una nuova realtà nel panorama editoriale
  • Rumore. Pellegrini del sole di Jenni Fagan
    Qui è il gelo spietato (… ) a disintegrare ogni struttura fisica e sociale (…). Ma a Clachan Fells non c'è riscatto che tenga, l'unico credo è la resilienza contro la morsa claustrofobica del ghiaccio. E Jenni Fagan la racconta con una scrittura dalla bellezza straziante e fiera.
  • Buscadero. Saigon, Illinois di Paul Hoover
    Paul Hoover rende bene il clima confuso dell’America a cavallo tra il 1968 e il 1969, della frattura verticale tra le generazioni e dell’ambigua conduzione dei conflitti e offre un punto di vista inedito [...]. Toccante e utile, perché era una storia che ancora doveva essere raccontata
  • I funghi della fine del mondo? La Bellezza di Aliya Whiteley
    La bellezza riscrive in maniera inedita la distopia[…],è percorsa dalla corrente luminosa dell'estetica post-umana nella sua declinazione più delicata e discreta. […] In quanto animale narrativo, l’essere umano ha bisogno di storie, e in un mondo in cammino tra ecocidi e cambiamenti climatici, di storie che aiutino a immaginare una meta. Storie di speranza come La bellezza
  • Ambienteambienti. Pellegrini del sole di Jenni Fagan
    In “Pellegrini del sole” la scrittrice Jenni Fagan racconta vite che si intrecciano a causa della più terribile glaciazione mai capitata sulla terra. Un monito ecologista. Una glaciazione sconvolgente. Vite e solitudini che si incrociano. La fine del mondo non molto lontana. E sullo sfondo spettacoli naturali talmente belli e inusuali da sembrare finti. Sono questi gli ingredienti di Pellegrini del sole (Carbonio editore), il bel romanzo della scrittrice scozzese Jenni Fagan.
  • BooksHighway. Saigon, Illinois di Paul Hoover
    Paul Hoover rende bene il clima confuso dell’America a cavallo tra il 1968 e il 1969, della frattura verticale tra le generazioni e dell’ambigua conduzione dei conflitti e offre un punto di vista inedito [...]. Toccante e utile, perché era una storia che ancora doveva essere raccontata
  • BooksSpecial. Pellegrini del sole di Jenni Fagan
    Entrare in Pellegrini del sole è come penetrare in un igloo ricoperto da più livelli di neve e di ghiaccio che si sono sedimentati uno sopra l’altro. La parte superficiale dell’involucro è un romanzo distopico e apocalittico che ipotizza un’incombente glaciazione. [...] Sotto e dentro la coltre di gelo si snoda una contorta saga famigliare costruita attorno a una serie di formidabili personaggi femminili.
  • BooksSpecial. Un Paziente di Ben Watt
    Ben Watt passa in ospedale tutta l’estate del 1992 e Un paziente non è soltanto il diario dettagliato e puntiglioso della degenza [...]. Con grazia, a volte addirittura con ironia, è una riflessione sulla nostra fragilità.
  • La zona morta. Dark Star di Oliver Langmead
    Dark Star di Oliver Langmead è un'interessante e innovativa opera di science-fiction, un romanzo d'esordio che dal momento della sua pubblicazione ha destato molta impressione. Un libro che è al contempo un noir, un poema epico, un disco di alternative rock.
  • librolandia. Dark Star di Oliver Langmead
    Dark Star è un libro avvincente che ricorda Blade Runner, con intrighi, corruzione, insabbiamenti e un insolito detective: Virgil Yorke. Virgil come il poeta Virgilio, Yorke come Thom Yorke il cantante dei Radiohead.
  • Margutte. Dark Star di Oliver Langmead
    Dark Star è ambientato in un futuro nero e atroce, è un libro fantascienza, e una detective story. Infine è scritto in perfetta metrica, quindi è un romanzo in versi. Il detective Virgil Yorke, insieme al suo aiutante, Dante a lavoro su due casi compiono la loro discesa all'inferno in una realtà violenta, piena di colpi di scena.
  • il manifesto. Masha Gessen, quando il terrore centroasiatico è storia americana
    Masha Gessen ne I fratelli Tsarnaev analizza il contesto che può portare dei "signor nessuno" a diventare dei potenziali assassini di massa. L'inchiesta della giornalista moscovita indica in maniera ancor più evidente il percorso che può portare alla violenza. Un percorso che a seconda dei casi può essere iscritto nella storia o nelle vicende individuali e cui lo jihadismo vorrebbe offrire una sinistra legittimità.
  • Mangialibri. Bagliori fatui di Miyamoto Teru
    La vita e la morte camminano a braccetto nelle pieghe di questa narrativa assai minuziosa, dal taglio cinematografico e profondamente empatica, rivolta verso il sociale, in particolare nei riguardi della crisi di una classe operaia smarrita e quasi dimenticata sullo sfondo della variegata regione di Osaka.
  • BooksHighway.it La Bellezza di Aliya Whiteley
    La Bellezza arriva da sottoterra ed è solo un primo passo in un sorprendente mondo al contrario dove infine gli uomini dovranno affrontare la gravidanza. Una lunga e surreale parabola che comincia in un paesaggio post apocalittico, umido e buio, con gli esseri viventi diradati.
  • Suicidio o delitto perfetto? Il dubbio necessario di Colin Wilson
    Un dubbio necessario è la prima traduzione italiana del romanzo pubblicato nel 1964 di Colin Wilson, scrittore inglese di culto scomparso nel 2013. Questo thriller filosofico-esistenziale ruota intorno a un dubbio, appunto: quello del prof di filosofia Karl Zweig che dopo quarant'anni rincontra Gustav, suo ex alunno ebreo, e si chiede se dietro l'apparente suicidio di due vecchi e facoltosi uomini non si celi la mano del brillante pupillo.
  • Sei patologie dell’Occidente secondo Noica
    Constantin Noica, pensatore antipositivistico e teorico di una rinnovata ontologia, nel libro Sei malattie dello spirito contemporaneo (1978) ha costruito una tassonomia delle «malattie dello spirito» che coincidono con altrettante «malattie dell'essere». Un sestetto di patologie etichettate con altrettante parole di suo «nuovo conio» modellate sul greco.
  • Noica. L’Europa è malata dunque c’è speranza
    Se il nostro fosse ancora tempo da vacanze intelligenti, ci sarebbe da adoperare il libro Sei malattie dello spirito contemporaneo di Costantin Noica come spunto per il  gioco dell'estate, qualcosa del tipo di che malattia soffri di atodetite o ti senti più incline all'acatholia? Inutile consultare dizionari e siti medici, perché le sindromi e le relative gradazioni sono un'invenzione dello stesso Noica, che in questo scritto del 1978 redige una fantasiosa eppure affidabile cartella clinica della contemporaneità.
  • Se la malattia impone d’essere (davvero) pazienti, Ben Watt
    Un paziente di Ben Watt non è soltanto il diario dettagliato e puntiglioso della sua degenza ma con grazia, a volte addirittura con ironia, è una riflessione sulla nostra fragilità.
  • La Libromante, Leone: le sei malattie del filosofo Noica e il paracetamolo
    Per i nati sotto il segno del Leone: le sei malattie dello spirito contemporaneo diagnosticate dal filosofo rumeno Costantin Noica si possono curare con il paracetamolo che è anche un blando psicotropo.
  • Ben Watt, dalla gloria del pop alla malattia. Un paziente. Storia vera di una malattia rara
    Un paziente. Storia vera di una malattia rara di Ben Watt è una cronaca meticolosa di mesi di ospedale. Un racconto senza falsi pudori: le riflessioni della pop star sono profonde, intense, da artista che è anche e soprattutto uomo.
  • Il mal de vivre, da Nietzsche a Godot, Costantin Noica
    Il filosofo rumeno Constantin Noica, quasi eretico quasi maledetto del Novecento europeo, analizza in forma letteraria i vizi dell'anima nel saggio Sei malattie dello spirito contemporaneo.
  • Sei malattie dello spirito contemporaneo di Costantin Noica a Qui comincia, Radio 3 Rai
    Il libro Sei malattie dello spirito contemporaneo del filosofo rumeno Costantin Noica è l'argomento del giorno della puntata del 18 maggio 2017 di Qui comincia. La trasmissione in onda tutti i giorni su Radio 3 Rai dalle 6 alle 6.45 è condotta da Attilio Scarpellini.
  • Così filosofi da morire, Costica Bradatan
    Morire per le idee di Costica Bradatan è uno stimolante percorso all'interno della più fondamentale questione dell'esistenza umana e un invito a vedere la filosofia non come pura sfera speculativa ma come attività pratica, fatta di carne.
  • Filosofia da vivere (e da morire). Intervista a Costica Bradatan
    Il filosofo Costica Bradatan presenta il suo lavoro, Morire per le idee. Le vite pericolose dei filosofi (Carbonio editore, traduzione di Olimpia Ellero) a Tempo di libri, Fiera dell'editoria italiana. Il professore statunitense indaga il rapporto inscindibile tra le idee e l'esistenza dei pensatori che può portare anche al martirio.
  • Sulle tracce dei terroristi, Masha Gessen
    Un viaggio nel tempo e nello spazio la parabola terroristica dei fratelli Tsarnaev, nel libro-inchiesta di Masha Gessen, scrittrice e attivista russo-americana.
  • I fratelli Tsarnaev di Masha Gessen, Leggere a colori
    I fratelli Tsarnaev di Masha Gessen è un’indagine sul male del nostro tempo condotta in maniera esemplare, una moderna tragedia americana che ci riguarda tutti.
  • I fratelli Tsarnaev di Masha Gessen, Paperblog
    Masha Gessen ricostruisce non solo la storia della famiglia Tsarnaev, ma anche il contesto della tragedia di cui i due fratelli sono stati protagonisti.
  • Morire per le idee a Qui comincia, Radio 3 Rai
    Qui comincia, trasmissione in onda tutti i giorni su Radio 3 Rai dalle 6 alle 6.45, è tutta dedicata a Morire per le idee. Le vite pericolose dei filosofi di Costica Bradatan.
  • “In poche parole” – Un paziente di Ben Watt
    Il "paziente" del titolo è Ben Watt, del duo pop Everything But the Girl. Nel '92, 29enne e all'apice del successo, si scopre malato di un morbo raro e letale.
  • Parte Carbonio con Bradatan, Gessen e Watt
    Escono la prossima settimana in libreria i primi tre titoli della casa editrice Carbonio, fondata lo scorso anno a Milano da Fabio Laneri e Fortunata de Martinis.
  • BooksHighway.it legge Masha Gessen
    I fratelli Tsarnaev, Tamerlan e Dzhokar alias Jahar, sono i responsabili degli attentati al traguardo della maratona di Boston in occasione del Patriots Day, 15 aprile 2013. Tamerlan è morto in seguito alle ferite subite nel corso di un conflitto a fuoco con la polizia, quattro giorni dopo.