Rassegna Stampa

06/05/2019

DANILOV IL VIOLISTA su “Lankenauta”

Così Francesco Ricapito: "questo libro non si limita a raccontare una storia, ma ci crea un intero universo fantastico intorno. Un mondo con le sue regole, abitanti, leggende, gerarchie e popolato sia da umani, che da demoni. Quest’ultimi si occupano di rendere la vita difficile ai primi grazie ai loro poteri, causando catastrofi naturali, incidenti, eventi nefasti e convincendo le persone ad agire in un determinato modo".
10/05/2019

DANILOV, IL VIOLISTA recensito su “La Bottega del Barbieri”

Un romanzo per musicisti, satanassi e tori blu: 'db rrrrracomanda assai'. Così Daniele Barbieri: "A dominare le migliori pagine del romanzo sono l’ironia (in qualche passaggio ricorda e amplia Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov) e la musica. A volte Danilov ha paura del pubblico, persino quando applaude; così invoca «Non spaventate i miei suoni. Loro sono ancora qui, non sono volati via». [...] 'Giuralo db che in 460 pagine la tensione non cala mai': sento una voce nell’aria e forse dovrei preoccuparmi … invece rispondo. Bugiardo sarei se così giurassi però mi ha stregato che proprio quando chi legge (in questo caso io) inizia a pensare 'qui rallenta' ecco la genialata, ironica o musicale che rilancia il libro ad altezze vertiginose".
10/05/2019

PANOPTICON di Jenni Fagan su “Satisfiction”

Così Livio Pacella “Il mondo è un gioco sbagliato, quando il tuo futuro è inevitabile e dietro le sbarre, e ogni giorno lo ricominci fantasticamente daccapo, immaginando un’altra vita, un’altra te, magari felice, in un alberghetto di Parigi…”
16/05/2019

DARK STAR recensito su “La Bottega del Giallo”

Così Manuel Figliolini: “[…] Il romanzo in versi di Langmead sfata che il noir o giallo, come meglio lo si vuole incasellare, debbano per forza essere di facile lettura e di vero interesse c’è solo l’indagine. Langmead ha creato qualcosa di unico nel genere, un hardboiled fantasy in versi. Forte e unica la sensazione di buio che avvolge la città di Vox e il lettore. L’ambientazione così cupa e poco descritta rende l’idea di una società che non conosce e mai ha conosciuto la luce. Un romanzo breve, in versi, ma veramente imperdibile.”