LA TUFFATRICE di Julia von Lucadou recensito su “Lankenauta”

Scrive Andrea Brancolini: “Mi viene in mente la storia o il principio della rana bollita descritto da Naom Chomsky. Riassumendo: se getti una rana in un pentolone di acqua bollente la rana schizzerà via, ma se metti la rana in un pentolone di acqua a temperatura ambiente e poi lo metti a scaldare sul fuoco la rana si abituerà alla temperatura crescente e, quando l’acqua sarà troppo calda, non avrà la forza per saltare fuori. […] ci sono molti personaggi-rane che si trovano bene nell’acqua, chi più chi meno, a seconda della propria sensibilità, e non accettano che qualcosa o qualcuno (forse rane ribelli?) possa mettere in discussione la porzione di mondo che abitano. Più che persone sono funzioni, spesso inconsapevoli, essenziali finché rimangono su dati binari, meno essenziali o del tutto accessori se ne escono.”

Leggi l’estratto qui.

 

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