Rassegna stampa

  • “Il mistero dell’orto di Rocksburg” consigliato da PANORAMA
    PANORAMA. Stefania Vitulli plaude alla scoperta di un romanziere di razza come K.C. Constantine.
  • TuttoLibri (LA STAMPA) – “Il mistero dell’orto di Rocksburg” recensito da Giuseppe Culicchia
    Il mistero dell'orto di Rocksburg recensito su TuttoLibri de LA STAMPA dallo scrittore e americanista Giuseppe Culicchia. «Rocksburg è un luogo immaginario che tuttavia risulta essere una credibile rappresentazione di quella provincia americana che, colpita dalla crisi industriale, ha votato Trump.»
  • VOCI DAL MONDO – RADIO RAI 1 parla di ‘Radical’ di Maajid Nawaz con Alberto Cristofori
    VOCI DAL MONDO – RADIO RAI 1. Il settimanale di attualità e politica estera del Giornale Radio Rai, parla di 'Radical' di Maajid Nawaz con il traduttore Alberto Cristofori (segnaliamo in particolare i 2 minuti che vanno dal 17’ al 19’) nella puntata di domenica 22 luglio dedicata all’ISIS.
  • Il mistero dell’orto di Rocksburg di K.C. Constantine recensito su Thrillercafé da Francesca Mancini
    "Il mistero dell’orto di Rocksburg" recensito su Thrillercafé da Francesca Mancini. Il crimine sul quale indaga l’ispettore Balzic e le reazioni a catena che si verificheranno in seguito, appartengono sì al giallo classico, ma hanno soprattutto la funzione di raccontare il contorno, il tessuto sociale.
  • “La Provincia di Sondrio” consiglia la lettura di ‘Saigon, Illinois’ di Paul Hoover
    "La Provincia di Sondrio" consiglia la lettura di 'Saigon, Illinois' di Paul Hoover. Il Vietnam (in Illinois) di chi rimase a casa...
  • Contorni di Noir – Michele Finelli recensisce “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di Constantine
    Il mistero dell'orto di Rocksburg recensito su “Contorni di Noir”. Nella densa analisi di Michele Finelli vengono al pettine i nodi della poetica di K.C. Constantine – l'importanza profonda dell'ambientazione e del contesto sociale, i rapporti tra sessi, improntati a un tradizionalismo mortificante per le donne e per qualunque loro aspirazione di autonomia, la vividezza superlativa dei dialoghi. Su tutti, però, il recensore sembra essere rimasto stregato in particolare dalla sapienza introspettiva di Constantine. Come una malìa che pervade l'intero romanzo, questa non abbandona mai il lettore, il quale, a libro finito, ne sente nostalgia anelando un'altra indagine dell'ispettore Mario Balzic.
  • “Liberi di scrivere” – Viviana Filippini consiglia la lettura del romanzo di K.C. Constantine
    'Il mistero dell'orto di Rocksburg' recensito su “Liberi di scrivere”. Viviana Filippini consiglia la lettura del romanzo di K.C. Constantine, mettendo in rilievo la sua essenza bifronte: giallo sulla natura umana e grande affresco sociale.
  • IlLIBRAIO.IT – L’editore Fabio Laneri parla del progetto editoriale Carbonio alla giornalista Noemi Milani
    L'editore Fabio Laneri parla del progetto editoriale Carbonio alla giornalista Noemi Milani. La spinta di tutto è stata la convinzione profonda che il pensiero sia strumento di analisi e nutrimento per la mente, da qui l'idea di Carbonio e delle sue collane Zolle (non fiction filosofica) e Cielo Stellato (fiction e non fiction). Nel 2019 si preannunciano novità rilevanti come la collana Klassika, dedicata ai capolavori dimenticati dell’Ottocento e del Novecento, e la pubblicazione di alcuni titoli di fantascienza dei fratelli russi Arkadij e Boris Strugackij.
  • “Gli errori della benevolenza” di D. C. Stove recensito su Lankenauta
    "Gli errori della benevolenza" di D. C. Stove recensito su 'Lankenauta'. Così Luca Menichetti: una disamina impietosa di gran parte delle correnti di pensiero che hanno caratterizzato gli ultimi secoli di storia occidentale: “dall’Illuminismo al comunismo, dal darwinismo al postmodernismo”. In base alla premessa che “la benevolenza – se volta a ridurre la povertà e a equiparare la ricchezza – tenderà sempre più a diffondere la miseria."
  • RESET – Come si islamizza il radicalismo? “Radical”, il libro di Maajid Nawaz
    Radical su "RESET". Come si islamizza il radicalismo? Riccardo Cristiano evidenzia il valore aggiunto del memoir di Maajid Nawaz, come esso più di altri racconti, descriva, svisceri i meccanismi della radicalizzazione religiosa. Il ruolo giocato dal razzismo, dall'Islam, dalla morte – la minaccia sublime e sublimata –, la funzione del conflitto permanente, la destrutturazione del discorso democratico.
  • Archivio Storico consiglia la lettura di “Radical”, il libro di Maajid Nawaz
    Il periodico telematico Archivio Storico segnala l'uscita italiana di "Radical", il saggio-memoir di Maajid Nawaz, mettendo in evidenza motivi e meccanismi alla base della scelta fondamentalista islamica.
  • LICATANET.IT consiglia la lettura di ‘Radical’, il memoir di Maajid Nawaz
    Il periodico telematico Licatanet.it segnala l'uscita italiana di "Radical", il saggio-memoir di Maajid Nawaz, mettendo in evidenza motivi e meccanismi alla base della scelta fondamentalista islamica.
  • AVVENIRE – Letteratura. Riccardo Michelucci parla del “Vietnam di Hoover”
    AVVENIRE - Letteratura, di Riccardo Michelucci: "Il Vietnam di Hoover mette a nudo l'anima vera degli Usa". Pochi grandi romanzi hanno raccontato finora la guerra del Vietnam dal punto di vista di chi si rifiutò di indossare la divisa e ne pagò le conseguenze sulla propria pelle. Rappresenta una rara eccezione 'Saigon, Illinois' di Paul Hoover, uscito negli Stati Uniti nel 1988 e pubblicato adesso per la prima volta anche in italiano da Carbonio editore nell’ottima traduzione di Nicola Manuppelli. Hoover “è riuscito a descrivere magistralmente il senso di amarezza e di disillusione che segnò quell’epoca, stemperandola con robuste dosi di sarcasmo e ironia”.
  • il Manifesto – Francesca Del Vecchio intervista Maajid Nawaz, autore di “Radical”
    Oggi sul Manifesto l’intervista di Francesca Del Vecchio con Maajid Nawaz, attivista e giornalista anglo-pakistano di fede islamica, co-fondatore di Quilliam, associazione che promuove l’integrazione e il rispetto per i diritti umani e combatte gli estremismi. Nel suo libro Radical, edito da Carbonio, racconta come “a 16 anni scelse la strada del fondamentalismo, salendo l’intera «scala gerarchica del terrore» fino a diventare un reclutatore”.
  • la Repubblica – Antonello Guerrera incontra Paul Hoover e recensisce “Saigon, Illinois”
    la Repubblica – Paul Hoover, autore di 'Saigon, Illinois', un libro che oggi arriva in Italia e “...racconta perché serve un’altra ‘rivoluzione piena di poesia’”. Antonello Guerrera, rigoroso americanista, conoscitore degli States, dalla East alla West Coast, parla del suo incontro a Roma con Paul Hoover, regalandoci un’appassionata recensione di Saigon, Illinois, un capolavoro dimenticato che Carbonio è fiera di aver riportato alla luce. «Il Vietnam ci ha regalato tante libertà di espressione, prima impensabili», spiega Hoover, «dall’Urlo di Ginsberg al femminismo . Oggi se rileggo miei libri degli anni immediatamente successivi mi sorprende quanto siano espliciti. Ma tutto quello che abbiamo conquistato è perché siamo scesi in strada, ci siamo ribellati, cosa che oggi accade molto raramente».
  • SENZAUDIO.IT – Claudio Della Pietà recensisce “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di Constantine
    Il mistero dell'orto di Rocksburg di K.C. Constantine recensito da Claudio Della Pietà su SENZAUDIO.IT | La vivace copertina di questo nuovo libro, il titolo che invoglia il lettore a partire per una nuova avventura e Carbonio Editore, nuova realtà che si va affermando a piccoli-grandi passi, sembrano annunciare tutt’altro che sentimenti negativi. Piuttosto, adrenalina a piene mani. L’autore, K.C. Constantine, non ci delude, e ci regala questa curiosa avventura del suo personaggio di riferimento, il commissario Balzic, ambientata in un orto di una cittadina della Pennsylvania. Sono tre gli elementi principali che mi hanno fatto apprezzare questo romanzo: la scrittura riconoscibile, i contenuti di spessore, la struttura della storia molto semplice. [...] La storia che vede coinvolti Balzic, Jimmy, Frances e una schiera di altri originali personaggi, originali soprattutto nei nomi, tutto fuorché tipicamente americani, è il filo a cui l’autore stende tutti i suoi panni ad asciugare, mettendo in bella vista situazioni, eventi, fatiche e umori, di una fetta piuttosto grossa della società americana post-industriale, soffocata dalla crisi economica, dalla mancanza di valori forti, oppressa da visioni contrapposte della vita che cozzano una contro l’altra dando vita a temporali di inaudita intensità.
  • LANKENAUTA recensisce “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di Constantine
    "Il mistero dell'orto di Rocksburg" di K.C. Constantine recensito da LANKENAUTA. Navigando in rete forse è ancora possibile leggere una breve presentazione di K.C. Constantine, contenuta in un portale dedicato alle copertine del “giallo”: “Se pensate che Elmore Leonard sia un maestro del dialogo (ed è vero), vuol dire che non conoscete K.C. Constantine. Nessuno lo conosce davvero, tra l’altro, perché nessuno l’ha mai visto in faccia e nessuno sa quale sia il suo vero nome. La versione più diffusa è che “K.C. Constantine” sia lo pseudonimo di Carl Constantine Kosak, nato (forse) nel 1934 da madre italiana e padre serbo proprio come il suo personaggio Mario Balzic, capo della polizia nella fittizia città mineraria di Rocksburg, Pennsylvania, e protagonista di gran parte dei diciassette romanzi a firma Constantine. […] Neanche uno di questi libri è mai stato tradotto in italiano, anche per la sovrumana difficoltà di riprodurre adeguatamente l’incredibile stile dell’autore. Ma noi non disperiamo. Anzi, siamo pronti”. Infatti non c’era proprio motivo per disperare. A risolvere il problema c’ha pensato la Carbonio editore che, per la prima volta in Italia, ha pubblicato, con traduzione di Nicola Manuppelli, “Il mistero dell’orto di Rocksburg” (The Man Who liked Slow Tomatoes, 1982), una delle inchieste di Balzic, preludio di altre pubblicazioni con protagonista il detective di origini italo-serbe: “sono mezzo zingaro e mezzo latino” (pp.218). Un personaggio che sfugge in parte ai canoni più consueti del noir, e non tanto per il carattere burbero ma di buon cuore, che non disdegna i metodi poco ortodossi pur di ristabilire la giustizia”. Balzic, poco avvezzo all’uso delle armi, propenso semmai ad alzare il gomito, è infatti il capo della polizia di Rocksburg, cittadina della Pennsylvania, non certo una metropoli tentacolare.
  • Quotidiano del Sud (Edizione Irpinia) consiglia “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di Constantine
    "Il mistero dell'orto di Rocksburg" di K.C. Constantine consigliato da Il Quotidiano del Sud (Edizione Irpinia). A Rocksburg, Pennsylvania, sembra che non accada mai nulla. Eppure, tra le casette ordinate e linde di questa sonnolenta provincia americana, non tutto è tranquillo come appare. Lo sa bene Mario Balzic, capo della polizia, che a Rocksburg vive da sempre. Di origini italo-serbe, incline all’alcol e al turpiloquio, Balzic è un tipo burbero ma di buon cuore, che non disdegna i metodi poco ortodossi pur di ristabilire la giustizia. Stavolta Balzic deve vedersela con una sua vecchia conoscenza: la signora Frances Romanelli, allarmata dalla scomparsa del marito Jimmy, ex minatore, che negli ultimi tempi era dedito alla coltivazione di un rigoglioso campo di pomodori… E proprio intorno a quell’orto aleggia un mistero che di lì a poco sconvolgerà la cittadina...
  • il Giornale – Eleonora Barbieri recensisce “Figlio unico” di Mei Fong
    "Figlio unico" di Mei Fong recensito da Eleonora Barbieri su il Giornale. La politica del figlio unico: “‘l’esperimento sociale più radicale al mondo’. Un modo – spiega Mei Fong, giornalista Premio Pulitzer – per ‘correggere la marea umana, cambiare i comportamenti delle persone, di fatto inserendo lo Stato nel più intimo degli spazi familiari – in casa, nella camera da letto, nell’utero delle donne’”.
  • Il mistero dell’orto di Rocksburg, il noir di Constantine consigliato da TvZap
    Il mistero dell'orto di Rocksburg, il noir di Constantine consigliato da TvZap. In Italia una delle più famose saghe letterarie americane fatte di 17 brillanti romanzi capaci di svelare la realtà della provincia statunitense come poche altre opere. Poteva essere il nuovo Tenente Colombo, eppure il gran rifiuto di K.C. Constantine di trasformare i suoi libri in una serie tv non fu per la codardia connaturata nel dantesco Celestino V, piuttosto nella sua naturale ritrosia che lo ha reso negli Stati Uniti un autore misterioso e di culto che finalmente anche in Italia è possibile conoscere meglio perché la casa editrice Carbonio ha deciso di pubblicare i libri dedicati all’ispettore Mario Balzic. Primo volume dato alle stampe della serie è "Il mistero dell’orto di Rocksburg" (The Man Who liked Slow Tomatoes) del 1982.
  • “FIGLIO UNICO” di Mei Fong recensito su “L’ADIGETTO.IT”
    Mei Fong, giornalista cino-malese naturalizzata americana, vincitrice di molti e prestigiosi premi giornalistici, tra cui il Premio Pulitzer nella categoria International Reporting, dal 2003 ha cominciato a raccogliere materiale e testimonianze sia sul miracolo economico cinese, sia sulla crudele politica del figlio unico, attuata a costo di aborti selettivi, di sterilizzazioni non spontanee, di infanticidi, di abbandoni, con conseguenze forse ancora oggi non del tutto controllabili.
  • GENESI DI UN ROMANZO: Intervista a Paul Hoover su “Saigon, Illinois” su CIAO RADIO
    Paul Hoover dialoga con la giornalista Erika Zini di CIAO RADIO, storica emittente bolognese, a proposito di Saigon, Illinois. L'autore parla dall'urgenza di raccontare una storia che voleva solo diventare parola scritta e restare; di come, scrivendola, si sia preso una vacanza dalla poesia, sua forma espressiva d'elezione - senza abdicarne del tutto, come nota a ragione la giornalista; dell'incoraggiamento di un amico di università a mandare il manoscritto al New Yorker che ne pubblica subito un capitolo, suscitando l'interesse di un grande editore (Penguin Random House, che lo pubblicherà nel 1988 nella prestigiosa collana paperback Vintage Contemporaries ndr).
  • CONVENZIONALI consiglia i titoli Carbonio del 2017
    In una logica di valorizzazione costante del suo intero catalogo, al di là delle sole novità, Carbonio invita a farsi conoscere attraverso tutti i suoi titoli. Invito pienamente recepito dal blog Convenzionali. Gabriele Ottaviani segnala convintamente le nostre proposte britanniche, da "Un dubbio necessario", il raffinato mystery di Colin Wilson alla nuova Sci-Fi della scozzese Jenny Fagan, autrice di "Pellegrini del sole", e di Aliya Whiteley, autrice de "La Bellezza". Ottaviani consiglia inoltre la lettura di "Un paziente" di Ben Watt, musicista e cantautore (con Tracey Thorn forma il duo Everything but the Girl), spiegando al contempo cosa sia la sindrome di Churg-Strauss, perché spesso approcciarsi ai temi legati alla salute attraverso la letteratura può risultare più incisivo e meno traumatico. Non può essere dimenticato Hafid Bouazza con la sua ipnotica raccolta di racconti "I piedi di Abdullah" all'insegna di un Marocco quanto mai carnale e suadente. Il cinefilo Ottaviani raccomanda anche "I fratelli Tsarnaev" di Masha Gessen, nell'imminenza dell'uscita italiana del film "Stronger. Io sono più forte" di David Gordon Green, interpretato magistralmente da Jake Gyllenhaal e Tatiana Maslany. Sia il libro sia il film raccontano la tragedia della maratona di Boston dell'aprile 2013.
  • La Lettura. “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di K.C. Constantine
    Il mistero dell'orto di Rocksburg, il noir di Constantine. Il ruolo di Mario Balzic, l'ispettore di origini italo-serbe protagonista del romanzo Il mistero dell'orto di Rocksburg, è quasi come quello di un outsider. Nella cornice dell'immaginaria Rocksburg, Pennsylvania, nella Rust Belt colpita dalla crisi, Balzic è incaricato di trovare l'ex minatore scomparso Jimmy Romanelli.
  • PANORAMA – Figlio unico di Mei Fong
    Panorama consiglia la lettura di "Figlio unico. Passato e presente di un esperimento estremo" di Mei Fong. "Meglio letti tardi che mai... per un'estate invidiabile, anche per la forma mentale." «Troppi degli ottimi titoli usciti poco tempo fa dovranno fare posto al nuovo e molti lettori curiosi non avranno potuto gustarsi alcune tra le migliori uscite recenti. Ecco allora una selezione ragionata (e appassionata) di libri che vi consigliamo di mettere in valigia, o nello zaino, per recuperare quanto di più originale ha avuto da offrire quest'anno l'editoria di qualità. [...] La giornalista Mei Fong è Premio Pulitzer 2007, quindi la garanzia dell'abilità nello sposare testimonianze reali e toccanti con il "fact checking" è garantita. Fong affronta il tema del figlio unico nell'omonimo libro, mettendo il dito nella piaga di una politica che ha cambiato un Paese, la Cina, in modo inimmaginabile persino per chi l'ha pianificata. Da leggere assolutamente, perché è il ritratto straordinario di una nazione lacerata dal confronto con la propria verità.»
  • La Bottega del Barbieri – “La bellezza”, favola dura e necessaria di Aliya Whiteley
    La bellezza di Aliya Whiteley. Favola dura e necessaria. «Nuovi occhi, nuove creature sono nate nel lasso di tempo in cui le donne sono state spazzate via dalla faccia della Terra?». E ancora: «la Bellezza sa offrire conforto, sesso e tenerezza. Cos’altro c’è?». [...] «va detto che queste divisioni sono sempre esistite. E’ il fondamento stesso della vita. Le divisioni non portano solo discordia ma anche speranza. Chissà cosa può accadere quando le regole continuano costantemente a cambiare?». Ma soprattutto: «Le regole sono urlate, le storie sussurrate». [...] Non so molto di Aliya Whiteley ma se scrive sempre così è da tenere d’occhio.
  • L'”Invidia” di Jurij Oleša è su “Senzaudio”
    Pubblicato nel 1927 su “Krasnaja Nov”, "Invidia" è ritenuto il capolavoro di Jurij Oleša per la felicità di vis satirica e l’originalità della struttura compositiva con cui vengono affrontate tematiche fondamentali per capire non soltanto la Storia e la cultura russe, a cavallo tra XIX e XX secolo, ma anche i contraccolpi sociali conseguenti alla Rivoluzione - gli effetti dell’industrializzazione e della civiltà meccanizzata, il rapporto tra intellettuali e socialismo, il dissidio tra dimensione individuale e collettiva. A quasi 50 anni dall'ultima edizione italiana, Carbonio Editore lo recupera offrendolo ai lettori nella nuova ed efficace traduzione di Daniela Liberti.
  • Corriere della Sera. Figlio unico di Mei FONG
    “L’idea di dominare la Natura. Di forgiarla secondo le proprie necessità. Di piegarla quando ci minaccia. In Cina l’uomo interagisce con l’ambiente da millenni. Prova a interpretarne le forze; a ingabbiarlo in manufatti monumentali; a dominarlo persino nell’Aldilà”. Paolo Salom sul Corriere della Sera riflette sulla politica del FIGLIO UNICO, analizzata da Mei Fong, giornalista Premio Pulitzer 2007, nell'omonimo libro. Per l'autrice, questa policy durata 35 anni è stata più che altro «un fallimento»: «Le limitazioni imposte da questo piano demografico—scrive—hanno contribuito ben poco al progresso sul piano economico». Addirittura, starebbero mettendo «a repentaglio il suo sviluppo futuro».
  • Lankenauta – Letteratura e altri mondi. “Saigon, Illinois” di Paul Hoover
    “Saigon, Illinois” di Paul Hoover. Gli aggettivi che in questi anni la critica ha utilizzato per presentare il romanzo di Paul Hoover, Saigon, Illinois, sono davvero molti: pensiamo a “vivido”, “caleidoscopico”, “superbo”, “scrittura affilata”, “poetica profonda”; e via dicendo. Soprattutto in riferimento all’Italia si potrà arricchire questo elenco con “laterale”, inteso certamente non in senso negativo ma alla stregua di “irregolare”. I motivi son presto detti e riguardano sia la produzione letteraria di Paul Hoover, sia l’argomento trattato nel romanzo, sia il fatto che Saigon, Illinois (1988), grazie alla lungimiranza della Carbonio editore, è la prima opera dello scrittore americano pubblicata in Italia.
  • BooksHighway.it – Marco Denti intervista Paul Hoover, autore di “Saigon, Illinois”
    The War Is Over – Intervista a Paul Hoover. "Saigon, Illinois" è uno dei rari romanzi che raccontano la guerra del Vietnam dal punto di vista di chi ha rifiutato di indossare una divisa. Un'esperienza che Paul Hoover, poeta e insegnante, racconta con un perfido sorriso sulle labbra perché certe scelte contengono, innata, l'irriverenza per il potere e per le sue mostruosità. Abbiamo colto l'occasione di farci spiegare la genesi e la singolarità di "Saigon, Illinois" in occasione della sua presentazione di sabato 23 giugno, a Roma, nel corso di Letterature Off, Biblioteca Cornelia, via Cornelia, 45, a partire dalle ore 18.
  • Il Fatto Quotidiano. Quando il giallo diventa letteratura: “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di K.C. Constantine
    K.C. Constantine, "Il mistero dell’orto di Rocksburg". Un investigatore dal metodo memorabile, che fonde vita e letteratura. Ché a inventarlo è K.C. Constantine, per anni il misterioso pseudonimo dell'americano Carl Kosak, grandissimo maestro di scrittura. Leggerlo è una lezione, non solo un piacere: tutto al posto giusto, non un aggettivo di più, figuriamoci gli avverbi.
  • Dagospia.com riprende l’articolo di Elisabetta de Dominis su “Estasi” di Jules Evans
    Jules Evans, Estasi: istruzioni per l'uso ovvero l'arte di perdere il controllo. «Prima di partire senza meta, dovremmo cercare l'anima dentro di noi, quella parte di divino che ci fa sentire entusiasti. E quando si è in dio, si è fuori di sé: in estasi.» "Estasi", questa sconosciuta – una volta, quando il sesso era sacro, si identificava con l’orgasmo. In greco significa “lo stato fuori da sé”. Ora è diventata un’araba fenice: tutti ne patiscono la mancanza e la cercano – in un libro del filosofo inglese Jules Evans si analizzano gli stati alterati di coscienza: bisogna essere un po’ Dioniso e un po’ Socrate, ma manca una cosa: l’amore-passione...
  • Libero. “Estasi” di Jules Evans
    Jules Evans, Estasi: istruzioni per l'uso ovvero l'arte di perdere il controllo. Il piacere di perdere il controllo che ti fa sentire come un dio. Dalle orge degli antichi greci alle ascesi dei santi, alle partite di calcio... Quello di Evans è un saggio che indaga le sfumature dell'esperienza sensoriale dell'«uscire di senno». Le prime religioni colsero l'inspiegabilità dell'estasi e ne fecero un mistero che gli iniziati ai riti potevano conoscere ma non rivelare. Oggi l'estasi è come l'araba fenice: tutti ne patiscono la mancanza e la cercano. Cos'è l'estasi? «È qualsiasi esperienza che porti fuori dall'io razionale», spiega il filosofo inglese Evans che ha intrapreso un viaggio negli stati alterati di coscienza, descritto nel suo saggio come un festival...
  • Convenzionali. Speciale su Paul Hoover e il suo “Saigon, Illinois”
    Paul Hoover, autore di Saigon, Illinois, risponde alle domande di @GabrieleOttaviani su Convenzionali: “La poesia punge e guarisce”. “La letteratura riflette il mondo così com’è e anche come avrebbe potuto essere. Ha la funzione, come diceva Horace, di deliziare e istruire. Per il lettore che soffre, può aiutare a piangere il dolore. Il ruolo di un poeta nella nostra società è quello di risvegliare la mente verso la sua vita migliore. Dal punto di vista politico, pungere e guarire”. Paul Hoover incontrerà i lettori sabato 23 giugno 2018 alle 18:00, presso la Biblioteca Cornelia (Roma) - via Cornelia 45 - a Roma, insieme all'americanista e traduttore Nicola Manuppelli e all'interprete @LucaDresda, all'interno della cornice del Festival Internazionale di Massenzio #LetteratureOff.
  • BooksHighway. “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di K.C. Constantine
    Rocksburg, Pennsylvania, è una piccola e disorientata comunità di minatori che rispondono ai cognomi di Fiori, Muscotti, Bellotti, Renaldo e poi Petrolac, Ripulsky, Stramsky, Stuchinsky, Czekaj, Skobolo, tutti italoamericani e mitteleuropei (serbi, in particolare). La stagione che devono affrontare è la più difficile perché, come dice Jimmy Romanelli, il personaggio (in contumacia) che alimenta Il mistero di Rocksburg: “il mio lavoro non c’è più. Non sono io che ho lasciato il lavoro. È il mio lavoro che mi ha lasciato, c’è una grande differenza”. Del suo destino si dovrà occupare, Mario Balzic (protagonista di una lunga serie di romanzi), un capo della polizia insofferente all’autorità, con un’avversione singolare verso i suoi diretti superiori, che poi sono il procuratore e il sindaco. È un veterano della vecchia scuola, poco avvezzo alle pistole e molto di più alla riflessione. [...] Il mistero dell’orto di Rocksburg e della scomparsa di Jimmy Romanelli tocca a lui risolverlo (e al lettore scoprirlo), ma quello che importa è la crudele trasformazione di una comunità costretta ad arrendersi e a ripiegarsi su se stessa.
  • AGRPRESS – “Saigon, Illinois” di Paul Hoover al Festival Internazionale Letterature Off
    Saigon, Illinois di Paul Hoover. Verrà presentato sabato 23 giugno 2018 alle 18 presso la Biblioteca Cornelia - via Cornelia 45 - a Roma, al Festival Internazionale Letterature Off. Insieme all’autore interverrà Nicola Manuppelli, americanista e traduttore dell’opera. Letture e interpretariato a cura di Luca Dresda. «Era il desiderio che teneva insieme il mondo, non il bene o il male». «I veri angeli della desolazione non erano motociclisti fuorilegge e beatnik suburbani; erano comuni impiegati di drogheria, meccanici, presidenti di banche e casalinghe che credevano nell’inevitabilità, quindi nella bellezza della prima alba nucleare. Erano le fenici che si alzavano dalle ceneri dell’America delle piccole città e lo sapevano; era questo a conferire loro una tale spaventosa fiducia nei propri odi quotidiani».
  • Laborcare Journal (22/VIII 2018) – Luciana Coèn recensisce “Fumo negli occhi” di Caitlin Doughty
    Fumo negli occhi. Libro di non facile lettura, la narrazione che l’hawaiana trentaquattreenne Caitlin Doughty fa della sua esperienza in un’agenzia funebre stupisce lasciando ancora più aperti quesiti, ataviche riflessioni umane sul senso della vita e della morte. [...] Il suo interesse si arricchisce degli studi sulle modalità di vivere l’evento morte e la morte, di trattare il cadavere, delle ritualità in vari gruppi etnici, con riferimenti storici, scientifici e letterari precisi. Tutto ciò alternato alla narrazione della sua esperienza nell’agenzia funebre dove provvede alle cremazioni, assiste e collabora alle imbalsamazioni, prepara le salme, ritira i cadaveri dagli ospedali, dalle case di riposo, dalle abitazioni private; esperienze che le stimolano riflessioni, desiderio di approfondimento che lei esaudisce volta a volta.
  • AGRPRESS – Alessandro Poggiani recensisce “Figlio Unico” di Mei Fong
    In un lungo viaggio attraverso la Cina, la giornalista Mei Fong analizza le ripercussioni della politica del Figlio unico nella società contemporanea, fondendo le vicende private delle persone intervistate con il racconto dello loro storie personali sullo sfondo di eventi epocali...
  • Convenzionali. “Il mistero dell’orto di Rocksburg” di K.C. Constantine
    K.C. Constantine, Il mistero dell'orto di Rocksburg. L’apparenza di Rocksburg, cittadina della Pennsylvania, è quella di una località nella quale non pare che accada mai nulla. Ma non è così, e Mario Balzic, burbero ma giusto capo beone e sboccato della polizia, di origini italo-serbe, che è oltreoceano da sempre, lo sa più che bene. Oggettivamente nulla sembra infatti più innocuo di un bel campo di pomodori, come quello che Jimmy, ex minatore marito di Frances Romanelli, vecchia conoscenza di Balzic, era solito coltivare ultimamente, prima della sua scomparsa. Che non è che l’inizio… Brillante, appassionante, coinvolgente.
  • Convenzionali. “Saigon, Illinois” di Paul Hoover
    Saigon, Illinois di Paul Hoover, a metà tra E Johnny prese il fucile e Hacksaw Ridge, racconta – il romanzo ha trent’anni, ma pare scritto domani, per la sua stringente attualità – la guerra dal punto di vista di chi alla guerra ha detto no, un obiettore di coscienza, un ragazzo colto che vive gli anni della contestazione e del sesso libero, ritratti vividamente, e che in guerra, in quel Vietnam che è rimasto un mito ancora oggi a cinquant’anni di distanza, nel bene e nel male, non vuole andare. E non ci va...
  • Soft Revolution: Martina Ioriatti intervista Caitlin Doughty
    "Due chiacchiere con Caitlin Doughty. Abbiamo avuto l’enorme onore di poter intervistare Caitlin Doughty, in occasione dell’uscita del suo libro Fumo negli occhi e altre avventure dal crematorio, di cui avevamo già parlato, per Carbonio Editore (2018). Qui di seguito potete leggere la traduzione dell’intervista."
  • MicroMega. Radical di Maajid Nawaz
    Nella sua bella autobiografia, Radical. Il mio viaggio dal fondamentalismo islamico alla democrazia, l’anglo-pakistano Maajid Nawaz racconta il suo personale percorso di de-radicalizzazione che lo ha portato dall’essere un ideologo acclamato del movimento islamista Hizb al-Tahrir ad assumere posizioni convintamente liberali e democratiche. La storia esemplare di de-radicalizzazione di Nawaz ci dimostra che è possibile lasciarsi alle spalle l’islamismo radicale e approdare, nel suo caso attraverso la dolorosa esperienza delle carceri egiziane e la “riconnessione con l’umanità” prodotta dall’incontro con Amnesty International, ad una compiuta adesione ai principi democratici.
  • Buscadero. Estasi di Jules Evans
    Jules Evans è l'anfitrione giusto per scoprire il senso dell'estasi, effetti collaterali compresi. Perché se il capitolo dedicato alla musica è una delle analisi più intelligenti dedicate al rock'n'roll e alla sua forza che ci sia capitata di leggere da parecchi anni a questa parte, Estasi: istruzioni per l'uso non nasconde quei pericoli e quelle zone d'ombra che sono compresi nel prezzo quando si varcano le porte della percezione.
  • Lankenauta – Letteratura e altri mondi. “Pellegrini del sole” di Jenni Fagan
    Il tema distopico è un motivo ricorrente nella narrativa contemporanea. Sarà perché viviamo in tempi difficili; tempi di cambiamenti costanti, di trasformazioni incontrollate verso orizzonti indeterminati, che generano punti interrogativi carichi di apprensione. [...] Pellegrini del sole di Jenni Fagan profila un orizzonte di eventi legati a una radicalizzazione climatica: un’incombente era glaciale (siamo nel 2020) che cinge d’assedio l’Europa, causando grandi migrazioni umane verso il Sud. Siamo dunque ai limiti dell’universo letterario apocalittico. Ma la chiave di lettura esatta non è questa. È, appunto, distopica, e lo è nella misura in cui questa cornice di eventi estrema incastra dentro sé due vicende parallele (legate tra loro) di personaggi che, controcorrente, sono diretti o comunque continuano a vivere a Nord.
  • 7 – Corriere della sera. Micol Sarfatti recensisce “Fumo negli occhi” di Caitlin Doughty
    Caitlin Doughty, trentenne americana nata alle Hawaii, ha fondato a Los Angeles un’impresa di pompe funebri e un’associazione che insegnano ad accettare la morte e a considerarla come un evento naturale. «Perché, in fondo, è solo qualcosa che fa parte della vita».
  • Convenzionali. Figlio unico di Mei Fong
    Mei Fong, giornalista che ha ricevuto una fra le onorificenze più ambite nel suo campo, ossia il Pulitzer, e leggendo questo libro non si può non concordare sul fatto che un tale talento debba essere consacrato, conduce il lettore per mano in un viaggio attraverso la Cina, tra eventi grandiosi, ammalianti e intrisi di megalomania propagandistica come le Olimpiadi e la sofferenza degli umili, degli ultimi, degli emarginati. Straziante e bellissimo.
  • KATANE – Il Foglio. Figlio unico di Mei Fong
    La Cina inizia ad avere un vero problema demografico: la popolazione attiva si sta riducendo perché per via della cosiddetta “politica del figlio unico”, introdotta nel 1979 e rimasta in vigore fino al 2015, non ci sono abbastanza persone giovani a rimpiazzare quelle che vanno in pensione. A questo proposito, Carbonio editore ha tradotto in italiano Figlio unico. Passato e presente di un esperimento estremo del premio Pulitzer Mei Fong, che "analizza le ripercussioni della politica del figlio unico nella società contemporanea, intrecciando le storie private della gente intervistata con il racconto delle sue vicende personali sullo sfondo di eventi epocali". Da non perdere.
  • Eastwest.eu – Figlio unico di Mei Fong
    La legge del figlio unico seguiva un'indicazione che da anni il partito dava alla propria popolazione, invitando a figliare di meno: probabilmente – secondo studi recenti riportati anche dal libro Figlio unico di Mei Fong, dell'editore Carbonio – sarebbe bastato mantenere quelle indicazioni generiche, perché il trend cinese era già rivolto a una minore nascita di bambini.
  • Il grido. Radical di Maajid Nawaz
    Come nasce il fenomeno del radicalismo islamico, che sta sconvolgendo il cuore e la mente dell’occidente? Chi sono quelle persone, quei ragazzi, quelle donne, ora anche bambini che si fanno esplodere all’interno delle metropolitane, dentro ai teatri, in chiesa? Qual è il processo culturale e psicologico che li spinge a seminare la morte pensando di fare del bene? Radical di Maajid Nawaz ci permette di entrare in questo mondo dei nuovi demoni di dostoevskiana memoria, attraverso l’unico modo possibile: il racconto di un ragazzo pronto al martirio che alla fine si è tirato indietro. La sua storia è quella che troviamo nel libro.
  • Il Manifesto. Intervista a Mei Fong sulla politica cinese del “Figlio unico”
    Mei Fong, giornalista sino-malese (oggi vive negli Stati Uniti) e premio Pulitzer 2007, nel volume Figlio unico affronta uno dei temi più inquietanti e affascinanti della Cina, ovvero la politica del figlio unico. Decisa e inaugurata nel 1980 con lo scopo di diminuire la crescita della popolazione, in modo che non impedisse la crescita economica – si diceva che troppi figli avrebbero anche creato eccessivi costi – è stata abolita e riformata nel 2015 quando gli effetti di quella decisione del Partito comunista cinese erano apparsi in tutta la loro crudeltà: la popolazione cinese invecchia, manca forza lavoro, la società si prepara a essere dominata dalla generazione dei figli unici. E dire che questa scelta cinese, discutibile ma da più parti lodata, ha finito per essere accettata come una scelta «lungimirante» anche dalla stampa internazionale (dall’Economist per esempio).
  • Avvenire. Alessandro Zaccuri intervista Maajid Nawaz, autore di Radical
    Di intransigenza dogmatica Nawaz ha un’indubbia esperienza. Nato nel 1977 in Gran Bretagna da genitori immigrati dal Pakistan, ha fatto parte di Hizb al-Tahrir, un’organizzazione fondamentalista per la quale ha anche svolto il ruolo di reclutatore. Per quasi sei anni è stato prigioniero delle carceri egiziane, maturando il profondo ripensamento di cui dà conto in Radical, l’autobiografia scritta in collaborazione con Tom Bromley e da poco pubblicata nel nostro Paese da Carbonio.
  • BooksSpecial. Marco Denti recensisce ‘Figlio unico’ di Mei Fong
    Il numero 8, considerato simbolo della fortuna, prosperità e ricchezza in Cina (in Giappone è addirittura sacro) deve aver influito nella scelta di avviare la politica del Figlio unico nel 1980. Un programma di ingegneria sociale che puntava a ridimensionare la questione demografica, che è sempre “la” questione, sia quando è in tumultuosa espansione (all’epoca, in Cina), sia quando non lo è (in Italia, per esempio). Mei Fong riprende il discorso [...] ricordando che piegare il destino resta comunque un azzardo dato che, “ecco, in sostanza, come nacque la politica del figlio unico: un obiettivo economico, del tutto arbitrario, che ha cambiato il corso di milioni di vite umane”. [...] Figlio unico non è soltanto la rappresentazione più efficace del passato e presente di un esperimento estremo: Mei Fong non si limita agli aspetti statistici, sociali ed economici ma affronta con scrupolo la ricognizione sulla sostenibilità di scelte e/o imposizioni nella sfera più intima delle persone.
  • La Bottega del Barbieri. Intervista con Maajid Nawaz su Islam europeo e radicalismi
    Scritto dall’anglo-pakistano Maajid Nawaz, Radical è la testimonianza forte e viva di una persona che è scesa fino alla porta dell’inferno, poi è tornata. Un lavoro prezioso per entrare nei panni di chi ieri e oggi cede alle tentazioni del radicalismo religioso. Perché Nawaz fa parte della prima generazione di musulmani nati in Europa e che hanno abbracciato l’islam politico. Anche se non nella sua versione «gihadista», ma andandoci molto, ma molto vicino.
  • Il Manifesto. Figlio unico di Mei Fong
    Si dice che in Cina, lo ricorda Mei Fong, premio Pulitzer del 2007 e autrice di Figlio Unico, ogni vita valga come quella dei cani: un anno significa sette anni; questo perché i cambiamenti e le evoluzioni cinesi sono rapidissime, fenomeni capaci di sradicare precedenti eventi come niente fosse.
  • Il Venerdi di Repubblica. Radical di Maajid Nawaz
    Il percorso di redenzione di Maajid Nawaz, da vittima del razzismo nella sua Inghilterra a reclutatore di fondamentalisti islamici, dalle carceri egiziane alla lotta per la democrazia e i diritti umani. Un'autobiografia che è anche un viaggio nella testa degli occidentali che tifano jihad.
  • ‘O Magazine. Fumo negli occhi e altre avventure dal crematorio di Caitlin Doughty
    Per Caitlin Doughty non sono più defunti ma volti da truccare, perché alla fine è la morte il motore della creatività, solo che non è facile guardarla negli occhi e non vedere quanto possa mettere paura...
  • Convenzionali. Radical di Maajid Nawaz
    Quando ha sedici anni Maajid, inglese di origini pakistane, imbocca una strada ben precisa. Quella del fondamentalismo. [...] Finché a ventiquattro anni, arrivato in Egitto, non viene arrestato e rinchiuso nel penitenziario di Torà, presso Il Cairo. [...] Quando esce, grazie ad Amnesty International, è un uomo nuovo. Profondamente cambiato. [...] Questa è la sua storia. Da non perdere per nessuna ragione.
  • BooksHighway. “Estasi: istruzioni per l’uso” di Jules Evans
    Il presupposto di Estasi: istruzioni per l'uso, con uno spiccato grado di provocazione (e molta ironia), è che la cosiddetta "età secolare" abbia compresso (per non dire tarpato o amputato) la ricerca dell'estasi, e per estensione l'arte di perdere il controllo, confinandola nelle riserve dell'esotico e dell'esoterico. Au contraire, essendo l'estasi "un'illusione della mente", le possibilità sono infinite, ma Jules Evans non si è lasciato intimorire e ha seguito il consiglio di Charles Mingus, citato spesso con il suo adagio: "Devi avere qualcosa su cui improvvisare".
  • Convenzionali. Invidia di Jurij Oleša
    Quella qui raccontata con una prosa caleidoscopica, un geniale e pantagruelico banchetto di primizie imbandito a vellicare la fantasia del lettore, è favolosa, è la lotta di classe, simbolica, allegorica, talmente inverosimile da essere credibile, ambientata nella Mosca leninista dei piani quinquennali e dei primi anni venti del secolo breve [...] Da non lasciarsi sfuggire per nessuna ragione.
  • La Verità. Figlio unico di Mei Fong
    Quando sentiamo parlare della «politica del figlio unico», il pensiero corre verso territori esotici, subito viene evocata una barbarie di cui solo un regime totalitario sarebbe capace. In realtà, si tratta di una storia che ci riguarda molto da vicino, in cui l'Occidente è coinvolto tanto quanto la Cina. Lo mostra chiaramente Figlio unico, il bellissimo libro di Mei Fong - giornalista americana di origine cinese vincitrice del premio Pulitzer nel 2007 - appena pubblicato da Carbonio editore.
  • L’indice dei libri. Invidia di Jurij Oleša
    Si tratta di un letteratura “strana”, di quella stranezza che nell’Ottocento parlava di inquietudine, di hoffmanniano elusivo fantastico, ed era un modo per dilatare le possibilità dello sguardo e, soprattutto, del linguaggio che normalmente si sente inadeguato a cogliere e rappresentare un mondo che sta cambiando vertiginosamente. La prosa filosofica si combina con la realtà burocratica più ottusa, il protocollo a epifanie quasi mistiche, il senso del collettivo alla maledizione della solitudine dell’uomo, lo sguardo lirico alla causticità di una satira feroce. (…) In Invidia Jurij Oleša (1899-1960) racconta di uomini del sottosuolo, di donchisciotti, di difensori dei “sentimenti di una volta” che, in nome di un mondo passato di cui si sentono invano i custodi, tentano disperatamente di resistere al nuovo che avanza…
  • Il fatto Quotidiano. Radical di Maajid Nawaz
    Questo importante libro non è solo il racconto autobiografico di una “deradicalizzazione”. Nawaz sviluppa una contro-narrazione dell’Islam distinto dall’Islam politico e ci fa conoscere a fondo i meccanismi e le strategie di radicalizzazione, cosa indispensabile se si vuole davvero prevenire l’indottrinamento all’estremismo di matrice jihadista.
  • La Stampa. Radical di Maajid Nawaz
    Non c’illuda il diradarsi degli attentati: la battaglia contro il fondamentalismo per il cuore e le menti della umma è in alto mare. Maajid Nawaz conosce bene la fucina dell’odio. Classe 1977, nato in Gran Bretagna da genitori pachistani e cresciuto nel Londonistan quando la guerra santa si predicava en plein air, Maajid ha attraversato l’Ade ed è tornato: a 15 anni è già un reclutatore di jihadisti per Hizb al Tahrir, a 30 è un veterano del braccio anti-terrorismo delle segrete egiziane, a 40, dopo aver abbandonato il sole ingannatore del Califfato e fondato il think tank contro l’estremismo Quilliam, appare tra le 500 persone più influenti del Regno Unito del Sunday Times.
  • Il Venerdi di Repubblica. Figlio unico di Mei Fong
    Nelle campagne, abbandonate dai giovani, niente balli e tai chi, gli anziani fanno i conti con povertà e solitudine. (...) Un fenomeno, l'invecchiamento della società, che preoccupa sempre più il regime. E che si intreccia con la politica del figlio unico, lanciata nel 1979 e riformata nel 2016 con l'innalzamento del tetto a due figli per famiglia. Un nesso che analizza la premio Puiitzer Mei Fong nel suo ultimo libro Figlio unico, un reportage sugli effetti di quella discussa politica.
  • BooksSpecial. Radical di Maajid Nawaz
    Maajid Nawaz, giovane ribelle e writer che cresce nelle strade di Southend, nell’Essex, ascoltando rap, poi affiliato a un’organizzazione islamista, imprigionato in Egitto e infine paladino dei diritti civili, [...] ci insegna – attraverso il suo Radical – che la democrazia resta un’imperfezione tanto meravigliosa quanto fragile.
  • Archivio Storico – Invidia di Jurij Oleša
    "Invidia" è un grande affresco delle illusioni di un'epoca segnata da speranze e tragedie, di una transizione storica, di uomini vecchi e nuovi; un'opera d'arte che non rientrava negli schemi fissati dall'ideologia al potere, e per questo costata cara al suo autore. Un libro unico nel suo genere, una storia a volte grottesca, a volte divertente e spesso patetica: la storia sarcastica di una favolosa lotta di classe e di una non meno favolosa rivoluzione.
  • La Lettura. Radical di Maajid Nawaz
    Da reclutatore tra i giovani musulmani in Europa e nel mondo, per trasformarli in islamici radicali, a profeta del dialogo contro gli estremismi e per la coesistenza tra le religioni. È un tragitto intimo e tortuoso quello compiuto da Maajid Nawaz (…). La sua biografia Radical. Il mio viaggio dal fondamentalismo islamico alla democrazia è in effetti lo specchio di un mondo impenetrabile per un «esterno». Il ritmo veloce, incalzante, lo stile in prima persona, fatto d’immagini e sensazioni violente, lo rendono una cronaca appassionante che cattura subito l’attenzione.
  • Libero. Radical di Maajid Nawaz
    Una ricca letteratura di scrittori musulmani coraggiosi è sorta, mettendo insieme le testimonianze (…) di chi ha compreso che levare forte la voce contro l’estremismo era il modo migliore per salvare non solo se stessi ma anche l’islam dalle sue degenerazioni. Un esempio luminoso in questa chiave è quello dello scrittore anglo-pakistano Maajid Nawaz, il cui Radical. Il mio viaggio dal fondamentalismo islamico alla democrazia, che sarà presentato al Salone del Libro di Torino il 14 maggio, è già diventato un caso letterario.
  • Il Manifesto. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Del corpo che, una volta abbandonata la vicenda terrestre, diventa l’ingombro per chi poi dovrà occuparsene, scrive con acuminata ossessione Caitlin Doughty (...) in un libro tanto denso quanto ironico. Fumo negli occhi e altre avventure dal crematorio è uno strano esperimento, a metà strada tra la cronaca, il manuale e il memoir.
  • Robinson di La Repubblica. Invidia di Jurij Oleša
    È sublime come in questa novella di Jurij Oleša sogno e visceralità si mescolino per descrivere l’annullamento dell’individuo. Ed è vero che fin dalle prime righe si pensa a Bulgakov, ma la riscoperta di Oleša va ben oltre…
  • 7 – Corriere della sera. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Un memoir ironico, tra i bestseller del New York Times, su un mondo ancora avvolto da tabù e scaramanzie, ma che ha più importanza di quanto si creda. Perché l'ultima pagina della vita conta come la prima.
  • 7 – Corriere della sera . Invidia di Jurij Oleša
    Ci sono libri come quello di Jurij Olesa, Invidia, che mescolano satira, storia, persone e personaggi. Vite vissute negli anni Venti, fotografie della Rivoluzione russa che è utile rileggere. Per comprendere fino in fondo l’utopia e gli errori della Pianificazione (…) per quella sottovalutazione dell’animo umano da cui quel sistema venne sconfitto.
  • Giornale della libreria. Carbonio Editore a Più libri
    "Per entrambe le collane – racconta Fabio Laneri, fondatore della casa editrice – il criterio di selezione è la qualità letteraria della scrittura, la caratura autoriale, la poeticità della lingua, il rilievo delle storie narrate, siano esse biografie o racconti finzionali, così da soddisfare un pubblico di lettori onnivori ed esigenti, attratti da una proposta autenticamente libera e nuova".
  • BooksHighway. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Fumo negli occhi procede con un andamento ipnotico perché Caitlin Doughty racconta la sua esperienza personale (quasi una vocazione, si direbbe) alternandola a una vasta ricognizione di rituali e tradizioni funerarie da tutto il mondo e da ogni tempo. È un diario sui generis, e insieme un trattato, ma Caitlin Doughty sa narrare con verve, ha confidenza con i personaggi e strada facendo l’acquista con la materia, che non è la più semplice da maneggiare, perché è mossa dalla convinzione (corretta) che “l’ignoranza non è una forma di felicità, è solo un tipo di paura più profonda”.
  • Il sole 24 ORE. Estasi: istruzioni per l’uso di Jules Evans
    Intitolato appunto Estasi: istruzioni per l’uso, il saggio è articolato come un festival, laddove ogni capitolo corrisponde (…) a un’esperienza mistica, a una porta d’accesso alla dimensione estatica. Le vie del «raptus », del divino rapimento, sono infinite.
  • Estasi: istruzioni per l’uso di Jules Evans a Qui comincia, Radio 3 Rai
    Il libro Estasi: istruzioni per l'uso del filosofo inglese Jules Evans è l'argomento del giorno della puntata dell'11 aprile 2018 di Qui comincia. La trasmissione in onda tutti i giorni su Radio 3 Rai dalle 6 alle 6.45 è condotta da Attilio Scarpellini.
  • Blow Up. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Questo excursus nel backstage del crematorio e della tanatoestetica ci costringe a fare i conti - materialmente - con il nostro status, dopo l'infelice dipartita, di cadavere. (…) Un istruttivo percorso a ostacoli contro la nostra capacità di non vedere.
  • Rumore. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Caitlin Doughty è bravissima a mescolare ironia e particolari raccapriccianti: (…) L'analisi vivace e lucidissima del suo sentire diventa un appello arguto e appassionato a rivoluzionare il nostro stesso atteggiamento verso la morte. (…) Un'Ars moriendi per l'epoca moderna, insomma, che trascenda dal mero processo biologico - nascosto, temuto, reso sempre più elaborato e artificioso - e recuperi la naturalezza di una grammatica fisica, spirituale e soprattutto sociale persa nei meandri di un tempo lontanissimo.
  • Il Venerdi di Repubblica. Estasi: istruzioni per l’uso di Jules Evans
    II filosofo inglese Jules Evans racconta le sue esperienze emotive, dallo sballo ai ritiri spirituali. Cosa bisogna affrontare per superare ansie e paure quotidiane, per uscire dal proprio Io e avvicinarsi all'Altro? (…) Il frutto delle sue ricerche è un libro accademico, ma anche il diario di un'avventura personale, coraggiosa e autoironica, sul significato profondo dell'esperienza umana.
  • BooksSpecial. Estasi:istruzioni per l’uso di Jules Evans
    L’estasi è un’ospite difficile per le istituzioni di ogni forma e genere. Jules Evans si premura di sottolinearne i pericoli e le contraddizioni, ma le sue digressioni filosofiche, accordate a uno storytelling fluido, a tratti ironico, comunque pertinente e sincero, portano a concludere che il controllo delle emozioni e degli impulsi (se non proprio la loro rimozione) ha generato una reazione a catena per cui “dopo mezzo secolo di pace e prosperità, il multiculturalismo liberale ha fallito nell’impresa di offrire alla popolazione un senso di appartenenza e un concetto di bene comune (…), non riuscendo a proporre una visione trascendente del futuro”.
  • la Lettura. La bellezza di Aliya Whiteley
    Un romanzo breve particolarmente riuscito che gioca in modo perturbante con temi classici della fantascienza post-apocalittica—le donne sono scomparse a causa di una pandemia—alzando allo stesso tempo il tiro della riflessione filosofica. (...) Un dispositivo narrativo che permette all’autrice di innescare riflessioni non scontate sulla questione di genere e sul ruolo della memoria e delle storie nella definizione della realtà.
  • Mangialibri. Pellegrini del sole di Jenni Fagan
    Jenni Fagan ibrida la fiction postmoderna alla narrativa apocalittica “d’autore” usando un registro più malinconico che disperato, più lieve che cupo. Il risultato di questo insolito esperimento letterario è una favola che ha il sapore della neve fresca fatta sciogliere in bocca.
  • Invidia di Jurij Olesa a Qui comincia, Radio 3 Rai
    Il libro Invidia dello scrittore russo Jurij Oleša è l'argomento del giorno della puntata del 16 marzo 2018 di Qui comincia. La trasmissione in onda tutti i giorni su Radio 3 Rai dalle 6 alle 6.45 è condotta da Attilio Scarpellini.
  • Libero. Invidia di Jurij Oleša
    Ci sono piccoli editori che danno il piacere della riscoperta. È il caso di Carbonio Editore, che per la sua collana Cielo Stellato ripropone ai lettori italiani Invidia, di Jurij Oleša, dimenticato autore russo che ha partecipato in prima persona alla Rivoluzione d’Ottobre. (…) Un romanzo breve e intenso, di scrittura fine, (…) un affresco delle illusioni di un’epoca segnata da speranze e tragedie, di una transizione storica di uomini vecchi e nuovi.
  • D La Repubblica Delle Donne. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Comprensibilmente ossessionata dalla morte, Caitlin è anche consapevole che il modo più efficace per prendere distanza è guardarla da vicino e sperare che la conoscenza scalzi la paura. Non c'è niente di morboso nel suo sguardo, che al crematorio e nelle successive esperienze nell'industria funeraria è sempre clinico e molto soggettivo. (…) Il memoir che ne risulta è un brillante e ispirato incrocio tra la serie tv Six Feet Under e i bei saggi di Mary Roach.
  • Internazionale. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Doughty riesce nell’impresa difficilissima di portare leggerezza, con il suo tocco, anche ai particolari più terrificanti. Un libro che è, insieme, il racconto di un’esperienza personale e di qualcosa che ci riguarda tutti; con inserti di antropologia, mitologia, religione e filosofia.
  • La Repubblica. Fumo negli occhi di Caitlin Doughty
    Una sorta di Diario di Bridget Jones in versione tetra che riesce a far sorridere pur non risparmiando particolari raccapriccianti. Caitlin Doughty racconta la sua esperienza, iniziata all'età di ventitré anni, in un’impresa di pompe funebri di San Francisco. Lo fa intrecciando il suo viaggio personale con l’antropologia, la storia e la letteratura. Fino ad arrivare alle favole dei fratelli Grimm.
  • Alias – Il Manifesto. Invidia di Jurij Oleša
    Un piccolo grandissimo libro, tessuto di vibrante malinconia, restituisce mirabilmente, oggi come allora, l’atmosfera di quel 1927: è Invidia, di Jurij Oleša,un tassello imperdibile del Novecento russo, che dopo decenni di assenza torna in libreria nella coinvolgente nuova traduzione di Daniela Liberti. È un libro leggero, aereo, fatto della pasta dei sogni (…). Sorprende la maturità con cui l’autore ventottenne riesce a concentrare in un unico testo esordio e canto del cigno, dissimulazione e denuncia, narrazione incalzante e dilemmi esistenziali.
  • Avvenire. Invidia di Jurij Oleša
    Qui è il gelo spietato (… ) a disintegrare ogni struttura fisica e sociale (…). Ma a Clachan Fells non c'è riscatto che tenga, l'unico credo è la resilienza contro la morsa claustrofobica del ghiaccio. E Jenni Fagan la racconta con una scrittura dalla bellezza straziante e fiera.
  • BooksSpecial. Bagliori Fatui di Miyamoto Teru
    Per Miyamoto Teru il dolore non è soltanto un’espressione individuale e nei racconti di Bagliori fatui è chiaro che emerge dove uomini, donne e i traballanti nuclei famigliari che compongono sono schiacciati dall’assenza di prospettive, dall’infelicità, dalla durissima lotta per la sopravvivenza. (…) La scrittura è tutta concentrata sulle storie, scarna e livida come le notti insonni sui tatami, concisa nella forma e limata parola per parola nel compilare i cahiers de doléances di un mondo invisibile.
  • Il Giornale. Invidia di Jurij Oleša
    Torna il romanzo del 1927 che sbeffeggiava il regime: Invidia (ora proposto da Carbonio Editore dopo quasi quarant’anni di assenza dalle nostre librerie), spesso accostato, quanto a critica sociale e a grottesco umorismo, alle opere di Bulgakov e Nabokov.
  • L’indice dei libri. Bagliori Fatui di Miyamoto Teru
    Miyamoto è oggi una delle figure più interessanti e prolifiche del panorama letterario giapponese.(…) Impietosa, la scrittura di Miyamoto Teru riduce il mondo alla sua forma essenziale, si concentra sui dettagli, sugli aspetti più crudi e sordidi delle storie degli ultimi. (…) Il realismo va però stemperandosi in sequenze vibranti, che dilatano lo spazio angusto di un povero villaggio di pescatori, di una casa popolare o di una baracca e ne sfumano i contorni, conferendovi una vita oltre le parole.
  • Carbonio Editore, una nuova realtà nel panorama editoriale
    Carbonio Editore, una nuova realtà nel panorama editoriale
  • Rumore. Pellegrini del sole di Jenni Fagan
    Qui è il gelo spietato (… ) a disintegrare ogni struttura fisica e sociale (…). Ma a Clachan Fells non c'è riscatto che tenga, l'unico credo è la resilienza contro la morsa claustrofobica del ghiaccio. E Jenni Fagan la racconta con una scrittura dalla bellezza straziante e fiera.
  • Buscadero. Saigon, Illinois di Paul Hoover
    Paul Hoover rende bene il clima confuso dell’America a cavallo tra il 1968 e il 1969, della frattura verticale tra le generazioni e dell’ambigua conduzione dei conflitti e offre un punto di vista inedito [...]. Toccante e utile, perché era una storia che ancora doveva essere raccontata
  • I funghi della fine del mondo? La Bellezza di Aliya Whiteley
    La bellezza riscrive in maniera inedita la distopia[…],è percorsa dalla corrente luminosa dell'estetica post-umana nella sua declinazione più delicata e discreta. […] In quanto animale narrativo, l’essere umano ha bisogno di storie, e in un mondo in cammino tra ecocidi e cambiamenti climatici, di storie che aiutino a immaginare una meta. Storie di speranza come La bellezza
  • Ambienteambienti. Pellegrini del sole di Jenni Fagan
    In “Pellegrini del sole” la scrittrice Jenni Fagan racconta vite che si intrecciano a causa della più terribile glaciazione mai capitata sulla terra. Un monito ecologista. Una glaciazione sconvolgente. Vite e solitudini che si incrociano. La fine del mondo non molto lontana. E sullo sfondo spettacoli naturali talmente belli e inusuali da sembrare finti. Sono questi gli ingredienti di Pellegrini del sole (Carbonio editore), il bel romanzo della scrittrice scozzese Jenni Fagan.
  • BooksHighway. Saigon, Illinois di Paul Hoover
    Paul Hoover rende bene il clima confuso dell’America a cavallo tra il 1968 e il 1969, della frattura verticale tra le generazioni e dell’ambigua conduzione dei conflitti e offre un punto di vista inedito [...]. Toccante e utile, perché era una storia che ancora doveva essere raccontata
  • BooksSpecial. Pellegrini del sole di Jenni Fagan
    Entrare in Pellegrini del sole è come penetrare in un igloo ricoperto da più livelli di neve e di ghiaccio che si sono sedimentati uno sopra l’altro. La parte superficiale dell’involucro è un romanzo distopico e apocalittico che ipotizza un’incombente glaciazione. [...] Sotto e dentro la coltre di gelo si snoda una contorta saga famigliare costruita attorno a una serie di formidabili personaggi femminili.
  • BooksSpecial. Un Paziente di Ben Watt
    Ben Watt passa in ospedale tutta l’estate del 1992 e Un paziente non è soltanto il diario dettagliato e puntiglioso della degenza [...]. Con grazia, a volte addirittura con ironia, è una riflessione sulla nostra fragilità.
  • La zona morta. Dark Star di Oliver Langmead
    Dark Star di Oliver Langmead è un'interessante e innovativa opera di science-fiction, un romanzo d'esordio che dal momento della sua pubblicazione ha destato molta impressione. Un libro che è al contempo un noir, un poema epico, un disco di alternative rock.
  • librolandia. Dark Star di Oliver Langmead
    Dark Star è un libro avvincente che ricorda Blade Runner, con intrighi, corruzione, insabbiamenti e un insolito detective: Virgil Yorke. Virgil come il poeta Virgilio, Yorke come Thom Yorke il cantante dei Radiohead.
  • Margutte. Dark Star di Oliver Langmead
    Dark Star è ambientato in un futuro nero e atroce, è un libro fantascienza, e una detective story. Infine è scritto in perfetta metrica, quindi è un romanzo in versi. Il detective Virgil Yorke, insieme al suo aiutante, Dante a lavoro su due casi compiono la loro discesa all'inferno in una realtà violenta, piena di colpi di scena.
  • il manifesto. Masha Gessen, quando il terrore centroasiatico è storia americana
    Masha Gessen ne I fratelli Tsarnaev analizza il contesto che può portare dei "signor nessuno" a diventare dei potenziali assassini di massa. L'inchiesta della giornalista moscovita indica in maniera ancor più evidente il percorso che può portare alla violenza. Un percorso che a seconda dei casi può essere iscritto nella storia o nelle vicende individuali e cui lo jihadismo vorrebbe offrire una sinistra legittimità.
  • Mangialibri. Bagliori fatui di Miyamoto Teru
    La vita e la morte camminano a braccetto nelle pieghe di questa narrativa assai minuziosa, dal taglio cinematografico e profondamente empatica, rivolta verso il sociale, in particolare nei riguardi della crisi di una classe operaia smarrita e quasi dimenticata sullo sfondo della variegata regione di Osaka.
  • BooksHighway.it La Bellezza di Aliya Whiteley
    La Bellezza arriva da sottoterra ed è solo un primo passo in un sorprendente mondo al contrario dove infine gli uomini dovranno affrontare la gravidanza. Una lunga e surreale parabola che comincia in un paesaggio post apocalittico, umido e buio, con gli esseri viventi diradati.
  • Suicidio o delitto perfetto? Il dubbio necessario di Colin Wilson
    Un dubbio necessario è la prima traduzione italiana del romanzo pubblicato nel 1964 di Colin Wilson, scrittore inglese di culto scomparso nel 2013. Questo thriller filosofico-esistenziale ruota intorno a un dubbio, appunto: quello del prof di filosofia Karl Zweig che dopo quarant'anni rincontra Gustav, suo ex alunno ebreo, e si chiede se dietro l'apparente suicidio di due vecchi e facoltosi uomini non si celi la mano del brillante pupillo.
  • Sei patologie dell’Occidente secondo Noica
    Constantin Noica, pensatore antipositivistico e teorico di una rinnovata ontologia, nel libro Sei malattie dello spirito contemporaneo (1978) ha costruito una tassonomia delle «malattie dello spirito» che coincidono con altrettante «malattie dell'essere». Un sestetto di patologie etichettate con altrettante parole di suo «nuovo conio» modellate sul greco.
  • Noica. L’Europa è malata dunque c’è speranza
    Se il nostro fosse ancora tempo da vacanze intelligenti, ci sarebbe da adoperare il libro Sei malattie dello spirito contemporaneo di Costantin Noica come spunto per il  gioco dell'estate, qualcosa del tipo di che malattia soffri di atodetite o ti senti più incline all'acatholia? Inutile consultare dizionari e siti medici, perché le sindromi e le relative gradazioni sono un'invenzione dello stesso Noica, che in questo scritto del 1978 redige una fantasiosa eppure affidabile cartella clinica della contemporaneità.
  • Se la malattia impone d’essere (davvero) pazienti, Ben Watt
    Un paziente di Ben Watt non è soltanto il diario dettagliato e puntiglioso della sua degenza ma con grazia, a volte addirittura con ironia, è una riflessione sulla nostra fragilità.
  • La Libromante, Leone: le sei malattie del filosofo Noica e il paracetamolo
    Per i nati sotto il segno del Leone: le sei malattie dello spirito contemporaneo diagnosticate dal filosofo rumeno Costantin Noica si possono curare con il paracetamolo che è anche un blando psicotropo.
  • Ben Watt, dalla gloria del pop alla malattia. Un paziente. Storia vera di una malattia rara
    Un paziente. Storia vera di una malattia rara di Ben Watt è una cronaca meticolosa di mesi di ospedale. Un racconto senza falsi pudori: le riflessioni della pop star sono profonde, intense, da artista che è anche e soprattutto uomo.
  • Il mal de vivre, da Nietzsche a Godot, Costantin Noica
    Il filosofo rumeno Constantin Noica, quasi eretico quasi maledetto del Novecento europeo, analizza in forma letteraria i vizi dell'anima nel saggio Sei malattie dello spirito contemporaneo.
  • Sei malattie dello spirito contemporaneo di Costantin Noica a Qui comincia, Radio 3 Rai
    Il libro Sei malattie dello spirito contemporaneo del filosofo rumeno Costantin Noica è l'argomento del giorno della puntata del 18 maggio 2017 di Qui comincia. La trasmissione in onda tutti i giorni su Radio 3 Rai dalle 6 alle 6.45 è condotta da Attilio Scarpellini.
  • Così filosofi da morire, Costica Bradatan
    Morire per le idee di Costica Bradatan è uno stimolante percorso all'interno della più fondamentale questione dell'esistenza umana e un invito a vedere la filosofia non come pura sfera speculativa ma come attività pratica, fatta di carne.
  • Filosofia da vivere (e da morire). Intervista a Costica Bradatan
    Il filosofo Costica Bradatan presenta il suo lavoro, Morire per le idee. Le vite pericolose dei filosofi (Carbonio editore, traduzione di Olimpia Ellero) a Tempo di libri, Fiera dell'editoria italiana. Il professore statunitense indaga il rapporto inscindibile tra le idee e l'esistenza dei pensatori che può portare anche al martirio.
  • Sulle tracce dei terroristi, Masha Gessen
    Un viaggio nel tempo e nello spazio la parabola terroristica dei fratelli Tsarnaev, nel libro-inchiesta di Masha Gessen, scrittrice e attivista russo-americana.
  • I fratelli Tsarnaev di Masha Gessen, Leggere a colori
    I fratelli Tsarnaev di Masha Gessen è un’indagine sul male del nostro tempo condotta in maniera esemplare, una moderna tragedia americana che ci riguarda tutti.
  • I fratelli Tsarnaev di Masha Gessen, Paperblog
    Masha Gessen ricostruisce non solo la storia della famiglia Tsarnaev, ma anche il contesto della tragedia di cui i due fratelli sono stati protagonisti.
  • Morire per le idee a Qui comincia, Radio 3 Rai
    Qui comincia, trasmissione in onda tutti i giorni su Radio 3 Rai dalle 6 alle 6.45, è tutta dedicata a Morire per le idee. Le vite pericolose dei filosofi di Costica Bradatan.
  • “In poche parole” – Un paziente di Ben Watt
    Il "paziente" del titolo è Ben Watt, del duo pop Everything But the Girl. Nel '92, 29enne e all'apice del successo, si scopre malato di un morbo raro e letale.
  • Parte Carbonio con Bradatan, Gessen e Watt
    Escono la prossima settimana in libreria i primi tre titoli della casa editrice Carbonio, fondata lo scorso anno a Milano da Fabio Laneri e Fortunata de Martinis.
  • BooksHighway.it legge Masha Gessen
    I fratelli Tsarnaev, Tamerlan e Dzhokar alias Jahar, sono i responsabili degli attentati al traguardo della maratona di Boston in occasione del Patriots Day, 15 aprile 2013. Tamerlan è morto in seguito alle ferite subite nel corso di un conflitto a fuoco con la polizia, quattro giorni dopo.