Rassegna Stampa

29/03/2019

PELLEGRINI DEL SOLE su “Solo Libri”

Così Mario Bonnanno: «Fantascienza umanista più che fracassona: lo spettro dell’apocalisse incombe, ma Jenni Fagan invece che alle cause e agli effetti del disastro guarda agli uomini e alle donne di fronte alla possibilità del disastro. [...] un incrocio di vite sul limitare della fine o forse chissà se di un nuovo inizio. Pellegrini del sole prescinde dalla letteratura di genere, appartiene anzi alla letteratura tout court, e se proprio si cercano rimandi è a La strada di Corman McCarthy [...] romanzo lirico e poderoso insieme, una partitura epica in cui la dialettica delle forze primordiali convive con quella dei caratteri e dei vissuti dei personaggi. Non perdetevelo.»
02/04/2019

PANOPTICON recensito su “Crunched”

Così Paolo Perlini: «La scrittura di Jenni Fagan è immediata, potente, scorretta come deve esserlo quella parlata da una quindicenne borderline. [...] Una scrittura che disturba e fa riflettere, e alla fine del libro succede come dopo l'esecuzione di certi concerti, quando il direttore d'orchestra abbassa la bacchetta: la musica rimane sospesa nell'aria, si resta in silenzio e poi parte l'applauso».
02/04/2019

DANILOV, IL VIOLISTA recensito su Convenzionali

Così Gabriele Ottaviani: «Orlov è scrittore dall’inusitata potenza immaginifica. Qui racconta con prosa ampia e travolgente la vicenda, ricca di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione che suggeriscono rimandi anche a tanta filmografia e iconografia, di Danilov, nato da padre demone e madre terrestre, che vive sulla Terra come demone a contratto. Un co.co.de., verrebbe da dire, invece che co.co.pro. o simili, se si consente l’oscena freddura. [...] Geniale e imprescindibile.»
03/04/2019

DANILOV, IL VIOLISTA di Vladimir ORLOV su “Artspecialday”

Così Vieri Peroncini: «Danilov, il violista si configura come un’opera unica, la cui trama è da seguire come un filo d’Arianna tra comicità appunto, acrobazie lessicali, agganci folclorico-mitologici, il tutto innestato sul tema principale, che è una (quasi tradizionale) feroce, vivida critica grottesca dell’apparato burosaurico russo – da qui, i riferimenti a Kafka ed ai suoi Processi, ad Asterix coi moduli reali o fasulli, che tocca il suo apice ovviamente con la convocazione all’Ora X presso la Cancelleria dei Nove Livelli. [...] La scrittura di Orlov è affascinante, al servizio di una trama che esonda dalla rigorosità per traghettare, a volte, verso il puro piacere del linguaggio e dell’invenzione fantastica».