Costica Bradatan

12/03/2019

La filosofia come performance – Intervista a Bradatan su “L’Indiscreto”

Così Francesco D'Isa introducendo il dialogo con il filosofo rumeno naturalizzato americano: «È possibile fare filosofia morendo? Suona assurdo, ma ne è profondamente convinto. Di più – la morte di un filosofo può essere persino la sua opera migliore. Nel libro Morire per le idee, recentemente tradotto da Olimpia Ellero per Carbonio editore, Bradatan indaga le vite di Socrate, Ipazia, Giordano Bruno, Thomas More, Jan Patočka, Simone Weil e molti altri, per proporre una nuova interpretazione del lavoro di questi autori: la “filosofia come performance”.»
03/06/2019

Morire per le idee di Costica Bradatan su “IL PICCOLO”: Quando i libri danno linfa all’idea di comunità

"Si fa presto a dire Europa. In un mondo senza più idee diventa la nemica dell’Italia. "Elisabetta De Dominis esorta a tornare ai libri in un periodo in cui un'idea forte come quella della costruzione europea sembra essere quanto mai sotto attacco, il saggio di Bradatan è tra le letture consigliate. Elisabetta De Dominis aveva già affrontato il tema, sempre consigliando la lettura di Morire per le idee, su "La Voce di New York" lo scorso 25 maggio.
04/05/2020

MORIRE PER LE IDEE. LE VITE PERICOLOSE DEI FILOSOFI recensito sul “Piccolo di Trieste”

Così Cristina Bongiorno: «Il profondo legame tra paura della morte e passione è esposto con agilità di romanziere ma con rigore, dal filosofo americano di origine rumena Costica Bradatan [...] Perché la morte non comporta la negazione della vita, anzi possiede la capacità di rafforzarla, di dare addirittura senso alla vita stessa, posto che in assenza di una fine l’esistenza umana sarebbe equivalente a quella di un minerale. [...] Il soggetto pericoloso, il pensatore che non segue le regole ma le intime convinzioni opponendosi al potere costituito, si trasforma in “figura fondativa” e per le generazioni future, immolato il corpo, a vivere saranno le sue idee.»