Rassegna Stampa

02/05/2019

DARK STAR recensito su “Contorni di Noir”

Così Michele Finelli: "Langmead scrive un intero giallo, un intero noir, in pentametro giambico. E la cosa è assolutamente favolosa (e non solo quella): […] (quando mai vi ricapita di leggere un libro in versi?). […] Se l’autore avesse scelto un’impostazione più standard o una trama più contorta, non sono sicuro che il pentametro giambico gli avrebbe giovato, ma di certo è un valore aggiunto a quello che il racconto è: […] la forma poetica offre solo un certo grado di complessità prima di diventare troppo contorta o troppo difficile da percepire, e questo giova al ritmo della lettura. Langmead ha scelto il formato in modo adeguato e ha creato qualcosa di interessante e unico. […] la cui qualità va anche ascritta al grande merito del traduttore, Nicola Manuppelli".
02/05/2019

LA GABBIA DI VETRO di Colin Wilson recensito su “Mangialibri”

Quando il vintage diventa tocco di classeCosì David Frati: "In questo La gabbia di vetro, uscito nel lontano 1966, l’autore tratteggia alcuni di quelli che diventeranno nei decenni seguenti dei cliché del genere: la sessualità deviata, il legame tra letteratura/arte e omicidi, la caccia al serial killer lungo strade che esulano dalle normali indagini di polizia. Molto del fascino della lettura del romanzo – operazione indubbiamente charmant e per certi versi sorprendente – sta nella persistente sensazione di anacronismo: siamo nella swinging London degli anni Sessanta, elettrizzata da nuove mode e costumi rilassati, le persone comunicano per lettera o al telefono fisso, le ragazze portano spesso la minigonna e altrettanto spesso la tolgono, per i locali gay è boom. [...]
03/05/2019

DANILOV IL VIOLISTA su “Satisfiction”

Così Claudio Della Pietà: "veniamo a questo capolavoro, già davanti ai nostri occhi, veniamo a questo romanzo folle, [...] dove folle significa letteralmente 'TUTTO', un romanzo che è tutto, contiene tutto, dice tutto e io lettore devo essere disposto a tutto, prima di iniziare. [...]" Più si conosce Danilov, demone umano, più si conoscono i suoi amici 'spiriti domestici', e più si familiarizza con il quotidiano divenire dell’andazzo moscovita, più matura nel lettore il desiderio di avere a disposizione un demone personale, e con lui la piastrina che porta al polso, spostando la quale può decidere se vivere da uomo o da demone, in base alla convenienza del momento. Chissà, ho anche pensato che forse non c’è differenza, forse il nostro demone personale è da sempre in noi, ma soprattutto io oggi non saprei scegliere.
03/05/2019

CARBONIO Editore si presenta sul blog “Vita da editor” di Giovanni Turi

Fabio Laneri racconta piano editoriale, progetti, mission.