Rassegna Stampa

01/03/2019

LA GABBIA DI VETRO sul “FATTO QUOTIDIANO”

Quando indagare sul male diventa politica. Così Fabrizio D'Esposito nella sua rubrica D.C. (Dopo Christie): «Colin Wilson è morto un lustro fa. Divenne famoso più di sessant'anni fa, nel 1956, con The Ousider. [...] Un'opera anti-borghese, contro il Sistema, e che rispunta prepotente in La gabbia di vetro, scritto dieci anni dopo The Outsider. Stavolta Wilson studia la mente di un serial killer (attraverso il personaggio dello studioso-detective Reade, ndr) e parte da un'immagine cupamente bucolica. Quella di Damon Reade, giovane ma già considerato il più grande esperto inglese di William Blake, poeta con l'ossessione della Bibbia e una decisa inclinazione per il misticismo. Reade vive da solo in campagna, nel nord dell'Inghilterra. I suoi vicini di casa, si fa per dire, sono gli "zingari" del villaggio, evitati da tutti, e che prendono pure il sussidio. Razzismo e reddito di cittadinanza, mezzo secolo fa».
04/03/2019

IL TEST DEL MARSHMALLOW di Walter MISCHEL su “Il Fatto Quotidiano”

Così Elisabetta Ambrosi: «un libro fondamentale [...] Un saggio che raccoglie cinquant'anni di studi sull'autocontrollo, a partire, appunto, dal racconto di quel primo test compiuto negli anni Sessanta in una scuola materna degli Stati Uniti [...] Le risposte che lo psicologo dà nel libro sono utilissime per cercare di arginare l'educazione dei ragazzini di oggi, incentrata sull'immediata gratificazione e su uno sconfinato consumismo».
05/03/2019

PANOPTICON recensito sul portale SoloLibri.net

Così Mario Bonanno: «narrato in straordinaria soggettiva, il romanzo si dispiega dunque in equilibro tra piano reale e piano onirico-allucinatorio e proprio in questo reiterato uscire-entrare senza fratture dagli ambiti percettivi di Anais Hendricks risiedono la grazia e il punto di forza insieme di Panopticon. La scrittura di Jenni Fagan ha del miracoloso – tanto è diretta, feroce, cupa, sensibile, scattante –, in grado di restituire dal “dentro” il microcosmo borderline della giovane protagonista, fino all’apoteosi oggettiva del prefinale anarco-dionisiaco-liberatorio».
06/03/2019

LA GABBIA DI VETRO su “Contorni di Noir”

Quello che Colin Wilson fa magistralmente, dice Michele Fanelli nella sua gustosissima recensione, è esplorare la coscienza e il potenziale umani «e il modo in cui i confini della società e del sé mettono le catene su quella coscienza e questo potenziale. [...] Così, pian piano, Wilson ci svela la vera natura di questo thriller, ovvero svelare di come gli umani siano ingabbiati in trappole create da loro stessi mostrandocelo attraverso la sua rappresentazione di un insolito killer e di un ancor più insolito protagonista».