Rassegna Stampa

08/01/2019

Quotidiano del Sud (Edizione Irpinia) consiglia “La gabbia di vetro” di Colin Wilson

Sangue sui versi di William Blake. Il Quotidiano del Sud consiglia La gabbia di vetro di Colin Wilson.
08/01/2019

MEGLIO NON ESSERE MAI NATI di Benatar recensito dal vaticanista Aldo Maria Valli

"Meglio non essere mai nati" di David Benatar recensito dal vaticanista Aldo Maria Valli (22.12.18). «La vera differenza tra chi, come il sottoscritto, crede che la vita sia bene, e dunque sia bene perpetuarla, e chi, come Benatar, pensa che la vita sia male e dunque sia necessario estinguerla, è la disponibilità a rivolgersi alla trascendenza. Se ci fermiamo su un piano strettamente umano, il pessimismo totale di Benatar, per quanto possa essere sgradevole, ha inevitabilmente la meglio. Dunque, onore a questo avversario sincero e chiaro. Che mi permette di poter dire, da papà e nonno, che il regalo più prezioso che io possa fare ai miei figli e nipoti non è aiutarli a schivare dolore e sofferenza, ma invitarli a quaerere Deum, a cercare Dio. E, come direbbe Benedetto XVI, a lasciarsi trovare da lui.» Così, sul suo blog, il vaticanista Aldo Maria Valli nella sua risposta di cattolico al pessimismo totale del filosofo Benatar.
08/01/2019

MEGLIO NON ESSERE MAI NATI recensito sul blog Filosofia e Letteratura

"Meglio non essere mai nati" recensito sul blog Filosofia e Letteratura (22.12.18). Così lo studioso di Cioran, Antonio Di Gennaro: «Un saggio insolito (ma foriero di intuizioni e spunti interessanti) quello di Benatar, di un nichilista sui generis, che argomenta la tragicità della vita con acume concettuale e rigore logico. Egli cerca le ragioni del male di vivere, la causa radice che è a fondamento del dramma umano, e rinviene nella “nascita” il principio primo deplorevole (da aborrire) in quanto scandalo della ragione, fonte di inaudita e inammissibile infelicità.»
08/01/2019

MEGLIO NON ESSERE MAI NATI recensito da Francesca Rigotti su Doppiozero

"Meglio non essere mai nati" recensito su Doppiozero (27.12.12.18). Così la filosofa Francesca Rigotti: «Pensarla al modo di Benatar è più che lecito – chi di noi non l'ha mai fatto? – come pure è lecito immaginare di evitare sofferenze alle persone impedendo che diventino tali, quindi non contribuendo a metterne al mondo di nuove. Molte e molti di noi che hanno avuto figli si sono chiesti, in relazione alla progenie – al figlio in genere, non a quella figlia o a questo figlio nello specifico, giacché nessuno può pretendere di sapere quale individuo specifico nascerà – se non hanno fatto un torto mettendola al mondo, magari per soddisfare un desiderio biologico e/o culturale di genitorialità. Perché il mondo è cattivo e i figli soffriranno varie forme di pene, morali e fisiche.»