Rassegna Stampa

05/02/2019

SPECIAL “ESTASI. Istruzioni per l’uso” su “L’Indiscreto.org”

Un estratto dal libro di Jules EVANS. Intervista all'autore di Francesco D'Isa.
05/02/2019

L’ARRIVO DELLE MISSIVE recensito su “Mangialibri”

Scrive Francesco F. Centamore sul romanzo di Aliya Whiteley: «Fin dalle prime righe di questo romanzo [...] si capisce che Aliya Whiteley è una scrittrice assolutamente fuori dagli schemi, che il suo è un mondo a parte. Un mondo ricchissimo di immagini, sensazioni ed emozioni molto articolate, un mondo ansioso di uscire dalla pagina per insinuarsi con garbo nella mente e nel corpo del lettore. [...] Ciò che colpisce è proprio la spontaneità con cui il racconto fluisce e, pagina dopo pagina, si avviluppa lungo le spirali della coscienza per sprigionare la sua magia. [...] il classico stream of consciousness tanto caro alla tradizione letteraria inglese (penso soprattutto a Virginia Woolf, più che a Joyce) scorre qui con una vivacità e una freschezza non comuni. La personalità della protagonista, una diciassettenne di campagna con la testa piena di sogni, ma anche sicura di sé e delle sue scelte, sgorga inarrestabile fra le righe e impregna ogni singola virgola di questa storia. Un personaggio potente come pochi, una giovane donna che fa delle sue consapevoli fragilità uno scudo capace di abbattere anche l’oscurità più profonda e inquietante. La forza delle proprie insicurezze, il cuore che sgretola ogni paura e non vacilla davanti al mistero che avvolge sempre più la piccola comunità rurale. La storia si dipana spogliandosi degli schemi ormai collaudati, tipici della tradizione fantastica, per aprire nuovi orizzonti e approdare a uno sviluppo molto originale. Non a caso, la Whiteley è considerata dalla critica anglosassone come l’erede di Margaret Atwood.»
15/02/2019

UN DUBBIO NECESSARIO recensito su “Milano Nera”

Così la briosa recensione di Mirko Giacchetti: «Lettura non solo consigliata ai filosofi. Innanzitutto si tratta di una storia crime non convenzionale, una narrazione in cui la somma di indizi e deduzioni non segue il solito percorso, poi si struttura su un terreno in cui il movente è molto più nobile – e condivisibile – dei soliti soldi, potere ecc ecc. Inoltre, stiamo parlando di Colin Wilson, uno scrittore con la S maiuscola che merita di essere letto e riletto».
15/02/2019

PELLEGRINI DEL SOLE recensito su “ArtSpecialDay”

Così Vieri Peroncini: «La drammaticità della situazione è palpabile come in McCarthy, ma i personaggi hanno lo spessore di un Paul Auster: questo fa sì che possiamo parlare di Pellegrini del sole e di Jenni Fagan senza bisogno di scomodare i numi tutelari della fantascienza, soprattutto al femminile. Arriviamo a dire che prediligiamo questa fantascienza umanistica (ecco finalmente la definizione che cercavamo) a quella avventurosa e planetaria di Ursula Le Guin: sarà che Fagan, prima che romanziera, è poetessa. E di poesia (in effetti, anche fantascienza poetica andrebbe bene) è disseminata la storia dei Pellegrini del sole (dei quali, chiunque essi siano, non diciamo nulla), sebbene non di paragoni e metafore: la poesia di Fagan è tutta alla luce del sole, un sole meraviglioso e spietato come può esserlo su una distesa di ghiaccio e neve a cinquanta gradi sotto zero.»